LA MORTE CORRE SUI SOCIAL – MOMO, LA NUOVA SFIDA IN STILE ‘BLUE WHALE’, HA FATTO LE SUE PRIME VITTIME: UNA RAGAZZINA DI 12 ANNI E UN 16ENNE SI SAREBBERO SUICIDATI IN COLOMBIA – LA POLIZIA HA RITROVATO SUI LORO TELEFONI UNA SERIE DI MESSAGGI RICONDUCIBILI A ‘MOMO’: L’ACCOUNT SU WHATSAPP INVIA MINACCE E FOTO VIOLENTE E LANCIA UNA SERIE DI SFIDE CHE TERMINANO CON LA RICHIESTA DI SUICIDIO DEL GIOCATORE

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Da "www.notizie.it"

 

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In Colombia sono stati trovati i corpi di una coppia di minori, che si sono uccisi a distanza di due giorni l’una dall’altro. Gli investigatori hanno scoperto che sugli smartphone dei due ragazzini c’erano dei messaggi inviati dall’account Momo, il gioco che si sta diffondendo su WhatsApp e che terminerebbe con la richiesta di suicidio delle vittime. La macabra sfida social sembra essere l’erede del Blue Whale.

 

Momo provoca due vittime

Una ragazzina di 12 anni e un ragazzo di 16 anni si sarebbero uccisi dopo aver giocato alla “sfida suicida” Momo, condivisa su WhatsApp. Le morti sarebbero avvenute a 48 ore l’una dall’altra a Barbosa, nella zona nord-occidentale della Colombia, a Santander.

 

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I media locali, che non hanno diffuso le generalità dei minori, riferiscono che il cadavere del 16enne è stato trovato per primo. Le autorità si dicono convinte del fatto che il ragazzo conoscesse la 12enne, trovata impiccata dai parenti.

 

Il gioco, se così si può definire, consisterebbe nell’aggiungere al proprio account il numero di telefono di “Momo”, che utilizza come immagine del profilo quello che in apparenza può sembrare un volto terrificante ma che in realtà non è altro che una scultura creata da una società giapponese di effetti speciali.

 

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A quel punto, l’account Momo lancia una serie di sfide che terminano con la richiesta del suicidio del giocatore. Sembra che l’account Momo invi tramite WhatsApp anche foto violente alla vittima nonché minacce se questa si rifiuta di seguire gli ordini del gioco. Si ritiene che il gioco sia nato da un gruppo su Facebook e che ora si stia diffondendo attraverso l’app di messaggistica istantanea.

 

L’erede del Blue Whale

La polizia colombiana sospetta che i due ragazzi trovati morti possano essere state vittime del gioco social perché, una volta sequestrati i loro smartphone, hanno trovato diversi messaggi riconducibili a Momo. Anche il governo non sembra avere dubbi in merito. Il segretario di Stato Janier Landono ha dichiarato infatti: “Apparentemente, hanno praticato questo gioco via WhatsApp e hanno convinto questi giovani a farsi del male”.

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Si sospetta che i criminali dietro all’account Momo approfittano del gioco non solo per incitare al suicidio o alla violenza ma anche per rubare informazioni personali, perpetrare atti di bullismo e molestie nonché causare disturbi psicologici e fisici, tra cui ansia, depressione e insonnia.

 

Quelle dei due ragazzi sono le prime morti legate alla sfida social in Colombia. Sembra però che Momo si stia diffondendo in tutto il Sud America, poiché la polizia postale del luogo avrebbe scovato diversi account collegati a numeri di telefono situati in Colombia e in Messico. Anche per questo le autorità stanno lavorando con le scuole affinché i giovani siano messi in guardia.

 

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Momo è stato paragonato al Blue Whale, un altro “gioco” social pericoloso che avrebbe causato tra gli adolescenti oltre cento morti in Russia. Il gioco consisteva nel seguire le 50 folli regole della “Balena Blu”, che culminavano anche in quel caso con la richiesta di suicidio. Per arrivare a questo, i giocatori erano costretti ad atti di autolesionismo e a vere e proprie torture, visto che tra le richieste c’era anche quella di non dormire.

 

 

 

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