LORY DEL SANTO RACCONTA IL GIORNO IN CUI MORI’ IL FIGLIO CONOR (VIDEO): “QUEL GIORNO ERIC CLAPTON STAVA TORNANDO A CASA. TUTTI E TRE POI SAREMMO DOVUTI ANDARE AL PARCO - SE FOSSE STATA COLPA MIA NON CE L’AVREI FATTA A SUPERARE LA TRAGEDIA. LUI REAGI' COSI'...''

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Lory Del Santo e la morte del figlio Conor

 

Da http://www.liberoquotidiano.it

 

ERIC CLAPTON - LORY DEL SANTO E IL FIGLIO CONOR ERIC CLAPTON - LORY DEL SANTO E IL FIGLIO CONOR

Era il 1991 quando Conor, figlio di Lory Del Santo ed Eric Clapton, morì cadendo dalla finestra di un grattacielo a New York. Lory Del Santo ne parla ancora una volta da Barbara D'Urso a Domenica Live, raccontando tutti i dettagli, anche quelli più inquietanti. Inizia parlando della sua storia d'amore col musicista. "Eric mi ha dato tante emozioni, mi ha fatto anche soffrire, lui era instabile e avevo paura di sbagliare stavo attenta a come mi comportavo", racconta.

 

"Vorrei però sottolineare che non sono rimasta incinta a caso, mi ha accompagnato lui dal medico per farmi togliere la protezione per avere un figlio. Era pieno di emozioni ma non sapeva come gestire tutto quanto". "Ero così felice quando ho saputo di aspettare Conor", prosegue la showgirl, che poi ha avuto altri due figli, "non mi interessava niente, né la casa né i soldi”.

 

ERIC CLAPTON E IL FIGLIO CONOR ERIC CLAPTON E IL FIGLIO CONOR

Dalla D'Urso, Lory riapre la vecchia ferita. Quel giorno Clapton stava per arrivare a casa. Tutti e tre poi sarebbero dovuti andare al parco. "Se fosse stata colpa mia non ce l’avrei fatta a superare questa tragedia. Lui era lì e la sua reazione è stata sedersi e stare in silenzio. Quando siamo rientrati a Londra con il bambino non vivente, stavamo aspettando il funerale ed è arrivato il postino con una lettera rossa", ha confidato.

 

Infine la Del Santo fa una rivelazione sconcertante: "Io l’avevo scordato ma Conor gli aveva scritto una lettera a New York con scritto I love you e gliela aveva mandata a Londra. Io sono rimasta pietrificata, era l’ultimo messaggio che lui voleva dare, il più bello”.

 

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