LA PURITANA NETFLIX SOTTO ACCUSA PER LE ‘BABY SQUILLO’ - LE FEMMINISTE ATTACCANO IL NETWORK: ‘PRIMA CACCIATE SPACEY PER LE ACCUSE DI MOLESTIE, POI PRODUCETE UNO SHOW CHE GLORIFICA IL TRAFFICO SESSUALE DEI MINORENNI. NON ESISTONO BABY PROSTITUTE, SOLO GIOVANI SESSUALMENTE ABUSATI, SFRUTTATI E VIOLENTATI’

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Adriano Scianca per la Verità

 

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Puritani quando si tratta di cacciare Kevin Spacey, ma amanti del torbido quando c' è da fare audience con una serie sulla prostituzione minorile. È questa l' accusa che, da più parti, è stata mossa contro Netflix, che sta per lanciare il suo terzo progetto italiano, dopo Suburra e il documentario sulla storia della Juventus. La nuova serie si chiama Baby ed è ispirata ai fatti di cronaca riguardanti il fenomeno delle giovanissime squillo dei Parioli, che nell' estate del 2014 occuparono a lungo le cronache italiane.

 

Lisa Thompson, vicepresidente del National center on sexual exploitation, tuttavia, ha inviato una lettera in cui accusa Netflix di normalizzare gli abusi sui minori; «Hanno recentemente licenziato la star di House of cards per cambiare idea e produrre uno show che glorifica il traffico sessuale che coinvolge dei minorenni, definendolo "intrattenimento tagliente", si tratta di estrema ipocrisia.

 

BABY SQUILLO BABY SQUILLO

 Non ci sono "baby prostitute", solo giovani sessualmente abusati, sfruttati e violentati. Se i responsabili di Netflix si preoccupassero maggiormente di porre fine allo sfruttamento sessuale, in questo momento all' insegna del #MeToo, piuttosto che sfruttare economicamente la tematica, cancellerebbero immediatamente la produzione dello show».

 

BABY SQUILLO BABY SQUILLO

Parlare di «uno show che glorifica il traffico sessuale che coinvolge dei minorenni» è probabilmente esagerato, ma certo l' argomento è spinoso e affrontarlo senza le dovute cautele potrebbe causare rovinosi autogol, oltre che la messa in circolo di messaggi sbagliati. Non sappiamo ancora se sia questo il caso della serie di Netflix, ma già il nome della nuova produzione lascia perplessi: ricordiamo infatti che, nel maggio 2016, l' espressione «baby squillo» fu aspramente criticata dall' Ordine dei giornalisti in quanto contraria alla Carta di Treviso, il documento che norma il trattamento giornalistico dei dati relativi ai minori.

 

BABY SQUILLO PARIOLI BABY SQUILLO PARIOLI

L' espressione veniva infatti considerata poco rispettosa della dignità dei coinvolti, oltre che passibile di veicolare un messaggio banalizzante rispetto alla gravità dei fatti.

E gravi, i fatti, lo sono realmente: il caso riguarda due ragazzine di 14 anni finite al centro di un giro di prostituzione nel quartiere «bene» della capitale per definizione. Nella lista degli indagati finirono fra i 60 e i 70 clienti, tutti adulti e insospettabili.

 

Baby è liberamente ispirato a quei fatti e racconta le vicende di un gruppo di ragazzi dei Parioli in cerca della propria identità e indipendenza, tra amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi. La serie si compone di 8 episodi ed è stata scritta dal Grams, un nuovo collettivo di scrittori composto da cinque giovani autori: Antonio Le Fosse, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti, Giacomo Mazzariol e Re Salvador, a cui si sono uniti gli scrittori Isabella Aguilar e Giacomo Durzi.

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