FOTO HOT DI MINORENNI IN CAMBIO DI BUONI: A COSA SERVE INSTAGRAM – LE RAGAZZINE FANNO VEDERE LE TETTE (E NON SOLO) E RICEVONO COUPON AMAZON O PAYSAFE. LE TRANSAZIONI AVVENGONO ALL’INTERNO DEL SERVIZIO DI MESSAGGISTICA PRIVATA, MA PER RENDERSI CONTO DI QUANTO MATERIALE DEL GENERE GIRA BASTA USARE DEGLI HASHTAG AD HOC – IL RACCONTO DI MARTINA: “NELLE FOTO CHE INVIO…”

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Leonard Berberi per il “Corriere della Sera”

 

foto hot scambiate su instagram dai minori foto hot scambiate su instagram dai minori

Una parola chiave, un profilo, un messaggio privato e un buono regalo o un codice di pochi euro. Tre minuti, al massimo cinque, per avere in cambio foto e video porno. Di maggiorenni e minorenni.

 

Non nel profondo del web, ma su Instagram, il social network fotografico, la vetrina mondiale di vip e di uomini e donne - anche 13enni - che scambiano materiale proibito per 5, 10 o 20 euro.

 

Sfruttando metodi di pagamento creati per altri scopi come i buoni Amazon o PaySafe Card. È quanto emerge da un' inchiesta che il Corriere ha svolto per mesi seguendo l' attività dei profili su Instagram (di proprietà di Facebook e che a giugno ha toccato il miliardo di utenti), raccogliendo testimonianze e seguendo le «transazioni».

 

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«Profilo hot! Video, foto, videochiamate in chat! In scambio per buoni Amazon o altri pagamenti», spiega nella descrizione del suo profilo Francesca (i nomi sono stati cambiati per non renderli riconoscibili, ndr) con account privato, un solo post pubblicato e circa tremila persone che la seguono. Dice di essere 18enne, ma negli scambi privati invia gli scatti di una ragazza 15enne. Quando le si chiede se sono foto sue e se è minorenne il profilo sparisce.

 

melanzana emoji melanzana emoji

Nei mesi di osservazione è successo diverse volte. Anche per un account, con tanto di sito ufficiale, che si presentava così: «Il nuovo social hot per maggiorenni, per divertirsi e guadagnare vendendo foto e video. Pagamenti in buoni Amazon e Paysafecard».

 

«Nelle foto che invio non c' è mai la mia faccia», racconta Martina che dice di avere 14 anni e di essere campana. Il suo profilo non ha foto postate, ma oltre duemila seguaci.

La scarsa attività pubblica sembra essere un elemento comune a questo tipo di profili.

 

Martina si fa pagare in buoni Amazon, soprattutto, e con un tariffario preciso: 5 euro per lei nuda ma con il seno coperto, 10 euro per il seno in vista, 20 euro per nudo integrale. «Ma il buono va mandato in privato su Instagram», avverte, «per non lasciare tracce».

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Di solito nelle transazioni l' acquirente manda prima la prova fotografica del buono Amazon o del codice Paysafecard con mascherati gli elementi chiave. Poi il «fornitore» invia una prima foto e ottiene il buono o il codice leggibile. A quel punto spedisce il materiale. «E i furbi che non vogliono pagare li smaschero subito», racconta Antonella, una 16enne del Centro Italia che da qualche mese - dice - guadagna scambiando foto. Furbi in che senso? «Gira la stessa foto del codice Paysafecard nascosto con il pennarello nero».

 

 

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Tra chi ha inviato quel codice fasullo c' è Marco, pugliese 13enne. «Per un po' mi sono fatto mandare un sacco di foto e filmati così», racconta. «Ma ora non è più possibile». Così «non volendo pagare dieci euro in buoni Amazon o Paysafe», gli è stato proposto di scambiare foto sue nude. «Volevano scatti soltanto delle mie parti basse», ricorda.

«Qualcuna chiedeva anche la faccia». Lui ha eseguito inviando decine di foto. E si dice certo che dietro a quei profili ci fossero davvero ragazzine.

 

Le transazioni avvengono all' interno del servizio di messaggistica privata di Instagram. Ma a questo passaggio ci si arriva anche usando semplicemente degli hashtag - le parole precedute dal cancelletto - oppure alcuni termini modificati con una dieresi per rendersi conto della quantità di materiale porno.

 

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Così come basterebbe seguire alcune emoji - la melanzana (l' organo sessuale maschile), la pesca (il fondoschiena), le goccine d' acqua (lo sperma) - per ritrovarsi in un mondo di parti intime.

 

 

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«Condanniamo questo genere di azioni e disapproviamo l' utilizzo improprio di buoni regalo - afferma un portavoce di Amazon -. Inoltre collaboriamo con le forze dell' ordine ove rilevino violazioni di legge da parte degli utenti». «Paysafe controlla attentamente le attività commerciali prima di farle accedere alla sua piattaforma e alle diverse modalità di pagamento», commenta Kate Aldridge, vicepresidente responsabile per la comunicazione aziendale di Paysafe Group.

 

«In aggiunta usiamo una tecnologia di monitoraggio per identificare le operazioni sospette: se qualcosa emerge blocchiamo l' account e lo notifichiamo alle autorità offrendo la massima collaborazione. Le transazioni illecite non sono tollerate».

 

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È bene precisarlo: Amazon e Paysafe finiscono per essere vittime di queste transazioni.

«Su Instagram non è permesso condividere immagini o video espliciti altrui - dice in una nota un portavoce della società -. Le persone possono segnalare il contenuto o l' account utilizzando gli strumenti a disposizione, in questo modo il team di revisori può agire velocemente per rimuoverli se violano le linee guida della community».

 

Ma quando si chiede se viene effettuato un controllo dei contenuti scambiati nella messaggistica privata la società dice di non avere «una risposta precisa». È uno dei nodi per i colossi digitali, in bilico tra l' esigenza di garantire e rispettare la privacy degli utenti e il rischio che qualcuno di loro violi la legge.

 

 

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