A cura di Massimo Riserbo e Falbalà
1 - MARONI AMARI...
Roberto Maroni
"Sicurezza, Maroni contro Tremonti" (Repubblica, p.3). Esce allo scoperto il colonnello leghista che nel 2004, con il Capo malato, mollò Giulietto Tremendino nelle fauci di Fini e Letta. Perchè non c'è solo la lotta per la successione al CaiNano. C'è anche quella per la successione al Bossi.
Fiorenza Sarzanini, sul Corriere (p.9) s'incarica però di farci sapere che "dietro al malumore c'è una lettera al Tesoro rimasta senza risposta". Invece Giancarlo Perna, sul Giornale, demolisce per la centosettanquattresima volta Gianfry Fini con una paginata riepilogativa di tutti i suoi tradimenti (p.4). Pardon, "ripensamenti".
2 - AVVISI AI NAVIGATI...
tremonti
Puzza un po' di ammuina, ma intanto tecnicamente è un notizione, il ricorso dell'Eni di Paoletto Scaroni contro la tassa pro-Libia voluta dal duo Berlusca-Gheddafi: "Scaduti i termini per il rimborso, ora parte l'impugnativa. In gioco 3,5 miliardi in 20 anni. Il cda sfida il primo azionista pubblico e punta a una revisione più mite del Trattato libico" (Repubblica, p. 26).
Invece è tutta solo e unicamente ammuina la condanna della Cia per Abu Omar. Niccolò Pollari e Marco Mancini la sfangano grazie al segreto di Stato messo da Prodino e Berlusconi (Corriere, p.1). Esulta il Giornale: "Abu Omar, tanto rumore per nulla. Pollari non può essere giudicato" (p.13). Alla fine paga solo il povero Pio Pompa, "l'orecchio di Pollari" che insufflava notizie avariate a fior di inviatoni, ma anche per lui è solo questione di tempo. Ma se fa il bravo e tiene la bocca chiusa, verrà salvato più avanti.
3 - ANGELUCCI MARRAZZATI...
Berlusconi FIni e Schifani
"Con Piero vedemmo gli Angelucci: erano furiosi, poi si aprì la trattativa". Montino racconta l'incontro del 15 ottobre. Il 14, secondo la Masi, l'editore aveva visto il filmato" (Repubblica, p.14). Il 20 ottobre, "un secondo incontro, presenti solo Angelucci padre e il governatore". La titolare dell'agenzia che ha provato a vendere il M'Arrazzo a luci rosse inguaia i reucci della sanità convenzionata, editori di Libero e del Trasformista pansizzato, che ribattono con querele su querele.
Intanto, sul Giornale di Feltruskaider, Chiocci esplode la sua ennesima bombetta e smutanda in modo definitivo l'ex presidente del Lazio: "C'è un altro video: Marrazzo a casa sua con due viados", Michelle e Brenda (p.1)
4 - ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI...
Berlusconi e Gheddafi
"Tenuti a distanza i cronisti, protesta la stampa parlamentare. L'inviato del Messaggero è stato identificato dalla polizia" (Repubblica, p.3). Si era avvicinato troppo al premier e lo hanno fermato per evitare che si prendesse la scarlattina. Ma uno dei sindacati più surreali del pianeta ha equivocato e ora protesta.
5 - MORI-RAI...
"Il piano del governo per distruggere RaiTre. Tanta tv regionale e al resto le briciole". Imbavagliare il canale dei comunisti "utilizzando le linee guida Agcom sul contratto di servizio per fare il blitz". Sul Cetriolo Quotidiano (p.1) un'informatissima Sara Nicoli spiega come "Floris, Dandini e Fazio finiranno in un angolo". Ma andarsene tutti prima da soli, e che l'ultimo spenga la luce?
ABU OMAR
6 - DISECONOMY...
"Lo stile Italia che affascina gli States" è il sobrio titolo del very american journalism di Coccolino Molinari su Marpionne negli Usa (Stampa, p.1). Grandi lodi al "maglione blu" che conquista l'America. Numeri e promesse in libertà sul rilancio della Chrysler (p.6-7). Agli operai di Termini Imerese e di Mirafiori tornerà l'ottimismo.
7 - FREE MARCHETT...
CORRADO PASSERA
"Il Ceo Passera lancia il nuovo corso. Intesa Sanpaolo ora si semplifica". Spumeggiante fin dal titolo il pezzo del Sole di Raiotta (p. 42) dedicato alla lode del banchiere volante. Attacco da manuale: "Il valore della semplificazione" è il titolo della due giorni di lavori che vede riuniti 150 dirigenti...". Manco "Illustrato Fiat" era tanto avvincente.
8 - ORA D'ARIA...
C'è banca e banca e ci sono uomini e uomini. Dal nulla di due colonnini nell'economia (Profumata) di Repubblica, sbuca un certo Antonio Marino del Credito cooperativo del Sele e dice: "No ai soldi dello scudo fiscale. Siamo una banca differente" (p. 25). Chapeau!