“MANDAMI QUEI DATI PER IL MIO AMICO” - LE TELEFONATE SOSPETTE DI MAGNINI CON IL MEDICO GUIDO PORCELLINI SUL COLLEGA SANTUCCI FINITO ANCHE LUI SOTTO INCHIESTA PER DOPING - E POI  IL GIALLO SUI 1200 EURO CHE IL NUOTATORE PESARESE AVREBBE VERSATO AL NUTRIZIONISTA GIA' ACCUSATO PER TRAFFICO DI DROGA

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Alessandro Pasini e Marco Bonarrigo per il Corriere della Sera

 

FILIPPO MAGNINI FILIPPO MAGNINI

Filippo Magnini, eroe del nuoto azzurro con due ori mondiali e un bronzo olimpico, entra ufficialmente nell' inchiesta penale della Procura di Pesaro contro il medico romagnolo Guido Porcellini, consulente, dietologo, mentore del fuoriclasse pesarese, il 30 novembre del 2015, nel giorno in cui il suo telefono viene messo sotto controllo dalla polizia giudiziaria.

 

Porcellini - ex oncologo che ha alle spalle una condanna in primo grado a tre anni e otto mesi di reclusione per traffico di cocaina e una di 21 mesi per maltrattamenti familiari - ha contatti molto frequenti con il suo pupillo. A insospettire gli inquirenti due telefonate fatte da Porcellini, intercettato già da tempo, la settimana precedente.

 

Nella prima, con il collaboratore Antonio De Grandis, dirigente sportivo, l' ex oncologo dichiara di aver ricevuto 1.200 euro da Magnini. Nella seconda è il nuotatore a chiedere al medico di «mandargli quei dati per il mio amico», ovvero il collega Michele Santucci. Da quel giorno in poi il pesarese è regolarmente intercettato e pedinato dalla polizia giudiziaria che filma anche i suoi incontri con il medico.

 

FILIPPO MAGNINI FILIPPO MAGNINI

Dagli infiniti faldoni delle indagini - oltre 1.800 pagine e centinaia di ore di ascolti - emerge chiaramente che sul piano della giustizia sportiva tutto si giocherà sui collegamenti diretti tra le attività per cui Porcellini è stato rinviato a giudizio (per commercio di prodotti dopanti, falso, ricettazione e somministrazione di medicinali guasti) e i comportamenti di Magnini. Collegamenti così sottili da aver convinto il Gip di Pesaro a non rinviare a giudizio il nuotatore.

 

Porcellini ha un comportamento ambivalente: sostiene di detestare il doping e addirittura i farmaci ma ordina su Internet (in Cina) importanti quantità di ormone della crescita - che vengono intercettate dalla polizia di frontiera - per curare, a suo dire, problemi personali alla schiena, accusando di ipocrisia la Wada che «ha messo nella lista dei prodotti proibiti una sostanza che fa solo bene, se usata da uno competente come me».

 

MICHELE SANTUCCI 2 MICHELE SANTUCCI 2

Tra le altre cose l' ormone della crescita cinese era taroccato e degradato. Nelle telefonate con De Grandis e con un farmacista romagnolo Porcellini discute di trembolone, oxandrolone, tbH500 e stanozololo, tutti steroidi dopanti, parlando di «tempi di smaltimento», «veleni da smaltire» ed effetti collaterali sui suoi pazienti.

 

Intercettati, Magnini e Santucci discutono invece delle forniture di «funghi» ricevute da parte di Porcellini che, alla Procura di Pesaro, li ha classificati come prodotti naturali da lui selezionati e poi consigliati ai due atleti per migliorare le loro difese naturali. Un fornitore di integratori a base di funghi con effetto antiossidante risulta effettivamente da tempo tra gli sponsor dell' atleta. Gli inquirenti hanno filmato un incontro tra i due atleti e il medico nel parcheggio del casello autostradale di Pesaro, ma senza registrare alcun passaggio di materiale.

 

MICHELE SANTUCCI MICHELE SANTUCCI

Riguardo ai 1.200 euro ricevuti da Magnini, il medico spiega che si tratta di un «rimborso spese di viaggio» pagato dall' atleta (curiosamente tramite un bonifico a De Grandis che poi l' avrebbe girato al medico) per conto di Federica Pellegrini che aveva la febbre e che lui si è recato a visitare interrompendo le vacanze e pagandosi l' aereo.

 

MAGNINI E GUIDO PORCELLINI MAGNINI E GUIDO PORCELLINI

Federica Pellegrini non è coinvolta nell' inchiesta e, anzi, stava chiudendo il suo rapporto con il medico proprio quando sono iniziate le indagini. Sul piano sportivo, la Procura sportiva dovrà dimostrare la natura dopante delle sostanze di cui si ipotizza il «presunto uso» e la loro disponibilità o assunzione da parte dei due atleti. A prima vista non un compito facilissimo. L' ex fidanzato di Federica Pellegrini si dice convinto di poter vincere la sfida. E in tempi brevi.

 

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