“UN PRETE MI HA STUPRATO QUANDO ERO SUORA CARMELITANA” - IL LIBRO DENUNCIA DI CLAIRE MAXIMOVA: “UNA VOLTA A CASA PRESE AD ABBRACCIARMI E BACIARMI ANCHE SE GLI DICEVO DI NO. POI MI HA VIOLENTATA. AVEVO 30 ANNI MA NON AVEVO MAI AVUTO ESPERIENZE. ERO INCAPACE DI DIFENDERMI. VENIVA A TROVARMI DUE VOLTE AL MESE E OGNI VOLTA DICEVA CHE..."

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M. Cas. per “la Verità”

 

CLAIRE MAXIMOVA CLAIRE MAXIMOVA

Cresciuta in Ukraina da famiglia atea, prende i voti a 24 anni e diventa suora carmelitana. Ma ciò che trova è ben lontano da quanto sperava: la violenza, l' emarginazione. Ha raccontato la sua esperienza in un libro uscito da pochi giorni in Francia, La tyrannie du silence (ChercheMidi).

 

Come incontrò il suo violentatore?

«Quando ero nelle Carmelitane, in Francia, un prete venne a tenere una conferenza e mi piacque quello che diceva. Diventò il mio fratello spirituale. Mi affidai a lui.

CLAIRE MAXIMOVA - La tyrannie du silence CLAIRE MAXIMOVA - La tyrannie du silence

Niente di affettivo o sentimentale, solo spirituale. Ci vedevamo poco, ci scrivevamo».

 

Poi che accadde?

«Le Carmelitane erano troppo diverse da come le immaginavo. Ero di gran lunga la più giovane e tutto il lavoro fisico ricadeva su di me. I rapporti erano difficili. Più venivo emarginata più cercavo supporto spirituale sul mio "fratello". Lasciai il convento e trovai una casa e un lavoro lì vicino, pur rimanendo suora. Lui chiese di venirmi a trovare, per me era un onore. Una volta a casa prese ad abbracciarmi e baciarmi anche se gli dicevo di no. Poi mi ha violentata. Avevo 30 anni ma non avevo mai avuto esperienze.

Ero incapace di difendermi. È successo per molto tempo. Ero in uno stato di "dissociazione", non avevo la forza mentale di denunciare, di fermarlo. Glielo dicevo ma non bastava. Non avevo abbastanza forza, non abbastanza rabbia. Mi fidavo e sono stata soggiogata. Tornava a trovarmi e ogni volta giurava che era l' ultima».

 

Per quanto tempo ci sono stati rapporti sessuali?

CLAIRE MAXIMOVA CLAIRE MAXIMOVA

«Non erano rapporti sessuali. Era stupro. Veniva a trovarmi due volte al mese. Continuava a essere la mia guida spirituale. Però a volte si trasformava».

 

Come ne è uscita?

«È stato inviato in Canada, non per punizione ma come parte del suo percorso. Da là mi inviava lettere infuocate».

 

Alla fine ne ha parlato?

«Sì. Il suo superiore non era affatto choccato. Riconobbe che la violenza era un fatto grave, ma disse che un fratello può commettere un fatto grave e comunque avere delle responsabilità dentro l'ordine. Gli abusatori sono coperti dalle gerarchie ecclesiastiche. Il mio fa ancora il prete in Québec».

 

CLAIRE MAXIMOVA CLAIRE MAXIMOVA

Come si risolve il problema?

«Dando spazio alle donne nella Chiesa. Parlo di tutte le decisioni rilevanti, anche a livello locale».

 

Papa Francesco lo farà?

«Le sembro la persona giusta per capire cosa c' è nella mente di un uomo?».

 

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