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RISPARMIE-RAI CON DOLORE – MALGRADO I CONTI IN ROSSO CORRE VOCE CHE AL POSTO DI CORRADINO MINEO, A RAINEWS24 (“CHE FA DANNI PER 24 ORE” SECONDO IL VICE-SILVIO PAOLO ROMANI) ARRIVI FRANCO FERRARO DI SKY – INTANTO SADO-MASI SECRETA LE CASELLE DELL’INFORMAZIONE SUI NUOVI PALINSESTI, MA SI PARLA DI TAGLI PESANTI PER TG1 (STOP ALL’EDIZIONE DELLE 23), I FLASH DEL TG2 E IL TG3 “3 MINUTI” - FALCIDIATI I TG REGIONALI…

1 - RAI, ALTRO CHE RISPARMI: AL POSTO DI MINEO ARRIVA UN GIORNALISTA SKY
Paola Zanca per "Il Fatto Quotidiano"

Compensi trasparenti, tagli agli sprechi, basta con "il carrozzone" della Rai. Lo dicono tutti, ma forse il punto non è chiaro al direttore generale dell'azienda, Mauro Masi. Già, perché giovedì alla Rai potrebbe arrivare un'altra assunzione (almeno è quello che si dice tra i corridoi di viale Mazzini). Si chiama Franco Ferraro, fa il caporedattore a Sky, dove conduce la rubrica Seven. Andrebbe a dirigere Rainews, al posto di Corradino Mineo, il giornalista da tempo al centro di voci su una sua possibile rimozione.

MAURO MASIMAURO MASI

Il punto, sia chiaro, non è Ferraro, né la sua professionalità. É che "da una dirigenza Rai che presenta conti in rosso e prospetta tagli al personale non sono accettabili scelte che non tengano conto della necessaria valorizzazione delle risorse interne al servizio pubblico radiotelevisivo". Lo dice il comitato di redazione di Rainews, ma il concetto lo capisce anche un bambino: come può un'azienda in crisi accollarsi nuovi stipendi?

Van STRATENVan STRATEN

Come tutte, anche questa nomina dovrà passare in consiglio di amministrazione. Il consigliere di minoranza Giorgio Van Straten annuncia già che, se lo chiameranno a votare, il suo sarà un no. "Mi auguro che questa voce non abbia fondamento, io non so più di quello che ho letto sulle agenzie. Mi pare francamente assurdo che mentre si fa un piano industriale di riduzione si pensi a nuovi ingressi. Spero che si trovi una soluzione condivisa, e soprattutto interna". Ignaro della novità anche il diretto interessato, Corradino Mineo.

CORRADINO MINEO - copyright PizziCORRADINO MINEO - copyright Pizzi

"Certo, che ci fossero interessi attorno alla mia testata me n'ero accorto. L'idea di assumere un esterno potrebbe anche essere sensata: si prende uno che lavora alla concorrenza per far concorrenza. Ma io è da un anno che faccio concorrenza a Sky: questa settimana per tre giorni abbiamo fatto quasi gli stessi ascolti. Partivamo da un rapporto 1 a 4, ora siamo a un'incollatura, nonostante i nostri mezzi siano infinitamente inferiori. Ma nessuno mi ha mai detto 'continua così', nessuno me ne ha mai reso merito".

Prosegue Mineo: "Io non ho niente contro l'idea di prendere un professionista dal mercato per fare concorrenza, ma dov'è questa concorrenza? Io non la vedo da nessuna parte. Siamo abbandonati: non ci dicono più nulla, nemmeno quello che non dobbiamo fare, quasi con la speranza che sbagliamo".

Non dimentichiamo che da un mese, anche se doveva essere una questione di "giorni", alle Comunicazioni c'è un ministro ad interim particolare. Si chiama Silvio Berlusconi, è proprietario del principale concorrente della Rai, e ieri è tornato a dire che "tutti i talk show politici della tv pubblica, tranne uno, sono schierati in modo pregiudiziale" contro di lui.

Articolo21 ha presentato un esposto al Garante per l'Editoria contro quest'interim senza fine. Di solito rispondono con un "archiviato": stavolta silenzio. Lo stesso che si sta cercando di far scendere sulla vicenda Mineo. "Abbiamo appena fatto polemica sui compensi - ragiona qualcuno nella maggioranza - Come lo giustifichiamo uno da fuori?".

PAOLO ROMANIPAOLO ROMANI


Ma "l'opa" su Rainews ormai è cominciata. Una settimana fa il viceministro (con delega alle Comunicazioni) Paolo Romani si era lasciato scappare questa "battuta", come l'ha poi definita: "Il Tg3 fa danni per 30 minuti. Rainews fa danni per 24 ore".

E il mese scorso nessuno ha mai chiarito se l'oscuramento del canale fosse davvero dovuto a "semplici problemi tecnici dovuti a una risintonizzazione" delle frequenze per il passaggio al digitale. "A questo punto, chiunque non usi la parola 'regime' o è un'idiota o è sul libro paga di Berlusconi - dice Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 - L'operazione a cui stanno lavorando è chiarissima: mettere il bavaglio ed eliminare tutto ciò che è sgradito".

2 - RAI, TAGLI PESANTI PER I TELEGIORNALI...
Leandro Palestini per "la Repubblica"

GIUSEPPE GIULIETTIGIUSEPPE GIULIETTI

Allarme rosso per i Tg Rai. In autunno scompariranno alcune edizioni di Tg1, Tg2, Tg3, saranno falcidiati i notiziari Tgr. Il dg Mauro Masi ha scelto di "secretare" i palinsesti oscurando le caselle sull´informazione (solo martedì la Sipra svelerà i contenuti) e dai comitati di redazione dei Tg c´è allarme per l´impoverimento dei Tg Rai.

AUGUSTO MINZOLINIAUGUSTO MINZOLINI

L´abbonato subirà una sottrazione di informazione netta, pari a un totale di circa mille ore all´anno. Il Tg1 di Minzolini, fresco di restyling, sarà però amputato dell´edizione di mezza sera (ore 23), con voci di sforbiciamenti sull´edizione delle 17 (mercoledì assemblea giornalisti de Tg1). Il Tg2 dovrà abdicare al mattino del weekend: sabato e domenica, salteranno i notiziari flash delle ore 7, 8, 9, 10. Il Tg3 "3 minuti" delle 21 chiuderà i battenti. In cambio è allo studio un Tg3 flash del mattino (ore 11). Ma il Tg3, che ospita le edizioni regionali della Tgr (le più ridotte) rischia di cambiare fisionomia.

Paolo GarimbertiPaolo Garimberti

Per Carlo Verna, segretario dell´Usigrai, si tratta di «un nuovo duro attacco all´informazione Rai, che si salda con quello che arriva dall´esterno dell´azienda». Quindi, denuncia la scure dei tagli che «si abbatte sul Tg1 di mezza sera, sul Tg3 tre minuti, sulla terza edizione dei Tg regionali che incomprensibilmente andrebbero in onda solo il sabato e la domenica, sulla rubrica Neapolis». Il dg Masi non commenta le indiscrezioni sui drastici tagli.

PAOLO GARIMBERTIPAOLO GARIMBERTI

C´è chi teme che, dopo aver ridotte le varie edizioni dei Tg, si procederà allo sfoltimento delle redazioni (a partire dai prepensionamenti). Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, non entra nel merito specifico dei telegiornali, ma da Torino dichiara: «Credo sia doveroso da parte mia fare tutto il possibile per difendere la Rai, la sua autonomia e la sua natura d´impresa per consentire di stare sul mercato sin condizioni di parità coi suoi competitor e per tutelare in questo modo il lavoro di tutti i suoi dipendenti»

 

 
[14-06-2010]