a cura di Minimo Riserbo e Falbalà
bossi, tremonti
AVVISI AI NAVIGATI
"Tremonti e Bossi nella Capalbio del centrodestra: occupiamo l'Emilia". Vabbè, titolo idiota sul Corriere (p.13), dove in tanti vanno a Capalbio ma forse non sono mai stati a Pecorara, nel piacentino. Però le foto dell'Umberto e del Giulietto con le zucche (piene) sono fantastiche. Dicono di più di qualunque "retroscena" ispirato nei giorni scorsi dal Palazzo.
LA BELLA POLITICA
"Il video-ricatto a Marrazzo cominciò agli inizi del 2009" . Lo rivela nei verbali il trans Brenda: "Incontri in un'altra casa" (Repubblica, p.1). E così passa da tre a nove mesi il periodo nel quale un importante amministratore pubblico, con una capacità di spesa miliardaria su sanità e tutto il resto, ha governato senza libertà. E' questo il dato più grave dell'intera faccenda, insieme alla sua incapacità di "liberarsi" facendo l'unica cosa che ci si aspetterebbe da un pubblico ufficiale: denunciare gli estorsori.
Umberto Bossi con la zucca ha «inventato» la festa delle zucche di Pecorara (Piacenza) nel 2007
C'E UN DELL'UTRI CHE NON CE LA FA
"Il Domenicale" chiude per mancanza di lettori. Il settimanale di Marcello Dell'Utri, l'uomo che sussurrava agli stallieri, interrompe le pubblicazioni "ma non è un addio definitivo", scrive il direttore Angelo Crespi, stipendiato comunque da tutti noi grazie al ministro Sandro Bondi che da giugno si avvale della sua collaborazione. Riapparirà presto come supplemento del Giornale di Feltruskaider. Quel giorno dovranno venderlo alla metà, il quotidiano. (Repubblica, p.11)
Umberto Bossi e Tremonti scherzano alla festa delle zucche
E UN CACCIARI CHE SI E' ROTTO
La barba pensosa del filosofo veneziano lascia la politica ("Sconfitti tutti i miei progetti". Corriere, p.10). Centinaia di interviste-fotocopia su Espresso e Repubblica non l'hanno reso un leader popolare. Non è il solo a cui è successo. Adesso avanti con Galimberti o simili. Poi, per i voti, passa il Banana e giustamente stravince.
UN PAESE ALLO SBANDO
(ma che razza di nomi hanno le nipoti di Cidibbì) nello stesso giorno in cui le cronache sono piene di articoli sul suicidio della brigatista Blefari e sul libro della figlia di Tobagi, le superiori ragioni del marketing Rizzoli non fermano un'odiosa paginata sugli "AristoCani" che potrebbe davvero scatenare nuove ondate di violenza (sui cani, s'intende).
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Certa Maria Teresa Veneziani (Corriere delle Elites, Milano, p.11) dedica una pagina intera alla seguente marchetta multi-task: "Da domani alla Rinascente in vetrina le fotografie di Giovanni Gastel: ritraggono le signore di Milano con i loro piccoli (e viziatissimi) amici". State già cercando il telefono di Ahmajinehad? No, ancora un po' di pazienza. Afef Tronchetti Dovera: "Io e la mia Alik dallo stesso parrucchiere". Alessandra Gucci: "Meringa? Gentile e promurosa".
marrazzo
Ma come cacchio le chiamano ‘ste povere bestie. E poi c'è la foto che vale oro: tre ragazze che tengono in braccio un cagnetto e la didascalia che ci informa trattarsi di "Neige, Alix e Mita De Benedetti".
Neige, Alix e Mita: solidarietà a voi, incolpevoli fanciulle, colpite dallo stesso morbo di "Nome Pazzo" che ha colpito gli AristoCani. Un'ultima riflessione, foto alla mano: rivalutiamo la moda cafona del pitt-bull. Almeno loro ogni tanto staccano un polpaccio al padrone (e aiutano a prevenire il ritorno delle BR).
Marcello Dell'Utri
ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI
"La democrazia ha dei freni che a Silvio danno fastidio. Ma non è affatto il dittatore che dicono". L'immenso Claudio Sabelli Fioretti intervista la solita maschera del berlusconismo dolce, Fedele Confalonieri (Stampa, p.1). Ripete le stesse cose da vent'anni, ma pazienza. La più ridicola è questa: "Se Berlusconi mi chiede una cosa contro l'interesse di Mediaset io non la faccio".
Dopo le favole, si torna alla dura realtà con il Giornale di Zio Paolino e le sue prime pagine retrò: "Le manovre oscure della politica: Napolitano e Fini osteggiano Silvio". Titolo antico perfino nella scelta dei termini.
Angelo Crespi - Copyright Pizzi
DISECONOMY
"Carrozze fantasma e treno sporco: così il viaggio diventa un incubo" (Giornale, p.25). Annamaria Bernardini De Pace, avvocatona vippissima, prende il treno Milano-Lecce (100 euro in prima classe) e gliene succedono di tutti i colori. Giustamente, sputtana a mezzo stampa le Ferrovie di Mauro Moretti.
E mentre molti colleghi smarchettano allegramente sul Corriere Economia di oggi, (prima pagina tutta da ridere), Sergio Rizzo tiene alto l'onore della casta giornalistica con un gran pezzo su Sciaboletta Scajola e la sua zona franca a Ventimiglia (p.1).
CACCIARI
FREE MARCHETT
In un pezzo dal titolo surreale e leggermente fuori tempo ("Il Cavaliere dimezzato"), Denise Pardo scrive che "il tecnico Ferruccio Fazio a detta di tutti sta facendo molto bene il suo lavoro". A detta di tutti chi? Topo Gigio? E basta essere il rappresentante di don Verzè al governo per essere definito "un tecnico"? Questa la trovate su Panorama in edicola. Anzi no, sull'Espresso (p.70).
Carlo De Benedetti Marina Berlusconi Fedele Confalonieri
CARO, PRENDITI UNA VACANZA
"L'avvento del sistema maggioritario bipolare ha provocato scompensi nell'intero sistema istituzionale". Avvincente fin dalle prime righe l'articolo di Pierfurby Casini sul Messaggero di Calta-Papà. Per il marito di Azzurra potevano almeno sprecarsi in un minimo di "editing".
Afef Jnifen abbracciata al Bichon frisée bianco di nome Alik
ANCHE GERVASO, NEL SUO PICCOLO, TROMBAVA
Sì, oggi è un giorno da cani e dobbiamo rendere onore al grande Roberto Gervaso e alla sua imperdibile rubrica della posta sul Messaggero ("Attenti al cane", p.8). Un lettore lo provoca con una notizia da Gela: amanti scoperti in negozio con saracinesca abbassata per colpa del cane di lei, lasciato fuori. E Gervaso racconta che sì, anche lui, ha avuto il privilegio di un amplesso da bancone. Tutto da leggere.