LUI E' TORNATO! "CAMERATA TODINI, PRESENTE", A SASSARI SALUTO ROMANO AL FUNERALE DEL PROFESSORE DI DIRITTO: POLEMICHE - LA CONSIGLIERA COMUNALE DEL CENTROSINISTRA: “SENZA VERGOGNA. FASCISTI SDOGANATI…” - INDAGATO SOTTOUFFICIALE DELLA GUARDIA COSTIERA: AVEVA POSTATO  FOTO DI MUSSOLINI E HITLER SU FACEBOOK. LUI SI DIFENDE - VIDEO

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Saluto romano al funerale di Gianpiero Todini, docente di Diritto italiano all'università di Sassari: in queste immagini i "camerati" schierati per dare l'ultimo saluto al professore, alzano il braccio destro e rispondendo con il grido "Presente" al richiamo "Camerata Giampiero Todini".
 
La scena si ripete per tre volte davanti al feretro sul sagrato della chiesa di San Giuseppe dove sono state celebrate le esequie sabato 1 settembre. Il video è stato pubblicato su Facebook da una consigliera comunale del centrosinistra di Sassari, Lella Careddu, che ha aggiunto al post un suo commento: "Nella nostra città, sul sagrato di una chiesa, senza vergogna. Fascisti sdoganati. Poi dite che son fissata". Todini era stato insignito dall'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga dell'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica ed era anche diventato Commendatore.
 

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2. POSTA FOTO DI MUSSOLINI E HITLER: INDAGATO SOTTOUFFICIALE DELLA GUARDA COSTIERA
Franco Grilli per il Giornale
 

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Un sottoufficiale della Guardia Costiera italiana ha postato su Facebook foto di Mussolini e Hitler e ora è indagato per apologia di fascismo. Ad aprire il fascicolo la Procura di Lecce, che ha messo nel mirino il militare per le condivisioni "politiche" sul social network, molte delle quali inneggianti al Ventennio fascista. Stando a quanto scrive La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha raccontato per prima la vicenda, l’inchiesta è partita in seguito all’esposto di una volontaria di un’associazione che si occupa dell’accoglienza dei migranti.
 
La donna, a quanto emerge, sarebbe stata testimone di uno sbarco – coordinato appunto dal compartimento marittimo di Gallipoli – durante il quale l’uomo avrebbe trattato in malo modo proprio gli attivisti dalla onlus. Allora l’ha cercato su Facebook e ne ha visitato il profilo, scoprendo foto e messaggi nostalgici del Ventennio. Il sottoufficiale, che è già stato ascoltato in Procura, si è difeso dalle accuse sostenendo di essere stato preso di mira, essendo vittima di un falso profilo. Spetta ora agli inquirenti, con il supporto della polizia postale, appurare la verità.

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