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È qui il 'pestival'? - cronachette mondane dell'ennesima rassegna cinematografica di cui non frega niente a nessuno, 'addetti ai livori" compresi - tra l'assenza di veltroni e la commozione di d'alema, e un ale-danno a passo d'oca, perfino gegia ha dato buca al red carpet della noia...

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera

Terry Gilliam e la figlia produttrice AmyTerry Gilliam e la figlia produttrice Amy

1 - E ALEMANNO INCASSA L'EREDITÀ VELTRONI
Emozionato Goffredo Bettini, in cima al red carpet che lui, da ex comunista ed ex presidente della Festa del Cinema, gestiva sapiente. Scicchissimo Goffredo Bettini, mentre vien giù portando con disinvoltura il suo quintale di astuzia politica in blazer blu e camicia bianca (qui all'Auditorium c'è un'umidità che nemmeno a Oslo, a gennaio, ma lui è come in muta e quindi, invece che battere i denti, sorride allegro).

Silvio Muccino Carolina CrescentiniSilvio Muccino Carolina Crescentini

Furbo, strategico, ma a suo modo romantico, il Goffredo Bettini che, arrivando in impercettibile anticipo, si prende i primi, assai emblematici flash dei fotografi. Emblematici perché? Perché un anno fa, tutti noi, cronisti e fotografi, eravamo qui, tra blindati e reparti di polizia in assetto antisommossa, tutti in eccitata attesa degli studenti dell'Onda, studenti sinistrorsi in rivolta e in marcia contro questa striscia di velluto rosso che, in omaggio al neo-sindaco Gianni Alemanno, noto per il suo robusto passato nero, chiamavano ironici black carpet. Ma è passato un anno.

Katy SaundersKaty Saunders

Tutti si abituano a tutto e così mentre gli studenti, stavolta, sono rimasti a casa, lui, Alemanno appunto, che dodici mesi fa entrava in sala nella penombra, un minuto dopo l'inizio della proiezione, stavolta ecco che ha invece deciso di presenziare addirittura alla serata inaugurale - anticipato da dichiarazioni per altro entusiasmanti su questo Festival che minacciò addirittura di affidare alle cure fidate del regista Pasquale Squitieri.

Ma lasciamo stare: ora Alemanno, che neppure stasera ha saputo rinunciare alle sue scarpotte da passeggiata in campagna, avanza gaudioso sottobraccio alla moglie Isabella Rauti (invece elegante, davvero). Bettini, Alemanno. C'è aria di pace politica trasversale. Ecco pure Gianni Letta.

Giorgio Pasotti Nicoletta RomanoffGiorgio Pasotti Nicoletta Romanoff

E poi Francesco Rutelli con Barbara Palombelli, e poi Fabrizio Cicchitto e consorte. Laggiù il presidente Gianluigi Rondi che, tra un paio d'ore, a Villa Medici, in un festone animato dai Plasticiens Volants, artisti di strada francesi, ha invitato il suo caro amico Giulio Andreotti.

2 - IL GRANDE ASSENTE
E Walter Veltroni? L'ideatore di questo prestigioso evento cinematografico che dura e resiste e piace a Roma e ai romani, è in vetrina. Quella della libreria. Con il suo ultimo libro: «Noi». Lui, che noi cronisti chiamiamo affettuosamente Wally, fisicamente dicono sia invece a Parigi, per il 50esimo anniversario del ministero della Cultura francese.

3 - CALCIO E IMMIGRATI: D'ALEMA SI COMMUOVE
Gli occhi di ghiaccio con i quali di solito Massimo D'Alema ci guarda, si sciolgono. Per una volta, succede. Da lontano, paiono lucidi. E, forse, una lacrima scivola giù verso i baffi. Forse. Potrebbe essere un effetto della penombra, le luci in sala si riaccendono lentamente. Di certo il gran capo del Pd (o solo uno dei grandi capi?) è commosso. «Sì... mhmmm... Sì, mi sono commosso».

Clooney e la CanalisClooney e la Canalis

Bene, meglio: lo ammette. Il film-documentario prodotto da Red Tv, la televisione di cui è ispiratore, leader spirituale, sponsor economico, è effettivamente molto bello. E, a tratti, struggente. Il titolo non dice niente, ha solo un suono che funziona: Liberi Nantes Football Club.

Gabriele Muccino e Angelica RussoGabriele Muccino e Angelica Russo

Nella storia del cinema italiano c'è un altro titolo simile: Borgorosso Football Club . La regia era di Luigi Filippo D'Amico, il protagonista (presidente d'una sfortunata squadra di calcio) era Alberto Sordi. Stavolta la storia è diversa. E, soprattutto, è una storia vera. La sfortuna della squadra ha spiegazioni struggenti. Perché questa è una squadra composta da 25 atleti vittime di immigrazione forzata.

Tutti vivono in centri di accoglienza, tutti sono rifugiati e tutti chiedono asilo politico. Il montaggio del lavoro ha sempre qualcosa di artigianale, ma alcune scene sono strepitose: tra queste, quasi tutte le azioni di gioco. Quando «Puma d'ebano», l'attaccante nero, dopo la quattordicesima sconfitta consecutiva, segna una tripletta, in sala è venuto giù un applauso da mettere i brividi.

Canalis e ClooneyCanalis e Clooney

4 - L'ESILIO
Brividi che a Walter Veltroni verranno quando leggerà queste righe. Va bene che la Festa del Cinema da lui voluta quand'era sindaco di Roma è diventata Festival; va bene che ora sul red carpet sfila tronfio il suo successore nero Gianni Alemanno; va bene tutto: ma che ora venga a prendersi ovazioni in sala persino il suo peggior nemico politico - D'Alema, appunto - significa che al peggio non c'è limite. Così Veltroni se ne resta in Francia, co-presidente del nuovo Festival del Cinema e della Politica di Tours.

Carolina CrescentiniCarolina Crescentini

5 - I RIVOLTOSI
Di tutti questi gustosi risvolti, i fotografi se ne infischiano. E, dopo la rivolta scatenata giovedì per gli angusti spazi che gli sono riservati al momento del photocall, ieri si sono infuriati perché pure in sala stampa, dove vengono a riversare con i pc portatili le loro foto, sono costretti a muoversi in pochi centimetri quadrati.

Hanno ragione tutti: i fotografi e gli organizzatori del Festival. Il guaio è che nessuno avvertì Renzo Piano, geniale ideatore di questo Auditorium, che nei suoi bellissimi spazi sarebbe stato organizzato anche un festival cinematografico (e Renzo Piano, avesse saputo, chissà cosa avrebbe progettato).

Helen MirrenHelen Mirren

 

 

 
[19-10-2009]
Sergio CastellittoSergio Castellitto