APOCALISSE DI FUOCO IN PORTOGALLO – OLTRE 60 MORTI, TRA CUI 4 BAMBINI, FAMIGLIE INTRAPPOLATE IN AUTO – “NON C’E’ DOLO”, A SCATENARE L’IMMANE TRAGEDIA E’ STATO UN FULMINE – IL CAPO DEI SINDACATI DEI POMPIERI: "LE FIAMME AVANZAVANO A UNA RAPIDITA’ DIABOLICA, MAI VISTA" - VIDEO

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Giampaolo Cadalanu per la Repubblica

 

portogallo incendi a pedrogao portogallo incendi a pedrogao

L' eucalipto maledetto è spaccato a metà e mostra le tracce del fulmine che lo ha colpito. Gli specialisti lo hanno individuato nel bosco della zona chiamata Escalos Fundeiros, vicino a Pedrógão Grande, 150 chilometri a Nordest di Lisbona. L' albero ha funzionato come un parafulmine, senza incendiarsi perché le sue fibre contenevano umidità, ma il fuoco è partito lì accanto, sull' erba secca.

 

È la conferma: a scatenare nel distretto di Leiria il rogo più devastante nella storia recente del Portogallo è stata la natura, non l' uomo.

 

Può darsi che ci siano stati altri focolai, ma Almeida Rodrigues, direttore della Polizia, non ha dubbi: le cause sono naturali. Che si escludano attentati o piromani potrebbe sembrare una buona notizia, ma non c' è da gioire con un bilancio delle vittime arrivato in serata a 61, più almeno altrettanti feriti.

 

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Ancora più straziante è sapere che molte dei morti, almeno una trentina, sono rimasti soffocati o bruciati vive nelle loro auto, mentre cercavano di allontanarsi dal rogo. Troppo veloce il propagarsi delle fiamme: «Tutto bruciava velocemente, per il vento», ha raccontato all' Afp Isabel Ferreira, che abitava in uno dei villaggi colpiti. «Il fuoco volava, il vento trasportava le fiamme, non ho mai visto una cosa del genere», ha sintetizzato alle agenzie stampa Eugenio Santos, che è riuscito a rientrare a Lisbona.

 

Sulla strada nazionale 236, che porta da Figueiro dos Vinhos a Castanheira de Pera ed è diventata il centro dell' inferno, le macchine sono ridotte a scheletri calcinati, in un panorama irreale di tronchi bruciati, senza chioma. I corpi delle persone sorprese dalle fiamme sono ricoperti con un telo bianco, in attesa di essere portati via, gli operatori vanno e vengono, con la mascherina sul volto.

 

Qui è morto il piccolo Rodrigo, quattro anni, portato a Pedrógão Grande dai nonni, perché i genitori volevano concedersi una breve vacanza a Sao Tomé.

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Quando hanno perso i contatti, i parenti hanno affidato la ricerca a Facebook, pubblicando una foto del bambino sorridente, con un casco-giocattolo in testa.

 

Poi hanno scoperto che rimpiangeranno quella partenza per tutta la vita. Il corpo dello zio Sidel Belchior è stato trovato in macchina, il piccolo lì accanto: un albero caduto li aveva bloccati, forse lo zio aveva spinto il nipotino a tentare una fuga disperata a piedi, ma senza fortuna.

 

Anche la piccola Bianca, morta nella zona di Mó Pequena, aveva quattro anni. E almeno altri due bambini, sui cinque o sei anni, sono stati ritrovati troppo tardi. «Era veramente l' inferno. Pensavo che fosse arrivata la fine del mondo. Non avrei mai creduto di poterne uscire viva», ha raccontato alla tv portoghese Maria de Fatima Nunes, scampata per miracolo. Amelia Rocha, 60 enne, si è salvata fuggendo con il camper: «Mio nipotino è diabetico. A un certo punto è uscito di casa poi è tornato ad avvertirci. Non aveva mai visto niente come questo incendio, ha avuto paura.

 

Se non fosse stato per lui saremmo morti. Non so nemmeno se la mia casa è bruciata », ha raccontato all' Obsevador.

 

«Il fuoco avanzava a una velocità diabolica, mai vista, inimmaginabile», raccontava Jaime Marta Soares, presidente del sindacato dei pompieri. La battaglia era durissima: fiamme alte oltre venti metri, raffiche di vento imprevedibili. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, e anche di più. Ma l' incendio si spostava così rapido che nessuno avrebbe potuto stargli dietro.

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Avremmo dovuto avere 1500 uomini già pronti, sul posto, con 3-400 mezzi. No, siamo stati veloci al limite delle possibilità, quello che si poteva fare è stato fatto». Il sindacalista sottolinea che a peggiorare il bilancio c' è stata anche qualche ingenuità, con persone che si attardavano a cercare di salvare le case o, peggio, si avvicinavano al rogo per curiosità.

 

A provocare la tragedia è stata una inattesa coincidenza di fattori pericolosi: le temperature molto alte anche per questa stagione, la scarsa umidità del sottobosco nella regione colpita, i venti forti e variabili, la presenza di quelle nuvole a sviluppo verticale che i tecnici chiamano "cumulonembi". Secondo l' esperta Maria João Frada, in queste condizioni i " temporali secchi", cioè con pochissime precipitazioni, non sono rari.

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Ma l' incendio è tutt' altro che domato: le autorità locali hanno chiuso le strade e ordinato l' evacuazione di diversi villaggi. In campo sono oltre 800 pompieri con 260 mezzi meccanici, ma non bastano: il rogo avanza su quattro diversi fronti, su tre l' avanzata è definita «violenta».

 

La solidarietà europea è partita immediatamente: la Spagna ha già inviato quattro aerei antiincendio Canadair, la Francia ne ha inviato tre, il governo italiano e quello greco hanno messo a disposizione i loro. Lo stesso commissario europeo Jean- Claude Juncker ha attivato il meccanismo comunitario di protezione civile.

 

Il governo di Lisbona ha decretato tre giorni di lutto nazionale. «L' incendio ha preso una dimensione di tragedia umana mai conosciuta finora», ha detto il premier Antonio Costa, che ha voluto visitare la zona del rogo e appariva molto scosso. L' anno scorso erano stati una sessantina gli incendi scoppiati nel paese, che avevano devastato un' area pari a mille chilometri quadrati. A Madeira tre persone erano rimaste uccise in un rogo che aveva distrutto una quarantina di case.

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