“ADDIO AMICHEVOLE” UN CORNO: L'EX VICEDIRETTORE DELLO IOR, GIULIO MATTIETTI, IL 30 NOVEMBRE HA SCRITTO AL CONSIGLIO DI SOVRINTENDENZA PER CHIEDERE IL MOTIVO DELLA SUA DEFENESTRAZIONE - PER 20 ANNI HA GESTITO LA STRUTTURA INFORMATICA DELLA BANCA VATICANA, AVENDO ACCESSO AI NOMI DEI CORRENTISTI, COMPRESI I ìCLIENTI LAICI, NONCHÉ LA VARIE TRANSAZIONI…

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Lorenzo Bertocchi per “la Verità”

 

GIULIO MATTIETTI GIULIO MATTIETTI

Lo scorso 27 novembre è avvenuto l' ultimo colpo di scena di quello che ormai può ritenersi un vero e proprio romanzo di spionaggio all' interno del Vaticano: le defenestrazione di Giulio Mattietti, vicedirettore aggiunto dello Ior. I comunicati stampa ufficiali della banca, nei giorni successivi all' allontanamento, tendevano a ricondurre l'episodio nell' alveo delle «normali e fisiologiche vicende della gestione», precisando che «molti dei dettagli pubblicati sulla stampa sono non corretti e lo Ior prende le distanze da tali affermazioni».

 

Tra questi dettagli diffusi a mezzo stampa vi era anche quello dell' accompagnamento del Mattietti alla porta dello Stato del vaticano da parte dei gendarmi, dettaglio presto smentito ufficialmente, asserendo che ad accompagnarlo fuori dal confine avrebbero provveduto due colleghi e non la Gendarmeria.

Il torrione Niccolò V, sede dello Ior niccolov Il torrione Niccolò V, sede dello Ior niccolov

 

Ieri però è spuntata una lettera scritta dallo stesso Mattietti, e inviata il 30 novembre ai membri del Consiglio di sovrintendenza, al prelato e al cardinale presidente della Commissione di vigilanza, in cui, secondo le indiscrezioni rivelate dal vaticanista Andrea Tornielli, l' ex vicedirettore aggiunto contesta che si sia trattato, nel suo caso, di «normal administration procedures».

DE FRANSSU DE FRANSSU

 

Non solo, nella missiva redatta in lingua inglese si smentirebbe anche il fatto che l'accompagnamento alla porta sia stato in un contesto strettamente «amichevole», ma i due colleghi stavano eseguendo degli ordini precisi dei superiori per portarlo fuori.

 

Secondo alcune indiscrezioni apprese dalla Verità l' allontanamento si sarebbe effettivamente realizzato come un fulmine a ciel sereno, impendendo materialmente all' ex vicedirettore di sedersi nella sua scrivania e quindi accedere al computer. Va ricordato che Giulio Mattietti è stato l'uomo che per circa 20 anni ha gestito la struttura informatica della banca vaticana, avendo così facile accesso ai nomi dei correntisti, compresi i cosiddetti clienti laici, nonché la varie transazioni.

 

IOR IOR

Ora però quelle che sono state definite come «normali» faccende della gestione interna allo Ior, non sembrano più così tanto ordinarie, visto che nella lettera il Mattietti chiede di sapere quali sono le accuse per cui è stato allontanato. Perché le ragioni non sarebbero state notificate nemmeno all' interessato.

 

Da notare che pochi giorni dopo il defenestramento dell' ex vicedirettore aggiunto è stato diffuso il risultato dell' atteso rapporto Moneyvall, il comitato europeo che controlla il riciclaggio del denaro di tutti gli Stati che aderiscono all' euro.

Gian Franco Mammi Gian Franco Mammi

 

Ebbene questo rapporto evidenzia carenze nella trasparenza delle finanze vaticane, nonostante sia stato istituito l' Aif (authority finanziaria voluta da Benedetto XVI) e pur cooperando con le autorità giudiziarie. Al momento, dice Moneyvall, «non è ancora stato portato davanti ai tribunali della Santa Sede nessun caso di riciclaggio di denaro», ma vi sono «ingenti somme di denaro» che continuano a restare bloccate, sia allo Ior che all' Apsa, «senza che siano stati oggetto di procedure penali e di confisca».

 

L'organismo di Strasburgo, in buona sostanza lamenta il fatto che il Vaticano non ha attivato nessuna procedura che abbia «portato all' adozione di ordini di confisca» rispetto a queste somme congelate in modo non chiaro.

 

papa francesco bergoglio e il cardinale parolin papa francesco bergoglio e il cardinale parolin

Mattietti, che oggi chiede conto delle ragioni del suo defenestramento fulmineo, era un uomo chiave. Lui aveva accesso a tutti i conti e i nominativi degli intestatari; numero tre della banca, dopo il presidente Jean Baptiste de Franssu e il direttore generale, Gian Franco Mammì, era stato promosso dal novembre 2015 dopo 20 anni di carriera come responsabile informatico dello Ior.

 

C'era forse qualcosa, magari una transazione, che Mattietti non doveva vedere nel suo computer la mattina dello scorso 27 novembre? Oppure, come dice lo Ior, quello dell' ex vicedirettore è solo un normale avvicendamento? E allora perché non gli sono state comunicate le ragioni del suo fulmineo allontanamento? Se papa Francesco aveva ricevuto un chiaro mandato dal conclave per fare pulizia sulle finanze vaticane, ha ancora molto lavoro da fare e finora non sembra aver azzeccato le mosse.

 

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