A NOVARA UN CAMERIERE DI 22 ANNI SERVE UNA FETTA DI TORTA A UN CLIENTE CHE NON GRADISCE E INIZIA A INVEIRE: “NON E’ QUELLO CHE VOLEVO” - IL PERSONALE LO ACCONTENTA E GLI PORTA UN ALTRO DOLCE MA L’UOMO CONTINUA A PROVOCARE, FINO A QUANDO INVITA IL VENTIDUENNE A USCIRE DAL LOCALE - UNA VOLTA FUORI LO AFFERRA PER LA MAGLIETTA E LO PRENDE A PUGNI

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Marco Benvenuti per https://www.lastampa.it

 

Rimproverato sul posto di lavoro, invitato a uscire per chiarire, infine brutalmente aggredito tanto da dover andare al pronto soccorso per farsi medicare. Tutto per una fetta di torta non gradita dal cliente del ristorante. Serata da incubo per un giovane di 22 anni residente a Ghislarengo, cameriere in un ristorante di via Sella a Fara Novarese da un anno.

 

RISSA AL RISTORANTE RISSA AL RISTORANTE

E’ alla sua prima esperienza, molto apprezzato in paese, ma ora ha paura di rientrare al lavoro: «Ho preso un bello spavento. Non vorrei ritrovarmelo davanti». Il padre del ragazzo, l’architetto Andrea Barbero, aggiunge: «Fortunatamente non ha subito lesioni gravi ma è gravissimo il danno biologico: è inammissibile che una persona sia aggredita mentre svolge il proprio lavoro e che, pur avendo un’occupazione stabile in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, abbia paura a ritornarci».

 

«STAI ATTENTO» POI I PUGNI

L’episodio è del 5 febbraio, già denunciato ai carabinieri di Fara: la stazione è di fronte al locale. Il giovane cameriere serve una fetta di torta all’avventore che non gradisce e inizia a fare questioni: «Non è quello che volevo». Il personale, impegnato a servire anche altri tavoli, è disposto a portare un altro dolce pur di sedare gli animi. Il cliente continua a provocare, arrabbiato: «Stai attento, ragazzino». E ancora: «La ragione è dei fessi». Poi invita il ventiduenne a uscire.

 

RISSA AL RISTORANTE RISSA AL RISTORANTE

«Pensavo a una soluzione pacifica della cosa, che volesse solo chiarire – racconta la vittima - così l’ho seguito. Invece, davanti al locale, mi ha afferrato per la maglietta e sferrato un pugno allo zigomo. Ho perso l’equilibrio, sono caduto e, una volta a terra, mi ha tirato un secondo pugno in viso».

 

UN OCCHIO TUMEFATTO

In aiuto del cameriere intervengono altri dipendenti e clienti: lo soccorrono e lo accompagnano in cucina, per nasconderlo alla vista dell’aggressore. Pare che quest’ultimo girasse ancora fuori con fare minaccioso, dicendo che andava a prendere un coltello. Poi il ragazzo è stato accompagnato al pronto soccorso da un collega.

 

Ora è a casa in malattia, con un occhio tumefatto. Ancora il padre: «La cronaca è fatta di episodi ben più gravi e deprecabili di questo. Ma è inconcepibile, inammissibile che in una società civile un giovane lavoratore perda il posto per timore di recarsi al lavoro o che l’evento possa ripetersi per ritorsione». I carabinieri indagano. L’identificazione del responsabile, un uomo tra i 50 e i 60 anni, non dovrebbe essere difficile: è un volto conosciuto, è già passato altre volte al ristorante.

 

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