JANE MOLTO CANDIDA – DOPO L’USCITA DAL ''GRANDE FRATELLO'' JANE ALEXANDER È STATA BOMBARDATA DA INSULTI SUI SOCIAL PER LA SUA ECCESSIVA MAGREZZA: “SEMBRI ANORESSICA” TUONANO GLI UTENTI, MA LEI NON CI STA E SI DIFENDE: “ERO MAGRA PURE PRIMA DI ENTRARE NELLA CASA E CON L’ANORESSIA NON SI SCHERZA. HO UNA CANDIDA INTESTINALE E…” - COS'E' E COME SI CURA...

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Monia Sangermano per "www.meteoweb.eu"

 

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Jane Alexander, attrice che ha da poco preso parte al reality show di Mediaset “Grande Fratello Vip“, ha deciso di mettere a tacere le voci che si rincorrevano nell’ambiente televisivo su di lei e sulla sua presunta anoressia, svelando quale sia la sua effettiva malattia, ovvero la candida intestinale, una patologia molto più diffusa di quanto si pensi e spesso non facilmente individuabile. Gli insulti e le offese nei suoi confronti sui social non si sono lasciati attendere, ma lei ha deciso di rispondere raccontando della patologia che la affligge.

 

“Ero magra anche prima di entrare nella casa – ha scritto l’attrice sui social -. La dieta che avevo seguito per guarire mi aveva fatto perdere tanto peso, e sì, sembro anoressica. Solo che l’anoressia è una malattia seria che può portare alla morte, e non ci si scherza. Non ci si insultano le persone, perché magari ci sono persone che leggono i vostri commenti e ci soffrono, anche se sono rivolti a me.

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Perché ci sono passate in qualche modo. Io non sono mai stata anoressica. Né lo sono ora. Ho una candida intestinale. La abbiamo in tanti, molti non lo sanno. Sono un pochino più stressata del solito. Nulla di più. Non sparate sentenze su cose serie. Per favore. Siate intelligenti almeno su questo”.

 

La candida intestinale, detta anche candidosi intestinale, è un’infezione fungina che interessa il tratto enterico. In condizioni normali la candida ‘vive’ sulla mucosa intestinale senza causare problemi o sintomi di alcun genere. In alcuni casi, però, può trasformarsi in agente patogeno, replicandosi in maniera eccessiva e causando delle vere e proprie infezioni, le cosiddette candidosi.

 

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Oltre alla candida intestinale, questo lievito può causare infezioni anche nel cavo orale (il cosiddetto mughetto), a livello urogenitale (candidosi urogenitale), su pelle e unghie (candidosi della pelle e delle unghie), all’apparato respiratorio (candidosi respiratoria) e a livello sistemico. In genere la candida intestinale, nella sua forma più violenta, non è particolarmente diffusa ma, date le sue possibili complicazioni, è necessario che non venga sottovalutata.

 

La candida intestinale è un’infezione fungina, in genere provocata dal lievito Candida albicans, ma anche da altre specie appartenenti al genere Candida, che colpisce l’intestino provocando una sintomatologia fastidiosa che diventa a volte grave. I lieviti che la causano fanno parte della flora batterica intestinale di moltissimi individui sani, dunque la candida intestinale può colpire chiunque, maschi o femmine.

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I soggetti più predisposti sono quelli con deficit del sistema immunitario e pazienti sottoposti a determinate terapie farmacologiche. Nota positiva il fatto che, a differenza di altre forme di candidosi, la candida intestinale in genere non viene trasmessa da individuo malato ad individuo sano.

 

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

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L’Infezione della candida intestinale si sviluppa in seguito alla crescita eccessiva e incontrollata di Candida albicans o altre specie del genere Candida che normalmente colonizzano la mucosa intestinale.

 

In condizioni normali e in individui sani e immunocompetenti, la popolazione intestinale di Candida viene tenuta sotto controllo e non causa particolari problemi o sintomi. In alcuni casi però il lievito, come già detto, può trasformarsi da commensale saprofita a patogeno, generando la candida intestinale.

 

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Ecco i casi in cui questo può accadere:

Deficit immunitari causati da patologie, come, ad esempio, infezioni da HIV;

Indebolimento del sistema immunitario causato dall’assunzione di farmaci, quali, ad esempio, corticosteroidi, immunosoppressori, chemioterapici antitumorali;

Terapie antibiotiche protratte per lunghi periodi di tempo;

Condizioni di forte stress;

Alcolismo;

Tabagismo;

Presenza di malattie come il diabete o l’anemia.

 

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SINTOMI:

La candida intestinale causa in genere sintomi localizzati soprattutto nel tratto gastroenterico, ma può anche causare una sintomatologia più generica.

Rallentamento dei processi digestivi;

Gonfiore e meteorismo;

Eruttazione;

Dolore e crampi intestinali;

Alternanza di periodi caratterizzati da costipazione e periodi caratterizzati da diarrea;

Perdita di peso corporeo;

 

Malessere generalizzato;

Febbre;

Brividi;

Irritabilità;

Vertigini.

La candida intestinale, inoltre, favorisce lo sviluppo di coliti ed enteriti. Quando la patologia diventa cronica può inoltre favorire la comparsa di intolleranze alimentari e allergie.

 

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RIMEDI NATURALI CONTRO LA CANDIDA INTESTINALE

Se si sospetta di avere la candida intestinale è opportuno consultare un medico per gli opportuni controlli, ma ci sono dei rimedi naturali, anche di natura alimentare, da poter seguire per limitare i danni dell’infezione. L’insidioso fungo che la causa, infatti, può interferire con l’assorbimento e il metabolismo di nutrienti essenziali per l’organismo. Il primo rimedio utile è appunto quello della cura dell’alimentazione, che sia funzionale e adatta a mantenere sano l’intestino.

 

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E’ dunque necessario limitare il consumo di carboidrati, sostituendo la farina 00 con farine meno raffinate, come la tipo 2, o ancora meglio quelle integrali. Eliminare l’alcool per un periodo di tempo può aiutare a non far accrescere l’infiammazione; limitare anche i dolci, soprattutto creme, cioccolato, caramelle e prodotti di pasticceria. In generale anche tutti i lievitati dovrebbero essere ridotti al minimo indispensabile.

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Vietati anche caffè e altre bevande eccitanti, formaggi salati e stagionati, insaccati. Ridurre l’assunzione del latte, preferendo quello vegetale, e limitare il consumo di yogurt e di frutta troppo zuccherina. Vi sono poi prodotti naturali consigliati, come probiotici e fermenti lattici, integratori a base di semi di pompelmo, uva ursina, bicarbonato: è dunque necessario rivolgersi ad uno specialista che possa consigliare tipo e posologia più adatti ai singoli casi e alla gravità dell’infezione in corso.

 

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