ABBIAMO IL DIRITTO DI USCIRE IN PIGIAMA? - NO, SECONDO LA CATENA DI SUPERMERCATI “TESCO”, CHE HA VIETATO AI CLIENTI INGLESI DI PRESENTARSI IN NEGOZIO CON PANTOFOLE E VESTAGLIA - E’ UN TENTATIVO DI CONTENERE LO SBRACO DEI BRITANNICI: ANCHE LE SCUOLE HANNO VIETATO AI GENITORI DI ACCOMPAGNARE I FIGLI IN PIGIAMA

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Greta Sclaunich per il “Corriere della Sera”

 

IN PIGIAMA DA TESCO IN PIGIAMA DA TESCO

Nessuno ha mai incarnato una delle regole auree dello stile inglese di una volta - un gentiluomo può farsi vedere in pigiama soltanto dalla moglie e dal maggiordomo - meglio di Winston Churchill: quando le bombe naziste piovevano su Londra, dormiva nel bunker sotto Westminster non in pigiama ma con una comoda tuta militare appositamente realizzata dal suo camiciaio di Jermyn Street (Turnbull & Asser). Era per lui impensabile che il primo ministro di Sua Maestà, in caso di evacuazione del bunker nella notte, venisse visto in pigiama dal suo staff e dalle guardie militari.

 

Difficile ipotizzare la reazione di Sir Winston davanti alla notizia di Tesco, la grande catena di supermercati britannici, che ha autorizzato gli impiegati a cacciare chi si presenti in negozio indossando pigiama, pantofole, vestaglia.

 

Dopo che sui social media erano rimbalzate, implacabili, immagini scattate da altri clienti, e le lamentele ai direttori dei supermarket si erano moltiplicate, ecco la scelta radicale: divieto di pigiama. Tentativo di arginare lo sbraco imperante nel Paese, visto che Tesco segue ora l' esempio di moltissime scuole del Regno che hanno proibito ai genitori di accompagnare i figli, per l' appunto, in pigiama.

PROTESTE CONTRO I CLIENTI IN PIGIAMA DA TESCO PROTESTE CONTRO I CLIENTI IN PIGIAMA DA TESCO

 

Nei Paesi anglosassoni per definire qualcuno poco curato si dice rotolato fuori dal letto, e certo Churchill penserebbe a una nazione di sonnambuli. La realtà è che il progressivo affermarsi del casual ha fatto sì che sempre più uomini e donne (da Tesco erano in maggioranza donne a presentarsi in camicia da notte e pantofole) escano letteralmente di casa come si trovano.

 

Il padre della tendenza - come sempre quando si parla di stile informale - è un americano, Hugh Hefner, fondatore di Playboy , che da adolescente aveva l' aspirazione di vivere circondato da belle ragazze senza prendersi neppure il disturbo di scendere dal letto e così è stato, sei decenni in pigiama di seta e vestaglia circondato dalle sue Playmate.

 

Immagine da viveur che non poteva influenzare la moda: ci sono voluti molti anni per questa lunga marcia, da quando Hefner archiviò giacca camicia e pantaloni (per non parlare della cravatta: si parla dei sogni di un adolescente che non voleva diventare grande), ma il pigiama ce l' ha fatta: è sdoganato. Ora in versione modaiola, di lusso, con tessuti pregiati e stampe esclusive.

 

tesco tesco

Pigiama non come trasgressione o segnale di sbraco imperante ma come diritto, simbolo di indipendenza. Artisti contemporanei come Julian Schnabel, rapper come Wiz Khalifa e cantanti come Rihanna, attrici come Jessica Alba, modelle come Cara Delevingne (peraltro abituata a fare tardi la sera, è logico che possa confondere gli orari) lo portano di giorno, al punto che il pigiama è diventato a sorpresa il capo dell' appena concluso 2016.

 

Marina Abramovic aveva organizzato al Heaven Gala benefico di Santa Monica una performance in pigiama (con sfilata di Costume National allora diretto da Ennio Capasa) davanti alle star di Hollywood; Dolce & Gabbana hanno preso il pigiama e l' hanno trasformato in prezioso capo di alta moda, con una capsule collection Pigiama Party e un evento ad hoc a Hollywood, e un marchio di elegante nicchia come F.R.S. di Francesca Ruffini (le iniziali della stilista, ma è un acronimo che sta anche per For Restless Sleepers, per dormienti inquieti) ha fatto del pigiama il suo capo fondamentale. Forse perché di questi tempi difficili ci rassicura: è il capo che indossiamo a letto, al sicuro, sotto le coperte. Quando sogniamo.

 

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