1. LA FOLLIA DI MAURIZIO DIOTALLEVI E’ NATA DALL’INDIGENZA E DA UNA CONVIVENZA-INCUBO CON LA SORELLA NICOLETTA: I DUE, A CORTO DI SOLDI, ERANO COSTRETTI A DIVIDERE CASA
2. L’UOMO AVEVA UN PIANO, SOSTENGONO GLI INQUIRENTI: SI È PROCURATO LA SEGA E I SACCHI. HA STRETTO LE MANI AL COLLO DELLA DONNA, L’HA FATTA A PEZZI, PERCHÉ ERA PIÙ FACILE PORTARLA VIA. POI HA PULITO IL SANGUE, CON METICOLOSITÀ FINO A FAR SPARIRE OGNI TRACCIA
3. HA DETTO AGLI AGENTI: “MI TRATTAVA COME UN RAGAZZINO”. CIOEì GLI DAVA I SOLDI PER VIVERE, E LE COSTAVA FATICA: FACEVA LA BABY-SITTER, LE PULIZIE, TENEVA LEZIONI DI YOGA. LUI CONSULENTE WEB MARKETING PER AZIENDE AVEVA POCHI GUADAGNI, QUASI NESSUNO... 

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1 - MAURIZIO E NICOLETTA, POCHI SOLDI E UN INFERNO DI 100 METRI QUADRI

Maria Lombardi per “il Messaggero”

 

MAURIZIO DIOTALLEVI MAURIZIO DIOTALLEVI

Vivevano insieme da anni, ma mai una volta che li vedessero uscire insieme. Maurizio e Nicoletta, i fratelli del pianoterra, vicini per necessità e ormai troppo lontani. Dividevano l'appartamento di meno di cento metri quadrati nel condominio di via Reni, case un tempo degli ufficiali dell'esercito e ora riscattate. Non avevano altra scelta, quella convivenza era una condanna per entrambi e insieme una salvezza, almeno non c'era l'affitto da pagare.

 

E insieme a quello spazio dove erano cresciuti e tutto era rimasto fermo, dividevano anche il silenzio di lunghe giornate, gli scatti di rabbia soprattutto di lui e i malumori sempre più frequenti. Niente urla, i vicini dicono che non si sentivano litigi nella scala C. Tutto normale dietro le finestre che danno sul cortile. C'è chi li ricorda bambini, i tre figli dell'ufficiale Diotallevi (Maura, la più piccola non abita lì da tempo) educati con i valori di una volta. Brave persone, e come puoi immaginare una cosa così.

 

I DISAGI

MAURIZIO DIOTALLEVI MAURIZIO DIOTALLEVI

Nel silenzio della normalità, al pianterreno del civico 22b di via Guido Reni, l'insofferenza ha continuato a dilatarsi e occupare tutto lo spazio che c'è. Ed è diventata follia. Maurizio aveva un piano, sostengono gli inquirenti: si è procurato la sega, i sacchi. Stringe le mani al collo di Nicoletta, la fa a pezzi, perché è più facile portarla via. Poi pulisce il sangue, con meticolosità fino a far quasi sparire ogni traccia.

 

Nel vuoto di ferragosto, con il cortile del condominio senza alcun rumore, nella casa al pianterreno torna un'apparente normalità.  C'era l'odio chissà quanto lontano, e in più i problemi di tutti i giorni da risolvere, i soldi non bastavano. Maurizio, 62 anni, non ne aveva mai. Nicoletta, 59, si arrangiava come poteva. Affittavano una stanza della casa agli studenti per guadagnare qualcosa in più. Era lei a gestire tutte le spese, e non era solo questo.

 

MAURIZIO DIOTALLEVI MAURIZIO DIOTALLEVI

Diventava sempre più faticoso dividere la vita con quel fratello difficile e tanto arrabbiato, imprevedibile nei suoi scatti d'ira e poi di colpo taciturno. Sempre stato un problema, in casa, Maurizio. «Lei mi trattava come un ragazzino», dice lui durante l'interrogatorio. La sorella più piccola che dava al fratello più grande i soldi per vivere, e le costava fatica. Faceva la baby-sitter, la donna delle pulizie, teneva lezioni di yoga, qualsiasi cosa era buona per racimolare qualche euro in più, sempre in giro con la sua 600.

 

MAURIZIO DIOTALLEVI - IL CASSONETTO DOVE HA NASCOSTO LE GAMBE DELLA SORELLA MAURIZIO DIOTALLEVI - IL CASSONETTO DOVE HA NASCOSTO LE GAMBE DELLA SORELLA

Consulente web marketing per aziende e professionisti, titolare di Emmedicom, c'è scritto sul suo profil Linkedln di Maurizio, ha lavorato per Vodafone, PosteMobile BtItalia, Wind, attualmente per Club4business. Pochi guadagni, quasi nessuno, e sempre più contrasti tra i due. Su facebook lui parla di «persone negative, tossiche», e dice che è meglio lasciarle, scrive che chi difende gli animali è un criminale e critica i grillini.

 

Nonostante i guai economici, mai una rata del condominio saltata. Tutti nel palazzo però sapevano che i fratelli erano «quasi indigenti». E si capiva anche da come vestivano, abiti usati e consumati. Lui usciva spesso con una borsa da lavoro, lei la incrociavano con la sacca per lo yoga e la tuta per il tai chi, diceva che questa disciplina aiuta molto a ottenere l'equilibrio.

MAURIZIO DIOTALLEVI MAURIZIO DIOTALLEVI

 

Maurizio ha quasi sempre vissuto in quella casa, prima con i genitori, poi solo con la madre e dal 2004, da quando lei non c'era più, con la sorella Nicoletta che aveva deciso di trasferirsi lì. Maura, l'altra sorella di 55 anni, vive per i fatti suoi, per un periodo anche lontano da Roma. L'appartamento assegnato agli ufficiali dell'esercito era passato poi all'Ater e acquistato dalla vedova poco prima di morire.

 

Maurizio, un tipo particolare, magro magro, con la barbetta brizzolata. Troppo debole forse per riuscire ad andar via dal palazzo dell'esercito. Una famiglia aveva provato a costruirsela, ma era andata male. Ha divorziato, ma con il figlio Giacomo di 19 anni è in buoni rapporti, l'hanno visto appena due settimane fa andare a trovare il padre. Della vita privata di Nicoletta poco si sa, la ricordano sempre sola, mai un uomo accanto. E adesso quella difficile convivenza che la tormentava.

MAURIZIO DIOTALLEVI MAURIZIO DIOTALLEVI

 

Maurizio e Nicoletta, così diversi. Lui taciturno, gentile ma sempre per i fatti suoi. Lei più solare e sorridente, chiacchierava con i vicini, andava alle assemblee del condominio, aveva una vita piena. Poche ore prima dell'omicidio, un amico ha visto il fratello uscire da casa, sembrava sereno, ha fatto anche una battuta, strana cosa per Maurizio che non scherzava mai. Ha incrociato intorno all'ora di pranzo anche Nicoletta, scendeva dalla macchina, sorrideva anche lei. Poco dopo, il massacro.

 

2 - «ALLA VIGILIA DEL DELITTO L'ASSASSINO SORRIDEVA»

Maria Lombardi e Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

 

«Soltanto l'altro ieri (nel giorno della vigilia di Ferragosto ndr) Maurizio sorrideva, stava rientrando a casa con quel barboncino che aveva preso da poco, sorrideva con altri condomini e gli avrei anche voluto fare una battuta sul quel cane che era lo stesso che aveva quando era ragazzo, ma non ne ho avuto il tempo».

MAURIZIO DIOTALLEVI MAURIZIO DIOTALLEVI

 

Gianmaria Piccinno è affacciato alla finestra del suo appartamento in via Guido Reni 22/b. Si tiene le braccia strette ai fianchi, incrociate quasi a difendersi dalla notizia di un orrore che non riesce a spiegare. «Con i Diotallevi racconta ci sono cresciuto, era una famiglia normale, tre fratelli, un padre ufficiale dell'Esercito, come il mio, che per diversi anni era anche andato in missione in Belgio, non riesco a credere che Maurizio abbia fatto una cosa simile». Già, Maurizio.

 

Quell'uomo minuto, dal fisico sciupato, con la barba perennemente incolta di due giorni e i capelli ormai brizzolati. Sessantadue anni, un figlio diciottenne, Giacomo, che vedeva però di rado dopo che la compagna l'aveva lasciato quando la madre era ancora in vita e se n'era andata via da quell'appartamento al quartiere Flaminio. Una vita apparentemente normale, la sua.

 

IL RITRATTO

L'ARRESTO DI MAURIZIO DIOTALLEVI L'ARRESTO DI MAURIZIO DIOTALLEVI

Almeno questa era l'impressione che gran parte delle 45 famiglie residenti in via Guido Reni 22/b avevano di lui. «Ma poi che vuole commenta una residente non si sa mai quello che può accadere dentro le mura domestiche». Quando le porte e le finestre si chiudono e dentro c'è spazio e tempo per grandi gioie ma anche per enormi drammi.

 

«Che io ricordi aggiunge Giorgio, un altro inquilino della palazzina, un tempo Incis, gestita negli anni Cinquanta del secolo scorso dal Ministero dell'Interno come alloggio per ufficiali e militari Maurizio non aveva un lavoro stabile, quella che portava i soldi a casa era Nicoletta, credo avessero alcuni problemi economici, tanto che in passato avevano anche subaffittato una stanza a degli studenti». Li vedevano, Nicoletta di più.

 

ALTRI RESTI IN VIA GUIDO RENI ALTRI RESTI IN VIA GUIDO RENI

«Era una donna solare, faceva molte cose, credo però aggiunge un'altra inquilina appena rientrata dalle vacanze che fossero in crisi, problemi di denaro, lo capivi dal ricordo di quella che era la loro famiglia e quelli che erano diventati loro due negli ultimi anni e poi si vociferava nel palazzo che litigassero di continuo». Sempre Nicoletta e Maurizio. Loro due, soli. Lui che al mattino usciva sempre con una valigetta 24 ore stretta tra le mani, dai bordi però sbeccati e consunti.

 

«Con una giacca che si vedeva, era stata indossata troppe volte». Lei, Nicoletta, che aveva varcato la soglia dell'appartamento di circa 100 mq nella scala C del condominio nel 2004, quando la madre era scomparsa dopo aver riscattato il vano immobiliare, e lei era tornata a vivere con il fratello che, invece, non si era mai spostato da via Guido Reni. «I soldi a fine mese, li portava lei prosegue Giorgio era una donna dignitosa, lavorava nel commercio, vendeva quando le capitava abiti, ma faceva anche altri lavoretti e rispettava tutte le scadenze nei pagamenti del condominio, non c'era mai un ritardo».

POLIZIA SCIENTIFICA A VIA GUIDO RENI POLIZIA SCIENTIFICA A VIA GUIDO RENI

 

LO CHOC

I residenti escono sconvolti, sotto choc da quel palazzo che sta proprio attaccato al reparto volanti della polizia di Stato. «Abito al quinto piano, Nicoletta a volte la incontravo il sabato quando andavo a fare la spesa, una donna molto cordiale, il fratello un po' più taciturno, discreto commenta un'altra residente ci davamo solo del lei, sono cresciuti anche con l'altra sorella, Maura, insieme al mio ex marito, non posso credere che sia successa una cosa simile».

 

Nessuno ha sentito nulla o ha visto qualcosa di sospetto. Neanche il proprietario dell'appartamento di fronte a quello dei Diotallevi. «Proprio la sera di Ferragosto conclude Gianmaria Piccinno sono andato a buttare l'immondizia nel secchione dove poi hanno ritrovato una parte del corpo, ho sentito un odore nauseabondo ma credevo che fosse per il caldo e per i cassonetti che non vengono mai puliti, non avrei pensato che dentro ci potessero essere i pezzi di Nicoletta». 

 

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