L’ETERNO RITORNO DI HARRISON FORD - “BLADE RUNNER” PONEVA UNA DOMANDA COMPLESSA: CHE COSA CI DEFINISCE COME ESSERI UMANI?" - EBBI IL MIO PRIMO RUOLO MENTRE INSTALLAVO UNA PORTA NELL' UFFICIO DI FRANCIS FORD COPPOLA, A SAN FRANCISCO. STAVO PIANTANDO UN CHIODO QUANDO MI CHIESE: "VORRESTI RECITARE IN APOCALYPSE NOW?". E IO RISPOSI: CERTO, PERÒ PRIMA MI FACCIA FINIRE LA PORTA"

-

Condividi questo articolo

Lorenzo Ormando per “la Repubblica”

 

harrison ford harrison ford

Harrison Ford dev' essere stanco di sentirsi ripetere sempre la stessa domanda: che effetto fa indossare di nuovo i panni di un personaggio così amato, che ha significato tanto per la sua carriera?

 

Non è questione di mancanza di originalità da parte dei giornalisti: dipende soprattutto dal fatto che il 75enne attore americano, una carriera costellata di eroi affascinanti e sfacciati, sempre pronti a salvare il mondo, sta progressivamente tornando ai ruoli iconici che lo hanno reso famoso.

 

A cominciare da Han Solo, che due anni fa è uscito di scena al termine di Star Wars: Il risveglio della Forza. Ma a lui non dispiace più di tanto, visto che già negli anni 80 supplicava George Lucas di farlo morire nel Ritorno dello Jedi. «Io e Han Solo non potremmo mai essere amici. Non ha etica ed è abituato a tradire e sfruttare il prossimo. Preferirei di gran lunga andare a cena con Indiana Jones» racconta divertito in un hotel di Berlino.

 

harrison ford 1978 harrison ford 1978

Rispetto alla sua fama di divo difficile, spesso imbronciato e poco loquace con la stampa, sembra in gran forma, è allegro e in vena di battute. Indiana Jones è un altro dei personaggi da cui non riesce a separarsi (nel 2020 uscirà il quinto capitolo), così come lo è Rick Deckard, il cacciatore di taglie protagonista di Blade Runner.

 

A 35 anni dall'uscita del cult di Ridley Scott, il 5 ottobre arriverà in sala il sequel, Blade Runner 2049, diretto da Denis Villeneuve ( Sicario, Arrival). Una storia ambientata in una Los Angeles del futuro inquinata e cupa, dove si muovono Deckard e K (l'agente della polizia interpretato da Ryan Gosling), alle prese con un segreto in grado di abbattere le fondamenta della società.

 

Mr. Ford, ha intenzione di rifare tutti i film di successo della sua carriera?

«Ci può scommettere! Ma i personaggi che ha citato non vivono nella stessa casa: ciascuno ha una storia diversa dagli altri. Ho sempre sentito, nei confronti del pubblico, l'obbligo di non ripetermi. Se vai al ristorante e il menu è sempre lo stesso, prima o poi cercherai un altro posto. Se invece lo chef ha preparato qualcosa di speciale, tornerai. Applico la stessa regola ai ruoli. Li rinnovo sempre».

carrie fisher harrison ford han solo leia star wars carrie fisher harrison ford han solo leia star wars

 

"Blade Runner 2049" è avvolto nel mistero, tanto che alla stampa sono stati mostrati solo 20 minuti. Si intuisce una certa tensione tra Deckard e K.

«Un ottimo punto di partenza, non le pare?».

 

Com’è stato il primo giorno sul set?

«Pioveva e Mr. Gosling stava recitando davanti al gigantesco ologramma di una ragazza nuda e bellissima. Ho pensato: "È notte fonda e piove, per l' ennesima volta. E stavolta è lui a portarsi a casa la ragazza. Ma chi me l'ha fatto fare?"».

 

Gosling ha detto che gli ha dato un pugno, durante le riprese. È vero?

harrison ford 73 anni harrison ford 73 anni

«Sì, ci siamo litigati l' ultima ciambella sul tavolo del buffet (pausa)... In realtà è stato un incidente. La colpa è sua, perché non doveva trovarsi in quella posizione. Stavamo provando un combattimento e la sua faccia è finita davanti alla mia mano. Gli ho offerto un bicchiere di scotch per farmi perdonare».

 

Ha visto "La La Land"?

«Sì e mi ha strappato il cuore. Il giovanotto canta e balla, ma mi ha stupito soprattutto per come suona il pianoforte. Sa, il piano jazz è una delle mie passioni».

 

Villeneuve ha definito il suo "Blade Runner" una lettera d' amore per il primo capitolo. È d' accordo?

«Bah... Se voleva solo spedire una lettera, non c' era mica bisogno di girare per 80 giorni e spendere un mucchio di soldi. Sarebbe stato sufficiente un mazzo di fiori! (ride a lungo, poi si ricompone, ndr) Denis è stato estremamente rispettoso nei confronti dell' originale. Ci ha messo il cuore: in fondo quella pellicola lo ha ispirato a intraprendere questo mestiere».

HARRISON FORD IN BLADE RUNNER HARRISON FORD IN BLADE RUNNER

 

Come spiega l'impatto culturale di "Blade Runner"?

«Ha ridefinito un genere, riuscendo a essere epico e intimo allo stesso tempo. Forse era troppo in avanti rispetto ai tempi, ma per fortuna ha trovato un suo pubblico. Poneva una domanda complessa: che cosa ci definisce come esseri umani?».

 

Lei che risposta si è dato?

«La capacità di provare empatia verso il prossimo. Nel film l' oscurità deriva dalla possibilità di creare esseri umani per profitto, dando vita a una classe di cittadini di serie B, senza uguali diritti. È una possibilità scientifica, ma mi auguro che il nostro senso morale ci impedisca di farlo».

 

RYAN GOSLING E HARRISON FORD IN BLADE RUNNER RYAN GOSLING E HARRISON FORD IN BLADE RUNNER

È vero che, sul quel set, lei e Ridley Scott litigavate di continuo?

«Sì, un po' per la pioggia e un po' perché avevamo visioni diverse: lui ha sempre sostenuto che Deckard fosse un replicante, mentre per me è il contrario.

Inoltre la versione originale prevedeva una voce fuori campo che non mi piaceva, ma avevo un contratto da rispettare... Tuttavia ho sbagliato a dubitare di lui: avrei dovuto accettare il fatto che entrambi possiamo dare interpretazioni diverse».

 

Cosa ricorda del memorabile monologo finale?

«L' abbiamo girato in trenta ore, l' ultimo giorno di riprese.

Pioveva così forte che non riuscivo nemmeno a sentire cosa diceva Rutger Hauer».

 

Quando uscì, nel 1982, lei era già famoso.

BLADE RUNNER 2049 LOCANDINA BLADE RUNNER 2049 LOCANDINA

«I tempi in cui lavoravo come carpentiere erano ben lontani. Avevo iniziato a farlo per mantenere la mia famiglia, visto che nel 1974 avevo già due figli (oggi ne ha cinque, l' ultimo dei quali adottato con la terza moglie, Calista Flockhart, ndr). Ebbi il mio primo ruolo mentre installavo una porta nell' ufficio di Francis Ford Coppola, a San Francisco. Stavo piantando un chiodo quando mi chiese: "Vorresti recitare in Apocalypse Now? ". E io risposi: certo, però prima mi faccia finire la porta».

 

Era affascinato da Hollywood?

«Per quanto possa sembrare strano, no. Incontro fan che conoscono il cinema cento volte meglio di me. Il mio amore per questo lavoro è cominciato quando ho scoperto l' opportunità di raccontare storie. Ho sempre trovato più semplice leggere le battute di un copione che affrontare il mondo».

 

Che intende?

«Ho una natura introversa. Ero un bambino timido, che non dava nell' occhio e non alzava la mano in classe. Eppure, quando mi trovavo sul palco, con le parole già scritte, tutto diventava naturale. Poi, una volta dietro le quinte, tornavo a essere la versione timida di me stesso».

 

BLADE RUNNER 2049 3 BLADE RUNNER 2049 3

E allora come ha trascorso una vita sotto i riflettori?

«Facendo le cose con calma, vivendo nel presente. A chi mi chiede se ho nostalgia degli inizi, non so mai cosa rispondere. La nostalgia è un sentimento che non mi appartiene. Il mio approccio è questo: se oggi è stata una bella giornata, non sono morto e non mi sono fatto male, allora va tutto bene».

 

Condividi questo articolo

media e tv

politica

business

cronache

sport

cafonal