IL PUNTO CARDINALE (CLAUDIA) - ''ALAIN DELON CI PROVAVA MA IO NON CI SONO MAI CASCATA. QUANDO GIRAVAMO ‘IL GATTOPARDO’ VISCONTI MI DICEVA: “QUANDO LO BACI, FAMMI VEDERE UN PEZZETTO DI LINGUA, DAI” - CON MASTROIANNI ERAVAMO UNA BELLA COPPIA MA NON SI MESCOLANO LE COSE" - LE FOLLIE CON BELMONDO - VIDEO - -

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CLAUDIA CARDINALE CLAUDIA CARDINALE

 

Silvia Fumarola per la Repubblica

 

''Lo sa quale è la cosa più bella per una donna di 78 anni? La libertà. Giro da sola, senza paura perché so che se avrò bisogno, qualcuno mi aiuterà». L’ottimismo di Claudia Cardinale è incrollabile e contagioso: «La mia età mica è un segreto, non me la sento, continuo a lavorare, se lavori non invecchi. Mi chiamano, faccio la valigia e parto».

 

Una conversazione con l’attrice che ballando il valzer ne Il Gattopardo fece innamorare il mondo, 175 film alle spalle, è una lezione di vita. Nessun rimpianto («Sarei un’ingrata, quello che non è successo non doveva succedere »), un sorriso affettuoso per gli amici che non ci sono più, Cardinale non si è mai fermata.

 

Dal cinema al teatro arriva in tv con

Il bello delle donne, dal 13 gennaio su Canale 5, la serie ambientata in un salone di parrucchiere che quattordici anni fa conquistò il pubblico, torna con nuove trame e nuovi intrighi.

CLAUDIA CARDINALE ALAIN DELON CLAUDIA CARDINALE ALAIN DELON

 

Claudia Cardinale, il suo ruolo?

«Faccio la parrucchiera Laura, che ha qualche problema personale. Ho lavorato con persone deliziose, Massimo Bellinzoni, Lina Sastri, De Sio, Galiena, Arcuri. Sono stati tutti carini con me. La cosa divertente è che sono passata a salutare il mio parrucchiere sotto casa a Parigi : “Parto, vado a fare la parrucchiera anch’io”».

 

Vive a Parigi da anni. È cambiato qualcosa dopo gli attentati?

«Ho partecipato al corteo dopo la strage del Bataclan, è passato più di un anno e ha visto cos’è successo a Berlino e a Istanbul? Il terrorismo è dappertutto, anche in Italia, ma non bisogna farsi intimidire, è quello che vogliono. Io faccio tutto come prima: giro da sola, faccio la spesa. Parigi è la mia casa, faccio la vita di una persona normale. Vado alla Cinémathèque a rivedere i vecchi film.

 

Sto sempre in giro perché sono curiosa, mi metto a parlare. Se ho avuto successo è grazie alla gente. Quando ero in America la polizia mi fermava: “Perché non ha il bodyguard? Tutti gli attori hanno il bodyguard”. Beh io no, a me piace l’indipendenza».

CLAUDIA CARDINALE MASTROIANNI CLAUDIA CARDINALE MASTROIANNI

 

Oggi per strada che le dicono?

«Un giorno un signore molto più giovane di me insisteva per offrirmi un caffè. Ho detto di no, e quello non mollava. Un passante mi ha difeso: la signora non vuole, la lasci in pace. A Roma non potevo neanche uscire per fare la spesa, con tutti i fotografi appostati. Ma sono italiana, non ho cambiato nazionalità».

La cosa più importante?

«La libertà. E la famiglia. Mia figlia Claudine vive a Parigi, mio figlio Patrick a Roma, mio fratello a Torino, mia sorella Blanche in Polinesia. Tengo tutti i rapporti, quando il mio nipotino urla: “Ciao nonna” sono felice».

 

Che rapporto ha con l’età?

«Ottimo. Non mi sono mai rifatta, mamma diceva: “Non ti si vedranno mai le rughe, ridi sempre”. A me non piacciono quelle che si rifanno, si assomigliano tutte. Quando si guardano allo specchio si riconoscono? È folle pensare di fermare il tempo».

 

Forse per chi è stata bellissima è più difficile accettare il tempo che passa… 

«Non mi crederà, ma non mi sentivo bella. Ora guardando le foto, mi dico: niente male. Da piccola facevo a pugni con i maschi, per provare che la femmina è più forte. Oggi penso che sia importante la forza interiore. Fai l’attrice, sei tanti personaggi ma quando ti strucchi sei te stessa: devi essere forte. Alla mia età le donne vengono eliminate, non è bello».

 

Brigitte Bardot, con cui girò “Le pistolere” si è ritirata presto. Che pensa della sua scelta?

«Quante ne scrissero all’epoca: “BB contro CC”, giravamo il film e i paparazzi stavano lì convinti che ci saremmo ammazzate. Lei si è fermata a 38 anni, le dava fastidio stare sempre sotto i riflettori, essere giudicata. Per me era la donna più bella del mondo. Mi ha mandato una lettera quando mi hanno dato la Legion d’onore: “Alla mia pistolera che amo tanto”».

 

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Parliamo dei corteggiatori: dica la verità, una schiera.

«Qualcuno, sì. Non ci sono cascata, sul set ho avuto grandi amicizie, ed è meglio, mi creda».

Oggi non ha un fidanzato?

«Da quando mi sono lasciata con Pasquale (Squitieri, ndr) sto bene così. Pasquale è stato una grande passione».

 

Con Marcello Mastroianni come andò?

«Abbiamo girato insieme Il bell’Antonio e 8 e 1/ 2. Era speciale, così semplice, gentile. Eravamo una bella coppia, ma non si mescolano le cose. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui, Alain Delon, Belmondo…».

Il periodo americano?

«Ho esordito con Rita Hayworth e John Wayne. Ero diventata amica di Rock Hudson. A quell’epoca in America quando eri omosessuale non lavoravi più. Così facevamo finta di andare a braccetto,quando è morto gli sono stata accanto. Sono amata dalla comunità gay, quando c’è il Gay pride a Parigi sfilano sotto le mie finestre e mi chiamano: “Claudia tu sei con noi? Noi siamo con te”».

 

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Ha lavorato con i registi più grandi: Zurlini, Fellini, Visconti, Comencini, Monicelli. Il preferito?

«Che domanda. Ho imparato da tutti. Ho girato Il gattopardo e Otto e mezzo nello stesso momento, con Visconti ho fatto quattro film, stavo sempre a casa sua, ci sedevamo a tavola e lui nascondeva regali per me, erano gioielli di Cartier. Mi voleva bene».

 

Con Alain Delon siete stati una coppia mitica.

«Lui ci provava io non ci sono cascata. Quando giravamo Il gattopardo Luchino mi diceva: “Quando lo baci, fammi vedere un pezzetto di lingua, dai”. Ma siamo matti? Con Alain siamo rimasti amici ma anche con Jean Paul Belmondo, che era simpaticissimo. Abbiamo fatto certe follie insieme. Una volta mi disse: “Sorridi al direttore d’albergo, dai distrailo” e lui intanto faceva portare via i mobili dell’hotel, si rende conto? Che pazzie».

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E pensare che non voleva fare l’attrice.

«Ero una selvaggia, quando mi hanno eletto la “più bella italiana di Tunisi” chi poteva immaginare… Fa tutto il destino».

“Il destino è il tuo carattere” diceva la signora Thatcher.

«Quello sì, è vero. Sono sempre stata una combattente; adesso sono ambasciatrice Unesco: mi batto contro la pena di morte, per i diritti dei bambini e delle donne, per i malati di Aids. C’è tanto da fare ».

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