BUONE NOTIZIE PER I MARITI CHE HANNO SCHELETRI NELLA MAIL - PER LA CASSAZIONE, COMMETTE REATO L’EX MOGLIE CHE, CONOSCENDO LA PASSWORD, SI INTRODUCE NELLA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA DEL MARITO E NE MODIFICA LE CREDENZIALI DI ACCESSO, IMPEDENDO COSÌ ALL’EX CONIUGE DI FRUIRE DEL SERVIZIO

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Da www.lastampa.it

 

Commette reato l’ex moglie che, conoscendo la password, si introduce nella casella di posta elettronica del marito e ne modifica credenziali di accesso e domanda di recupero, impedendo così all’ex coniuge di fruire del servizio.

CASSAZIONE CASSAZIONE

 

Accesso abusivo. Secondo la Cassazione, nel caso in esame, la circostanza che la ricorrente fosse a conoscenza della password di accesso al sistema informatico non esclude il carattere abusivo dei due accessi da lei effettuati, in considerazione anche del cambiamento delle credenziali d’accesso e dell’impostazione di una nuova domanda di recupero.

 

HACKER HACKER

Superati i limiti. Correttamente, quindi, la Corte territoriale, evidenziando come gli accessi abusivi avessero temporaneamente escluso l’ex marito dal fruire del servizio di posta elettronica, ha ritenuto «pienamente provato il superamento da parte dell’imputata dei limiti intrinseci connessi con la conoscenza della password». Secondo l’orientamento dominante della giurisprudenza, infatti, integra la fattispecie criminosa di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico protetto la condotta di accesso o di mantenimento nel sistema posta in essere da un soggetto che, pur essendo abilitato, violi le condizioni e i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l’accesso.

 

Risarcimento dei danni. Poiché certamente non può ritenersi rispettosa delle regole dettate dal titolare della casella di posta elettronica la condotta di chi utilizza la password (anche se ottenuta con il consenso del titolare) per modificarla indebitamente impedendo a quest’ultimo di accedervi, la Cassazione rigetta il ricorso avverso la sentenza di condanna al risarcimento dei danni presentato dall’ex moglie.

 

Fonte: www.ilfamiliarista.it

 

 

 

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