Riceviamo e pubblichiamo:
Carlo vulpio
Caro Dago, vorrei rassicurare Oliviero Toscani e tutti coloro che sono interessati alla vicenda, che il programma "Il Bene e il Male" - di cui sono autore insieme con Vittorio Sgarbi e che si prevede andrà in onda su Rai Uno per sei puntate dalla fine di marzo - non sta "perdendo pezzi" prima di incominciare. Al contrario. Tanto è vero che non ha ancora emesso il primo vagito e già "preoccupa", sia i destri che i sinistri (questi ultimi, un po' di più). Una cosa di cui non possiamo che rallegrarci. Questo è per noi già un bell'inizio.
Però Toscani dice delle cose che non possono essere lasciate passare sotto silenzio. Alcune delle quali sono davvero delle balle, grosse e grossolane. Ne voglio smentire solo due. Le più grosse e le più grossolane.
La prima riguarda il suo abbandono del progetto, la seconda il rischio che, continuando a lavorarci, Toscani potesse incorrere nel rischio di essere classificato come "berlusconiano" (uh, mamma mia!).
Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi - Copyright Pizzi
Ebbene, la verità è che Toscani ha deciso di ritirare la sua collaborazione al progetto già un mese fa, esclusivamente per (legittime) ragioni di natura artistica (un'idea di scenografia che lui riteneva non sufficientemente apprezzata dalla produzione) e di natura economica.
Dalla prima all'ultima riunione alla quale ha partecipato, Toscani non ha mai detto - ripeto: mai -, né lasciato intendere, che si sarebbe ritirato dal progetto per il timore di essere classificato come "berlusconiano". Né è mai accaduto che alcun dirigente o funzionario o giornalista Rai - le rare volte che, sommessamente, qualcuno di loro ci ha chiesto di partecipare alle nostre riunioni - abbia mai detto o lasciato intendere che "Il Bene e il Male" dovesse essere "berlusconiano". Questo è semplicemente ridicolo, oltre a non rispondere a verità.
Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi - Copyright Pizzi
Non solo. Nelle nostre riunioni - e questo Toscani lo sa almeno quanto me e Sgarbi - abbiamo sempre detto e ripetuto, ogni volta trovandoci d'accordo - lui compreso -, che "Il Bene e il Male" è un programma a sé, che non ha bisogno di definirsi rispetto a qualcos'altro e non vuol essere e non sarà "anti-qualcosa".
Non sarà "anti-Vieni via con me" (non ce ne può fregare di meno), non sarà "anti-comunista" o "anti-fascista" (ma sarà liberale e libertario, questo sì), e quindi non vuol essere e non sarà nemmeno "anti-berlusconiano" per il semplice fatto che rifiuta la beota logica binaria di "berlusconiano" e "anti-berlusconiano".
silvio berlusconi profilo bianco nero
Certo, saltassimo sul carro dell'antiberlusconismo da quattro soldi di chi origlia dal buco della serratura saremmo più "popolari" e avremmo la strada spianata - e forse anche Toscani non si porrebbe il problema di apparire "anti", così come si preoccupa di sembrare "pro" -, ma non ci interessa. Con "Il Bene e il Male" la nostra scommessa è un'altra. Vorremmo far pensare, fare ragionare, risvegliare il senso critico, ma senza annoiare. E disvelare la mistificazione, il doppiopesismo e il conformismo. Scusate se è poco.