PIU' CHE ECCITATE, RECITATE - SAPEVATE CHE IL 20% DELLE DONNE NON HA MAI RAGGIUNTO L'ORGASMO? SI CHIAMA ANORGASMIA, IL SESSO PIACE MA NON SI RAGGIUNGE MAI IL CLIMAX E ALLORA E’ MEGLIO FINGERE - LE TESTIMONIANZE DI ALCUNE RAGAZZE

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Da Letteradonna.it

 

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Su social network e blog si leggono di continuo frasi del tipo «It’s not about the destination. It’s about the journey». Conta il viaggio, non la meta. L’esperienza e non l’arrivo. Da adesso in poi, tenetele a mente, perché predicano una regola che andrebbe applicata anche al sesso. Soprattutto se siete donne. Un certo tipo di tradizione, che non si può non definire maschio-centrica, ha creato un’immagine del rapporto come finalizzato solamente all’orgasmo. Di norma maschile: lo si vede nei porno, nei film romantici, lo si vive nelle relazioni di coppia in cui magari, a letto, non si osa ancora chiedere di più.

 

Eppure la sessualità femminile è un po’ più complessa di così, e molti punti sul piacere delle donne sono ancora oscuri. Alle dirette interessate in primis. Il sito americano Bustle ha dedicato un lungo articolo alla vita oltre l’orgasmo, cioè alle storie di quelle ragazze che non ne hanno mai provato uno, ma che continuano ad amare il sesso. Perché anche senza il primo, può benissimo esserci il secondo.

 

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Sarà capitato a tutte, durante il sesso, di non aver provato il picco massimo del piacere. A volte è inesperienza, a volte poca conoscenza del proprio corpo e di chi ci sta vicino. Può succedere, insomma, che non arrivi perché nessuno dei due sa bene dove mettere le mani. Quando invece si tratta della regola e non dell’eccezione, si parla di anorgasmia. Una situazione più comune di quello che si pensa, anche se non se ne sente discutere spesso. Ma in un mondo in cui il 65% delle donne si imbarazza a pronunciare la parola ‘vagina’ non dovrebbe stupirci più di tanto.

 

Nel suo libro She-Ology: The Definitive Guide to Women's Intimate Health, la dottoressa Sherry Rossa rivela che circa il 20% della popolazione femminile non ha mai raggiunto l'orgasmo. E non c'è niente di cui vergognarsi. Può dipendere dal partner, e le cose possono cambiare una volta che si è cambiata la dolce metà, ma a volte è una condizione che dura tutta una vita. Nancy, 30 anni, ha raccontato a Bustle che con la maturità sessuale ha capito che non c'era niente di sbagliato in lei, anche se nel sesso non ha mai contemplato il pacchetto completo.

 

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Questo non significa che non si goda il momento, e tutto quello che ci sta attorno: «Ci sono parti dell'esperienza che mi piacciono molto. Mi piace sentirmi desiderata, far star bene il mio compagno e l'intimità che si crea. Direi che appezzo il sesso per gli stessi motivi delle altre persone, pur non sentendo un'attrazione classica a livello fisico».

 

Se Nancy sembra aver fatto pace con se stessa e si dichiara felicemente asessuale, non per tutte convivere con l'anorgasmia è così facile. Il rischio è quello di convincersi di avere qualcosa di sbagliato, di essere in qualche modo difettose. E di non saper gestire le pressioni che vengono da chi ci sta vicino: soprattutto se si è in una coppia stabile. La storia di Sarah, in questo senso, è emblematica. Con uno dei suoi primi fidanzati, la mancanza di orgasmi era diventato un problema. Più per lui che per lei: «Lo infastidiva che durante il sesso non provassi mai niente.

 

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Abbiamo litigato moltissime volte a riguardo». Chi non conosce la situazione si sente in difetto, vedendo la propria virilità messa in discussione. E reagisce nel modo sbagliato. «Mi faceva sentire come se fossi sbagliata. Aveva avuto molte altre ragazze prima di me e mi ripeteva che non aveva mai avuto questo tipo di problema», continua Sarah.

 

Altre volte la condanna viene da dentro e porta a ossessionarsi sul perché la propria vita sessuale sia così diversa da quella delle altre persone. Una pressione psicologica di cui ci si carica senza rendersene conto. Su Bustle c'è anche la storia di Laura, 29enne che non vuole rinunciare alla ricerca dell'orgasmo. «Penso che ci sia qualcosa in me, magari a livello fisico, che rende difficile la cosa. Ma credo di poter allenare la mia capacità di raggiungerlo, sviluppando un giusto metodo», ha dichiarato. Molte cercano risposte in terapisti e sessuologi. Provano a usare vibratori e tentano la sorte masturbandosi. Tutti tentativi che però possono risultare molto frustranti.

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Così, quando si è a letto con qualcuno che ci piace per la prima volta, sembra impensabile dovergli dire che probabilmente, per quanti sforzi faccia, non assisterà mai a una scena alla Harry ti presento Sally. A meno che, come insegna Meg Ryan, non si decida di fingere. Perché a volte sembra l'unico modo di far capire al partner quanto ci si senta coinvolte durante il rapporto, anche se l'orgasmo non arriva.

 

E questa infatti è la strada scelta da Nancy: «Non è l'ideale, ma a essere onesti viviamo in un mondo in cui sembra essere uno dei modi più efficaci di comunicare all'altro 'mi piaci tu e mi piace moltissimo quello che stai facendo». Senza sospiri, grida e tutto il resto, nessuno viene rassicurato per davvero. Certo, ha i suoi rischi. Come fa notare la sex coach Amy Levine: «Per quanto possa essere imbarazzante parlarne apertamente, pensate a come debba essere dover fingere tutta una vita». In effetti, un impegnativo circolo vizioso.

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