MAZZETTE DO BRASIL! INQUISITO IL PRESIDENTE TEMER CHE NON SI DIMETTE – ANCHE IL SUO ALLEATO AECIO NEVES NEI GUAI - MIGLIAIA DI CITTADINI IN PIAZZA. LA BORSA CROLLA - DALL' ACCOUNT TWITTER UFFICIALE DELLA SERIE AMERICANA "HOUSE OF CARDS" IERI HANNO PUBBLICATO UN LACONICO MESSAGGIO: "NON CE LA FACCIAMO A COMPETERE CON VOI" - - - -

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Emiliano Guanella per la Stampa

 

"Non do le dimissioni, non ho nulla da che nascondere, sarà la Corte Suprema a decidere sull' inchiesta in corso». Il presidente brasiliano Michel Temer decide di restare in sella, nonostante intorno lui si stia creando il vuoto e le denunce siano sempre più chiare contro il suo operato. Solo contro tutti, in un Paese sconvolto dall' impatto degli scandali.

 

È tale il caos, e la trama degli intrighi scoperti dagli inquirenti della Lavajato, che dall' account twitter ufficiale della serie americana «House of Cards» ieri hanno pubblicato un laconico messaggio «Nao da para competir», non ce la facciamo a competere con voi.

 

Dalla finzione alla realtà i brasiliani sono stati informati dalla televisione della «donazione» di 150.000 euro a settimana che Michel Temer ha organizzato da due mesi a favore del politico più odiato del Paese, l' ex presidente della Camera Eduardo Cunha, condannato in direttissima a 15 anni di reclusione, dopo che gli sono stati scoperti conti miliardari in Svizzera e altri paradisi fiscali.

 

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Corruzione allo stato puro, scene da film con cimici nella giacca a doppiogiochisti un po' ovunque. Riunito con il proprietario della seconda maggiore industria agroalimentare del mondo, la Jbs (la stessa dello scandalo della carne adulterata), Temer comprava così il silenzio di Cunha, depositario di segreti che potrebbero farlo crollare. Non sapeva che l' imprenditore Wessley Batista stava registrando tutto su indicazione degli inquirenti con cui aveva stretto un accordo di collaborazione per evitare la prigione. Stessa sorte con Aecio Neves, l' ex candidato presidenziale sconfitto da Dilma Rousseff, presidente del partito di centrodestra Psdb. Qui, in realtà, siamo più allo stile gangster. A Batista Aecio ha chiesto l' equivalente di 550.000 euro che sarebbero serviti per organizzare la sua difesa nell' inchiesta aperta presso la Corte Suprema. «Usiamo come postino - ha detto - uno che preferisce morire invece che parlare alla polizia!». Qui gli inquirenti sono andati oltre, hanno messo un chip gps nella valigia piena di banconote per localizzare tutto il suo percorso, scoprendo che è finita di una ditta di proprietà di un senatore di Minas Gerais, stretto collaboratore di Aecio. Ieri sono scattate le manette per sua sorella mentre lui è stato allontanato dall' incarico in attesa della decisione sulla revoca dell' immunità.

MARCELA TEDESCHI E TEMER MARCELA TEDESCHI E TEMER

 

Il terremoto ha colpito l' economia, la Borsa di San Paolo ha dovuto sospendere le operazioni per eccessi di ribasso, la moneta locale ha perso più del 10% sul dollaro. L' incertezza, ora, regna sovrana. In caso di rinuncia o impeachment di Temer la Costituzione prevede che il potere passi al presidente della Camera Rodrigo Maia, anche lui inquisito nella Lavajato, che ha l' incarico di convocare entro 30 giorni l' elezione parlamentare del nuovo Capo di Stato che dovrebbe traghettare il Paese fino alle prossime presidenziali a fine 2018.

 

Il Brasile è una Repubblica presidenziale e questa sarebbe una forma eccezionale di mandato che non viene direttamente dal popolo; una strada molto rischiosa visto che la metà almeno dei parlamentari sono inquisiti e considerando che la Lavajato ha tutta l' aria di poter continuare a fare vittime. La gente in piazza ieri ha rispolverato il vecchio slogan «Diretas Jà», che venne usato alla fine della dittatura per chiedere il ritorno al voto democratico. Se si andasse alle urne nei prossimi mesi Lula da Silva sarebbe, nonostante i suoi guai giudiziari, uno dei candidati più forti assieme al sindaco di San Paolo Doria, all' ecologista Marina Silva e a qualche outsider come il popolare presentatore televisivo della Rede Globo Luciano Huck, che da mesi si dice desideroso di scendere in campo.

 

aecio neves aecio neves

Ad eccezione di Lula, sarebbe un' elezione senza i grandi nomi dei tradizionali partiti, un voto segnato dal ritmo incalzante della «Mani Pulite brasiliana». C' è poi il delicato capitolo delle riforme, soprattutto quello della previdenza, cavallo di battaglia del governo Temer. Le casse della previdenza hanno un buco colossale, si vuole introdurre un' età minima per andare in pensione, ma la riforma ha una grandissima resistenza tra la popolazione. Il futuro, insomma, è pieno di insidie per il gigante sudamericano e nessuno sa cosa potrà succedere, con le inchieste in corso, nei prossimi mesi.

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