LA DOPPIA MORALE DEI SAUDITI – LE ATTIVISTE SONO IN CARCERE, MENTRE LA PRINCIPESSA AL-SAUD FIGHEGGIA SU 'VOGUE ARABIA' AL VOLANTE DI UNA SPIDER – GUANTI DI PELLE E TACCHI ALTI, È LA TESTIMONIAL SCELTA DA BIN SALMAN PER PROMUOVERE L’ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI GUIDA – LA SEGREGAZIONE FEMMINILE PERÒ È ANCORA IN VIGORE...

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Marta Serafini per www.corriere.it

 

hayfabint abdullah al saud vogue 1 hayfabint abdullah al saud vogue 1

In cella le attiviste per i diritti umani. In copertina le principesse che guidano. Sta suscitando molte critiche la foto della cover di Vogue che ritrae la principessa Hayfabint Abdullah al-Saud al volante di una decappottabile rossa.

Guanti di pelle e tacchi alti in pieno deserto, la principessa è la testimonial dell’entrata in vigore dell’abolizione del divieto di guida per le donne, prevista per il 24 giugno e voluta dal principe saudita Mohammed Bin Salman.

 

«Nel nostro Paese ci sono alcuni conservatori che temono il cambiamento, per molti è tutto ciò che hanno conosciuto», dichiara nell’intervista la principessa Hayfa, figlia del defunto re Abdullah.

 

«Personalmente, sostengo questi cambiamenti con grande entusiasmo», ha aggiunto la protagonista della foto di copertina, realizzata vicino a Jeddah.

 

hayfabint abdullah al saud vogue hayfabint abdullah al saud vogue

Tutto bene? No perché mentre la monarchia saudita afferma di voler ampliare i diritti femminili per dare impulso all’economia, in cella con l’accusa di complotto ci sono 11 attiviste che proprio per quei diritti si sono battute e di cui, come denunciano le organizzazioni internazionali per i diritti umani, non si hanno notizie dalla fine dall'inizio del mese.

 

Tra le attiviste imprigionate, ci sono donne che si sono battute proprio per il diritto di guida, come Lojain al-Hathloul e Aziza al-Yousef, donne che evidentemente la corona non vuole vedere dipinte come promotrici del cambiamento.

 

«Queste donne rischiano la pena di morte e prima di essere arrestate erano state “invitate” a non parlare con la stampa», ha sottolineato Sarah Leah Whitson di Human Rights Watch.

 

 

 

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«Il principe ereditario Mohammad bin Salman si è presentato come un riformatore ma le sue promesse di riforma sembrano del tutto superficiali mentre la repressione degli attivisti dei diritti umani continua senza sosta», ha dichiarato Samah Hadid, direttore delle campagne per il Medio Oriente di Amnesty International. Risultato, online e sui quotidiani critici nei confronti dell’Arabia Saudita sono apparsi tweet e messaggi di accusa.

 

E non sono mancate le ironie, con tanto di campagna social e meme in cui al posto della principessa sono ritratte le attiviste.

 

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E mentre crescono i rumor sulle voci di un possibile ferimento di Mohammed Bin Salman in una sparatoria vicino al palazzo reale di Riad avvenuta il 21 aprile (Mbs non si vede in pubblico dal 12 aprile), lui il principe autore del piano di rinnovamento Vision 2030 ha fatto approvare una bozza di legge per l’introduzione del reato contro le molestie « visto l’impatto negativo che questo fenomeno ha sull’individuo, sulla famiglia e sulla societa».

hayfabint abdullah al saud hayfabint abdullah al saud

La bozza, votata da una maggioranza di 84 voti nell’organo consultivo di 150 membri, definisce molestie come qualsiasi parola, atto o segno con una connotazione sessuale da una persona a qualsiasi altra che danneggi il loro corpo o la dignità con qualsiasi mezzo, anche attraverso le moderne tecnologie.

 

La pena per chi trasgredisce può arrivare fino a cinque anni e sanzioni fino 8 mila dollari in caso di recidiva o se le molestie colpiscono un bambino o una persona con bisogni speciali, «se l’autore del reato ha autorita’ diretta sulla vittima», in caso il reato venga perpetrato in un luogo di lavoro, studio, centro di accoglienza o di cura, nel caso in cui l’autore del reato e la vittima siano dello stesso sesso, o se la vittima è incosciente.

 

mohammed bin salman dell arabia saudita e mohammed bin zayed degli emirati arabi uniti mohammed bin salman dell arabia saudita e mohammed bin zayed degli emirati arabi uniti

Tuttavia da sottolineare come in Arabia Saudita sia ancora in vigore il principio di segregazione femminile che vuole le donne sottoposte all’autorità di un uomo, marito, fratello o figlio che sia. Dunque fatta la legge, bisognerà vedere come verrà effettivamente applicata.

mohammed bin salman al saud principe ereditario mohammed bin salman al saud principe ereditario re salman e mohammed bin salman re salman e mohammed bin salman

 

 

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