POLITO, BELPIETRO, FERRARA: D'AVANZO È PAZZO O C'È UN PAZZO CHE SI CREDE D'AVANZO? - "VA BENE CHE TU NON PRENDI ORDINI NEMMENO DA EZIO MAURO, MA COME TI PUÒ VENIRE IN MENTE DI GIUDICARE DELLA LIBERTÀ DEGLI ALTRI? CHE COSA TI DÀ IL DIRITTO DI PRESUMERE CHE IL GIORNALISMO O SI FA COME LO FAI TU O È UN GIORNALISMO VENDUTO? QUALE SUPERIORITÀ MORALE TI DÀ IL FATTO DI RACCOGLIERE REGOLARMENTE NOTIZIE DA POLIZIOTTI E 007? PERCHÉ SE TU DECIDI DI "BUCARE" LA NOTIZIA DEL VIDEO DI MARRAZZO, DI CUI TI AVEVANO AVVERTITO, SEI UN GIORNALISTA ONESTO; E SE LO FA MINZOLINI CON LE STORIELLE DI SESSO DEL BERLUSCA È UN FAZIOSO? NON È CHE TU PROTEGGI I TUOI DE BENEDETTI COME IL GIORNALISMO DI DESTRA PROTEGGE L’AMATO BERLUSCONI? E POI CI FAI ANCHE LA MORALE?" -
1 - Io e D'Avanzo, questione d'onore
Antonio Polito per il Riformista
Questa non me l'aveva ancora mai detta nessuno. Sarei alla dipendenze di Signorini: sì, proprio quello di Chi, l'esperto di gossip. Lo scrive D'Avanzo, su Repubblica: «Signorini consiglia, indica, sollecita. Combina non soltanto le scelte dei direttori dei media berlusconiani, sovraordinato a Vittorio Feltri, capataz del giornale di famiglia, ma anche delle testate del gruppo Angelucci (Libero, Riformista)».
Giuseppe D'avanzo
ANTONIO POLITO CON IL SUO EDITORE ANGELUCCI
Conosco Giuseppe D'Avanzo dagli anni '70, da quand'era un giovane cronista di Paese Sera a Napoli. E mi domando che gli è successo. Insomma, una volta trovava notizie, e di prima qualità. Ora passa il tempo a fabbricare teoremi. Mentre Fiorenza Sarzanini del Corriere scovava la D'Addario e lo scandalo delle escort, lui era lì a menarsela con le dieci domande a Berlusconi (è vero che sei malato? è vero che ti tira troppo? la minorenne la toccavi o no?).
Mentre della «sezione affari riservati» di Chi, il Riformista aveva scritto già sei giorni fa in prima pagina, firma di Fabrizio d'Esposito, titolo inequivocabile: «Il sistema Signorini-Berlusca», D'Avanzo se ne è accorto ieri su Ripubblica. Di suo D'Avanzo ci ha aggiunto la solita prosa truculenta e qualche offesa gratuita. Ma le notizie, come al solito, latitano.
Giuseppe D'avanzo
L'ultimo teorema di D'Avanzo è sostanzialmente questo: Berlusconi ha mandato due carabinieri a incastrare Marrazzo e poi, non riuscendo proprio a far pubblicare il video da nessuna parte, lo ha offerto a Marrazzo medesimo; di conseguenza, deve essere condannato a otto anni di reclusione per ricettazione di materiale proveniente da un reato. Complimenti. Chissà se ci scriverà sopra dieci nuove domande. Chissà se chiederà al Pd di farne un'interpellanza parlamentare. Se c'era ancora Franceschini, magari gliela faceva.
ANTONIO POLITO E PATRIZIA RAVAIOLI NEO GENITORI DI DUE GEMELLI
Ma l'impazzimento di D'Avanzo sono affari suoi. Gli affari miei sono che io non ho mai preso ordini da nessuno, tranne che dai miei direttori; e se proprio un giorno decidessi di prenderne da qualcuno, l'ultimo che mi verrebbe in mente sarebbe Signorini (per quel poco che li conosco, mi fa ridere anche pensare che Feltri e Belpietro si facciano dire che fare da Signorini).
SILVIO BERLUSCONI AQNTONIO POLITO - Copyright Pizzi
A D'Avanzo vorrei dire questo: va bene che tu non prendi ordini nemmeno dal tuo direttore, ma come ti può venire in mente di giudicare della libertà degli altri? Che cosa ti dà il diritto di presumere che il giornalismo o si fa come lo fai tu o è un giornalismo venduto? Quale superiorità morale ti dà il fatto di raccogliere regolarmente notizie da poliziotti e 007? Perché se tu decidi di «bucare» la notizia del video di Marrazzo, di cui ti avevano avvertito, sei un giornalista onesto; e se lo fa Minzolini con le storielle di sesso del Berlusca è un fazioso? Non è che tu proteggi i tuoi come il giornalismo di destra protegge l'Amato Loro? E poi ci fai anche la morale?
A tutti voi lettori, invece, vorrei chiedere questo: non concordate con me che è proprio questo stile, questa doppia verità, questa mancanza di equilibrio, questa arroganza della sinistra davanzata a spiegare perché gli italiani continuano a tenersi Berlusconi? Molti altri buoni motivi, d'altra parte, non ce ne sono.
Giuseppe D'avanzo
2 - BOTTA-RISPOSTA D'AVANZO-BELPIETRO
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Lettera di Giuseppe D'Avanzo a "Libero"
Caro Belpietro, ti ringrazio per le domande. Mi consentono di chiarire circostanze che gli ingenui potrebbero confondere. Non ho mai visto alcun video. Il 25 settembre ho ricevuto anch'io, come altri, un sms che raccontava di «un filmatino con Marrazzo che sniffa con due trans».
Come è ovvio, cercai di saperne di più. Mi fu detto: «Vedrai lo butteranno su internet, magari in qualche sito minore, domiciliato all'estero, nessun giornale può pubblicarlo». Esplicitamente, via sms, il mio interlocutore fece riferimento a un rifiuto tuo e di Vittorio Feltri.
Pensai: se due professionisti come Feltri e Belpietro non degnano di attenzione quel video, deve essere proprio inattendibile robaccia, e così lasciai perdere.
Ti sono grato per l'ospitalità e ti auguro buon lavoro.
Giuseppe D'Avanzo
REPLICA DI BELPIETRO
Caro D'Avanzo, non ho mai scritto che tu hai visto il video, ma che una volta ricevuto un sms in cui ti si informava dell'esistenza di «un filmatino con Marrazzo che sniffa con due trans» ti sei disinteressato della cosa, tradendo la tua fama di segugio che ti sei costruito dopo anni passati all'inseguimento di Berlusconi ogni volta che ne fiuti l'odore.
Massimo D'Alema Ezio Mauro - Copyright Pizzi
maurizio belpietro cesare previti
Del resto tu stesso confermi di non esserti applicato sulla notizia che riguardava Marrazzo. Dici che lo hai fatto perché avesti notizia che io e Feltri l'avevamo scartata, ma per quanto mi riguarda confondi le date. Il 25 settembre, quando venni a conoscenza dell'sms inviato a un redattore di Libero, cercai subito di saperne di più, ma solo il 12 ottobre riuscii a vedere il video. Fino ad allora dunque non potevo né rifiutarlo né accettarlo. Quando poi lo vidi cercai di appurarne la provenienza e l'autenticità, come ho raccontato su Libero.
Tu invece che hai fatto tra il 25 settembre e il 19 ottobre, quando scattano gli arresti e la storia diviene pubblica? Nulla, come risulta evidente dalla tua lettera. Se ti fossi impegnato come ti riesce naturale per il Cavaliere, avresti avuto la possibilità di fare uno scoop, di raccontare i pasticci in cui era finito il governatore, ricostruendo un'estorsione a sfondo politico e sessuale. Invece ti sei distratto.
GIULIANO FERRARA - copyright Pizzi
E allora ti rifaccio le domande. Perché hai chiuso gli occhi? Forse che un governatore con un trans vale meno di un presidente del consiglio a una festa di compleanno? Oppure un Marrazzo in mutande tra viado e cocaina non conta quanto un Berlusconi tra belle ragazze? C'è una lista di istituzioni esentate da articoli a luci rosse e un'altra invece per cui gli articoli hard sono obbligatori?
GIULIANO FERRARA - copyright Pizzi
Oppure sei amico di Marrazzo, di sua moglie, di sua zia o della cugina di settimo grado? Hai mai conosciuto il governatore (se sì, specificare quando), la moglie, la zia o la cugina? Cosa rende poco interessante la vita di privata di un presidente di regione e tremendamente pruriginosa quella di un premier? Il colore politico? L'appartenenza a un partito? Oppure esiste una legge della «Repubblica», quella rossa intendo, che vieta di occuparsi di chi sta a sinistra e obbliga a azzannare chi milita a destra?
Ti sarò grato se vorrai rispondere. Buon lavoro.
3 - FERRARA: alla fine il fango ricade su chi lo ha lanciato
Da Il Velino.it
SODOMA E GOMORRA - MARRAZZO E SAVIANO
"Ora Giuseppe D'Avanzo di Repubblica vuole dimostrare che Berlusconi ha ingaggiato cinque carabinieri dei servizi segreti, li ha mandati dal trans Natalì nella fatale e misteriosa via Gradoli perché smutandassero Marrazzo, approntassero un set con la cocaina e i soldi e i documenti anagrafici del Governatore del Lazio, infine affidassero il frutto del misfatto (un video-scandalo) al circuito mediatico onnivoro berlusconiano, superbamente sorvegliato da Alfonso Signorini eccetera.
L'operazione sarebbe stata interrotta dalla casuale inchiesta sui carabinieri felloni, e solo allora il Cav. avrebbe telefonato a Marrazzo per denunciare a lui l'esistenza del video e spronarlo a fare qualcosa. Una grande congiura calunniosa finita con un atto magnanimo, in mancanza di meglio (il meglio sarebbe stato tenere nelle proprie mani e usare con dosate minacce il video del ricatto).
marrazzo
Non scherzo - scrive Giuliano Ferrara sul FOGLIO -. È proprio questo che Repubblica ha stampato, con appena qualche minuscola cautela formale a scopo dissimulatorio, nei suoi numeri di venerdì 30 e sabato 31 ottobre (domenica 1 novembre non so, perché scrivo di sabato).
La verità è che D'Avanzo è un collega intelligente, ha capito quel che tutti hanno capito: la campagna su sesso e scandali è impantanata, il suo venticello ha bensì depositato qualcosa, perché qualcosa resta sempre in questi casi, ma ora Repubblica e il partito degli onesti, degli angeli, degli orgogliosi, ha messo la prua decisamente controvento.
Puoi sfruttare le asperità di un divorzio, cavalcare una denuncia di vizi pubblici come quella della signora Veronica, profittare di ingenuità e difetti da spirito di onnipotenza che abbondano in una personalità vulcanica e mostruosamente estroversa come quella di Berlusconi, ma oltre un certo limite, una sottile linea a luci rosse, l'attacco diventa ‘arcaico', come ha scritto Marco d'Eramo nel ‘manifesto', e alla fine il fango ricade su chi lo ha lanciato.
Il trans Natalì - per gentile concessione di Novella 2000
Il trans Natalì - per gentile concessione di Novella 2000
Il brocardo evangelico tanto temuto da D'Avanzo e dal suo direttore, ‘chi di sesso ferisce di sesso perisce', si staglia con il caso Marrazzo davanti alla più lunga, sistematica e cospicua campagna ideologica che la sinistra tribunizia e militante abbia intrapreso (forse dai tempi del ‘fanfascismo'). Ormai, a parte le grandi firme del ‘manifesto', sono in tanti a ribellarsi, e tra questi le due icone della lotta contro le derive sessuofobiche di cui D'Avanzo non vuole sentire parlare, personalità parlamentari della gay culture come la Paola Concia e del transgender come Vladimir Luxuria (‘uscire dal moralismo', ‘una spirale senza uscita, con un cortocircuito tra soldi, audience e copie vendute').
Bisogna rimediare. In fretta. A costo di alzare il tiro forsennatamente. A costo di vendere al lettore quel che palesemente non hai. A costo di immergersi in una spy fiction, in una storia noir irta di anacoluti, di sgrammaticature, di contraddizioni in termini, di aspetti del tutto illogici.
Il trans Natalì - per gentile concessione di Novella 2000
Che Berlusconi abbia mandato cinque carabinieri dei servizi segreti a smutandare Marrazzo, nell'ambito di una campagna che comprende la ripresa televisiva (di belluina stupidità) dei calzini turchesi del giudice Mesiano, è cosa troppo risibile perché non se ne rida, ormai apertamente, in ogni redazione, in ogni luogo della politica democratica, e molto anche in salotto.
Il trans Natalì - per gentile concessione di Novella 2000
D'Avanzo è come quei giocatori che non sanno smettere, si infogna e genera imbarazzo intorno a sé, il che è ingiusto perché come professionista, errori madornali a parte, è pieno di qualità. Salvale, Peppino, dalla deriva sessuofobica e dalla sua coda paranoide".












