SCIOCCHEZZAIO OLIMPICO - PAUL MCCARTNEY STECCA SU “HEYJUDE” - IDENTIFICATA LA DONNA 'INTRUSA' NELLA DELEGAZIONE INDIANA - IL ROCK RIDOTTO A JINGLE DEGLI SPONSOR - MERCATO NERO BIGLIETTI - IL BRACCIO ALZATO DEL DELEGATO TEDESCO - L’OSSERVATORE ROMANO “INCORONA” LA REGINA - NAPOLITANO “BUCATO” - LA SQUADRA LIBANESE DI JUDO HA RIFIUTATO DI ALLENARSI INSIEME ALLA NAZIONALE ISRAELIANA…

1- IDENTIFICATA LA DONNA 'INTRUSA' NELLA DELEGAZIONE INDIANA
Repubblica.it
- Il comitato organizzatore Locog ha individuato la donna che, con la sua presenza non autorizzata, ha fatto infuriare la delegazione indiana durante la cerimonia di apertura. Secondo quanto riporta la BBC, questa donna avrebbe sfilato per un tratto insieme al contingente dell'India, indossando una maglia rossa completamente fuori sintonia con le uniformi del resto del gruppo. "Dopo aver verificato con la sicurezza -ha detto Sebastian Coe - abbiamo stabilito che la donna facesse parte del cast che ha messo in atto lo spettacolo. Non doveva essere lì, si è chiaramente fatta prendere dall'entusiasmo. Parlerò con la delegazione indiana". Secondo indiscrezioni, l'intrusa sarebbe una donna di Bangalore che ha da poco completato un corso post-laurea.

2- POLEMICA PER MERCATO NERO BIGLIETTI, POLIZIA APRE INCHIESTA
Repubblica.it
- Polemica biglietti alle Olimpiadi. Sui giornali di questa mattina compaiono foto eloquenti delle tribune deserte della prima giornata di gara soprattutto all'Aquatics Centre del nuoto e dell'impianto della ginnastica a North Greenwich. Secondo quanto riferisce il Sunday Times Scotland Yard ha aperto un inchiesta sul mercato nero dei biglietti e il ministro della cultura e dello sport Jeremy Hunt ha promesso che i posti inutilizzati verranno messi a disposizione del pubblico.

3- L'IMBARAZZO PER IL BRACCIO ALZATO DEL DELEGATO TEDESCO
La Stampa
- Imbarazzo e stupore, questa la reazione di Camilla Parker-Bowles nell'accorgersi che una coppia di delegati tedeschi accoglieva la sfilata della nazionale tedesca con un gesto molto simile ad un saluto nazista. L'«incidente» è avvenuto nel corso della cerimonia di apertura. Walther Troeger - dirigente sportivo tedesco e membro onorario del Cio - si è alzato e ha salutato al passaggio degli atleti tedeschi con la mano distesa, in un gesto all'apparenza equivoco.

4- PAUL MCCARTNEY STECCA SU «HEYJUDE»
La Stampa
- Una nota stonata c'è stata. Pure più d'una. E tocca riportarlo, nonostante si tratti di lesa maestà. Anche se la Maestà lesa non è quella di Elisabetta II, per interposti mutandoni rosa della controfigura paracadutata. Forse è peggio, però. Gran finale della cerimonia. Sul palco Paul McCartney. Un monumento (acconciato che pareva la Merkel,mapursempreunmonumento).Devefarcantareallo stadio Hey Jude. L'avrà fatto un milione di volte. Eppure. Eppure succede qualcosa. «Er pasticciaccio brutto der Webley Stadium». Forse parte un playback sbagliato, da mezzastrofa,ilpubblicoiniziaacantare,Paulèancoraall'intro. Il batterista Abe Laboriel si volta verso il Macca con occhi che non sembrano dire «è un onore suonare con Lei, sir». Poituttotornanormale.Qualchestecca,mavabbé.Tuttiin coro«na-na-na-na-Hey-Jude!».MaallafinePaulhal'ariadi uno che teme sia vero quel che è davvero successo.

5- L'OSSERVATORE ROMANO "INCORONA" LA SOVRANA: "DA LEI UN TOCCO IN PIÙ"
gia. gal. La Stampa
- «Viva Sua Maestà». Siede sul trono dello scismatico Enrico VIII ed è a capo della Chiesa Anglicana, ma l'«Osservatore Romano» promuove a pieni voti Elisabetta per l'ironia, «vero orgoglio britannico». Della cerimonia al quotidiano vaticano è piaciuta soprattutto la Regina portata in elicottero da James Bond. Nel Regno Unito la «monarchia resta viva e vegeta dopo tanti secoli» e così Elisabetta II «ruba la scena alle star McCartney e Oldfield, garantendo alla serata, con la leggiadria che le è propria, quel tocco in più che l'ha resa davvero indimenticabile».

Del resto, «quale altro capo di Stato si sarebbe prestato al gioco che ha visto la sovrana lasciare la propria residenza per raggiungere lo stadio in elicottero scortata dal mitico agente 007 al servizio di Sua Maestà?». «Poche istituzioni nel mondo - dice l'Osservatore - sono capaci di interpretare davvero lo spirito del Paese che guidano e rappresentano. La Corona britannica è sicuramente tra queste». Inoltre «niente di quanto visto a Londra ha ricordato le ridondanti esibizioni di forza e potenza economica viste nelle precedenti edizioni». Certo, lo spettacolo è costato parecchio, 34 milioni di euro, comunque pochi rispetto ai 92 milioni di euro spesi a Pechino. Insomma, «la Gran Bretagna ha celebrato la sua storia con la consapevolezza di saper ridere di se stessi».

6- ALTRI 4 ANNI PER RIVEDERE UN ANDORRANO
Dipollina per La Repubblica

- Sfilano gli azzurri, la Rai, desolata, inquadra alcuni dirigenti in tribuna di cui nessuno sentiva la mancanza o avrebbe notato la presenza. L'assenza di Napolitano nelle immagini innesca proteste, del Coni, e prese d'atto da parte della Rai che trasmetteva quello che aveva a disposizione. Napolitano stava intanto salutando gli azzurri su Sky, che aveva pronta la pecetta in alto "Immagini in esclusiva". Ora si tende a dire che è stato tutto un po' casuale. Sì, come si dice alle Olimpiadi, casuale una bella fiaccola: in quanto i diritti tv si strapagano anche perché poi, com'è come non è, succedono cose
come queste.

- Prima giornata tv frastornante, ma tanto: il quadro dei dodici schermi in uno schermo solo, offerto da Sky, può portare all'estasi come a una rapida follia. Visti distinti signori saltare come invasati dal tennistavolo alla pallamano temendo di perdersi il gol. Una libidine per chi ama molto uno sport su tutti gli altri, tipo la boxe o il basket (oggi il Dream Team per intero, mai successo in passato). Certo, si perde in centralità degli eventi, ma
non si può avere tutto.

- La Rai soffre parecchio e ha immagini al minimo. Si intuiscono dietro le quinte i dirigenti di Raisport inginocchiati a pregare che non si verifichino troppe contemporaneità (ieri arco e scherma a stridere). Altrimenti sono dolori, rinunce, salti mortali e proteste. Ma l'asciuttezza dell'essenziale può anche diventare un punto di forza.

- Si distingue già sullo sfondo la sagoma della superstar Fabio Caressa: già ieri impegnato a commentare il nuoto, dove è chiamato a fare show, destare scalpore e attirare critiche. E a inventarsi qualcosa di memorabile per la Pellegrini. E' lì per quello, ci stanno già cascando in parecchi. Bella mossa.

- Il fantasmagorico finale dell'arco (una incredibile scarica di emozione a cadenza quadriennale) permette a Lorenzo Roata sulla Rai di declamare la seguente frase "L'Italia è padrone del mondo". E nessuno eccepisce. Poi passa
subito.

- Echi dalla Cerimonia d'apertura, su Twitter c'è quello che si infuria e scrive: "Non è possibile, la Rai ha mandato la pubblicità mentre entrava Andorra: adesso mi toccherà aspettare altri quattro anni per vedere un andorrano".

- "Ecco, in tribuna c'è la mamma di Federica Pellegrini. E accanto a lei c'è Raul Bova! Che accoppiata" (Lia Capizzi, Sky)


6- LA SQUADRA LIBANESE DI JUDO HA RIFIUTATO DI ALLENARSI INSIEME ALLA NAZIONALE DI ISRAELE
Maurizio Crosetti per La Repubblica

Lo spirito olimpico, la cerimonia che abbraccia tutto il mondo, gli atleti che sfilano insieme: basta poco per riempirsi gli occhi e la bocca di buoni sentimenti. Eppure, a qualche chilometro da tutto questo bel sentimento, un solo gesto dimostra che anche nello sport si è ben lontani dalla concordia e dalla pacificazione. I responsabili della squadra israeliana di judo hanno infatti rivelato che la nazionale del Libano ha rifiutato di allenarsi insieme a loro, nella stessa palestra.

I libanesi hanno preteso che si piazzasse una barriera per dividere le due zone: richiesta accolta, allenamenti proseguiti e piccolo caso diplomatico che non turberà i sonni del Cio: dopo avere negato un minuto di silenzio per le vittime di Monaco '72, cosa sarà mai un telone di plastica? Tuttavia, quella barriera è un segno di spregio, è un ritorno agli anni bui della discriminazione, è una specie di muro di Berlino: o forse, più semplicemente, è solo una risposta all'ipocrisia delle cerimonie e dei discorsi. Israele e Libano avevano sfilato vicini nella cerimonia, ma l'uomo non ci mette nulla a separare quello che l'ordine alfabetico aveva unito. Però, accidenti, chi ha dato il permesso di alzare quel telo?

7- IL ROCK RIDOTTO A FARE DA COLONNA SONORA ALLA PARATA DEI POTENTI DELLA TERRA E AI JINGLE DEGLI SPONSOR
Curzio Maltese per La Repubblica

«Dio salvi la regina, non è un essere umano e il suo regime è fascista...», si sgolava dagli schermi dello stadio olimpico il fantasma di Sid Vicious, sotto lo sguardo annoiato di Elisabetta, che dall'alto dei suoi 86 anni li ha sepolti tutti. I rivoluzionari del punk e del rock. Il cantante dei Sex Pistols è morto di overdose nel ‘79, 10 anni dopo Brian Jones e 20 mesi prima di John Lennon, che immaginava un mondo senza nazioni e si faceva spinelli nei cessi a Buckingham Palace.

E la regina è sempre lì, alla guida di una monarchia inossidabile agli scandali e indifferente agli attacchi, vestita da bomboniera proprio come allora. Se n'è andato ormai da dieci anni anche Joe Strummer dei Clash, autore dell'incendiario testo di London Calling, apocalittico inno alla ribellione, ora adottato dalle tv dei Giochi come stacco pubblicitario. Gli ideali passano e i diritti d'autore rimangono.

Nessun evento come Londra 2012 illustra la malinconica parabola del mito del rock come trasgressione, addirittura rivoluzione. La musica che voleva cambiare il mondo è ridotta a fare da colonna sonora alla parata dei potenti della terra o peggio ancora, a jingle degli sponsor. Aveva ragione il nostro Bennato, erano solo canzonette. Però, quant'erano belle.

 

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