PAZZO, PATRIOTA O SOLTANTO SARDO? – DODDORE MELONI, L’ULTIMO INDIPENDENTISTA, NON MANGIA DA 50 GIORNI – E’ IN GALERA PER EVASIONE FISCALE, MA NEL 2008 VOLEVA LA SARDEGNA INDIPENDENTE ED AVEVA OCCUPATO L’ISOLA DI MALDIVENTRE

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Nicola Pinna per la Stampa

 

Doddore Meloni Doddore Meloni

Il palazzo del governo era una specie di accampamento, senza i soliti comfort presidenziali. Tre o quattro borse frigo per le scorte di viveri e un grande telo scuro per assicurare un po' d' ombra almeno all' ora di punta. Era agosto e l' isola di Maldiventre strapiena di turisti. Doddore Meloni arrivò di mattina, in una giornata stranamente senza vento: sbarcò da un gommone rosso e prima di pronunciare il prevedibile discorso ufficiale (in sardo, naturalmente) si arrampicò sulla roccia più alta dell' isola per issare una grande bandiera rossa e blu.

 

Cerimoniale senza inni ma con molta enfasi. Era il 28 agosto del 2008 e quella, nella sua idea di Sardegna indipendente, doveva essere una giornata di festa: l' inizio di una storia nuova, la fine di quella che in tanti da queste parti hanno sempre considerato una lunga e ingiusta dominazione.

 

IL PROGETTO

Doddore Meloni1 Doddore Meloni1

La libera repubblica sull' isola deserta, con tanto di ministri, richieste di residenza e moneta locale, era solo il primo tassello di un progetto molto più grande e che Doddore Meloni contava di realizzare in pochi anni. Si mostrava sempre ottimista e solo a notte fonda cedeva allo sconforto: «Non mollerò mai, ma sono sicuro che farò la fine dell' indipendentista irlandese Bobby Sands, morto in carcere dopo un lunghissimo sciopero della fame».

 

Nove anni dopo, quella confessione ha tutti i contorni di un' incredibile profezia. Doddore Meloni è il più irriducibile degli indipendentisti sardi, ha passato i suoi 74 anni a immaginare la terra dei nuraghi ancora più lontana da Roma e in questi giorni combatte la battaglia più grande di tutte: quella per la vita. La fa con il solito coraggio, disposto persino ad accettare che questa possa essere l' ultima sfida. È in carcere da 50 giorni e da 50 giorni fa lo sciopero della fame.

 

Doddore Meloni2 Doddore Meloni2

Ha ricominciato a bere, ma quel corpo da gigante sembra gravemente fiaccato. «Le sfide della vita non si possono lasciare a metà - ha detto ieri al suo avvocato - Solo così si possono ottenere grandi risultati, so benissimo qual è il rischio che sto correndo in queste ore».

 

Doddore Meloni, in realtà, è uno che è già morto e risorto. Il sogno di liberare la Sardegna dalla «colonizzazione italiana» si era infranto per la prima volta all' inizio degli anni Ottanta. Il colpo di stato sardo era quasi pronto e la nazione che gli indipendentisti avevano progettato avrebbe avuto anche l' appoggio di un certo Mu' ammar Gheddafi, che allora era il primo ministro della Libia.

 

Doddore Meloni Bobby Sands Doddore Meloni Bobby Sands

Doddore Meloni finì in carcere e ci restò per nove anni: unico italiano condannato per cospirazione contro lo Stato. «Mi hanno tenuto 33 giorni in un reparto dell' ospedale di Nuoro con gli aghi sulle braccia, per costringermi a confessare chissà cosa. Se non mi avessero messo le manette, la nostra nazione esisterebbe dal 1982. Io, comunque, ci credo ancora».

 

E lo ha dimostrato. A 65 anni, l' instancabile patriota ha occupato l' isola di Maldiventre e al largo della costa occidentale della Sardegna ha provato a costruire un pezzetto del tanto sognato stato dei quattro mori. Ma la sua repubblica è stata affondata dai blitz della polizia e per lui sono iniziati i guai. «Da quel momento - denuncia l' avvocato Cristina Puddu - ha affrontato 24 procedimenti penali. Ma non è tutto, perché anche la figlia, la moglie, il fratello, il nipote, il cognato e molti dei militanti del suo movimento sono stati coinvolti dalle inchieste. Non è una persecuzione giudiziaria questa?».

 

isola maldiventre isola maldiventre

IN CARCERE

Nel nome dell' irremovibile ideale secessionista, Doddore Meloni ha organizzato proteste, occupazioni e persino una lista per conquistare la Regione. Da aprile è finito in carcere per scontare due condanne definitive: 3 anni per evasione fiscale, un anno e otto mesi per falso nella richiesta (respinta) di gratuito patrocinio legale.

 

«Chiediamo che possa scontare ai domiciliari la pena - invoca la figlia Francesca, che venerdì mattina si è incatenata all' ingresso del tribunale di Cagliari - Ha perso 30 chili ed è in condizioni gravissime. Non scapperà, avrebbe potuto farlo prima. È un uomo leale, non si sottrarrà alla sfida con la giustizia italiana».

 

 

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