AMMAZZA QUANTO COSTANO LE CORNA A TORINO! – UNA SIGNORA VERSA UN MILIONE DI EURO ALL’AMANTE: AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE TUTTO AL MARITO – A PAGARE ERA IL PADRE DELLA DONNA. CHE POI HA DENUNCIATO IL CASO ALLA POLIZIA: TROMBADOR E DUE COMPLICI IN GALERA 

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Erica Di Blasi per La Repubblica

 

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Con la minaccia di rivelare al marito la sua relazione extraconiugale, si sono fatti consegnare nel corso del tempo quasi un milione di euro. In realtà i soldi ricevuti sono molti di più, circa tre milioni, ma di mezzo ci sarebbero anche degli investimenti sbagliati e dei "regali", per cui non è stato possibile provare la "malafede" del gruppo. Dietro tutta questa storia c'è addirittura l'amante della donna, Marco Pavese, 45 anni. Insieme a lui la Guardia di finanza di Torino, su ordinanza del gip Alessandra Pfiffner, ha arrestato ieri mattina Antonio Salomi, di 49 anni, Massimo Santoro, 45, e Christophe Xavier Teyssier, 43.

 

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L'accusa è di estorsione in concorso. A sporgere denuncia era stato il padre della donna, noto imprenditore torinese, preoccupato per la situazione in cui era finita la figlia. L'inchiesta è stata coordinata dal pm Andrea Padalino.

 

La relazione tra i due era iniziata circa tre anni fa. Una storia clandestina, di cui erano a conoscenza solo alcune amiche della vittima. I problemi sono nati quando alcune persone, a cui Pavese doveva molti soldi, hanno iniziato a chiedere denaro alla donna. Se non avesse pagato, sarebbero andati dal marito a raccontare tutta la storia. Pavese faceva da tramite tra il gruppo e la sua amante.

 

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È stato il padre di lei a salvarla, bloccando ogni sua operazione successiva in banca e andando a sporgere denuncia. Ester, il nome è di fantasia, ndr, ha poi confermato tutta la storia. "Quando l'ho conosciuto faceva l'agente immobiliare - ha spiegato agli inquirenti - abbiamo avuto una storia e dopo lui mi ha raccontato di avere dei grossi debiti con persone poco raccomandabili. Doveva loro un milione di euro. Sapevano della nostra relazione e per questo lo ricattavano".

 

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Da lì sono iniziate le richieste di soldi. Gli oltre 700mila euro, come ha ricostruito il nucleo operativo della guardia di finanza, non sono stati versati in un'unica soluzione. Per non destare sospetti, gli assegni (due sono da 150mila euro ciascuno) venivano di volta in volta intestati a persone diverse: familiari e amici degli effettivi beneficiari. Per la prima tranche di pagamenti, il 19 giugno 2017, le somme ( in tutto 375mila euro) sono state girate ai tre componenti della banda. "Mi aveva detto che quegli assegni servivano solo come garanzia, che non sarebbero stati versati".

 

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Invece era tutto falso ed Ester era stata costretta a effettuare dei bonifici urgenti per coprire gli importi ed evitare protesti bancari. Qualche giorno dopo, il suo amante era tornato alla carica. Questa volta con una storia degna di un film. In lacrime le aveva raccontato di essere stato minacciato e picchiato. "Vogliono altri soldi, altrimenti andranno da tuo marito" . E così si era fatto dare altri 130mila euro. E ancora. "Continuano a minacciarci. Pretendono altro denaro. Io comunque sono già andato in procura per denunciarli".  Peccato che non fosse vero.

 

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Ester aveva comunque emesso altri assegni per 137mila euro. Alla fine la cifra totale era arrivata a superare i 700mila. Quando aveva cercato di bloccare uno degli assegni, le minacce si erano fatte ancora più gravi.  "Pavese mi disse che i tre personaggi erano molto pericolosi. Aveva paura che gli potessero fare del male e che dicessero a mio marito della nostra relazione. Poi ha aggiunto che se non avessi pagato gli assegni emessi, anche mio padre avrebbe corso dei pericoli perché quelli avrebbero potuto prendersela con lui... " .

EURO EURO

 

Per avvalorare quella tesi, l'agente immobiliare le aveva persino raccontato di essere stato torturato. "Hanno assoldato degli albanesi e dei calabresi per farmela pagare. Quelli mi hanno rotto le costole". Un'altra bugia, l'ennesima, in un castello di carte che alla fine è crollato.

 

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