"TOCCAMI, TOCCAMI, STO MORENDO DALLA VOGLIA DI..." – UN BUROCRATE DELLA REGIONE SICILIA DENUNCIATO PER VIOLENZA SESSUALE DA UNA DIPENDENTE DELL’ASSESSORATO ALLE INFRASTRUTTURE – L’UOMO, DOPO AVER BLOCCATO LA DONNA CONTRO LA PORTA E POI DIETRO LA SCRIVANIA, LE AVREBBE AFFERRATO LA MANO DESTRA PER PORTARLA…

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Riccardo Lo Verso per m.livesicilia.it

 

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 “Violenza sessuale”, il reato ipotizzato è pesantissimo. Il luogo dove sarebbe stato consumato è l'assessorato regionale alle Infrastrutture. Dopo mesi di silenzio l'avviso di conclusione delle indagini svela i particolari della storia.

 

Sotto accusa c'è un burocrate, fino a pochi mesi fa al lavoro nella segreteria dell'ex assessore Giovanni Pistorio, che avrebbe “costretto con violenza” una dipendente “a compiere e subire atti sessuali”.

 

Un reato aggravato per due motivi. Primo, perché avrebbe approfittato del fatto che nessuno sarebbe potuto entrato nella stanza a cui si accedeva solo aprendo la porta elettricamente dall'interno. Secondo, perché l'indagato avrebbe abusato delle “sue relazioni di ufficio con la persona offesa”.

 

Abusato per fare cosa? Così si legge nell'avviso di conclusione delle indagini: “Bloccando fisicamente la persona offesa contro la porta e poi dietro la scrivania, afferrandole la mano destra nel tentativo di portarla sui propri organi genitali”. Nel frattempo le diceva: “Toccami, toccami, sto morendo dalla voglia...”. Infine, si sarebbe masturbato trattenendo la donna per la mano.

colleghi di ufficio colleghi di ufficio

 

Nel febbraio del 2016, su mandato dei procuratori aggiunti Salvatore De Luca ed Ennio Petrigni e dei pubblici ministeri Francesca Dessì e Ilaria De Somma, i poliziotti della Digos eseguirono una “ricognizione dei luoghi” nell'assessorato di via Leonardo da Vinci.

 

Il racconto della donna era dettagliato. Sotto inchiesta è finito un personaggio già noto alle cronache giudiziarie. Qualche mese dopo la presunta violenza l'ex consulente regionale è stato coinvolto in un'inchiesta per corruzione della Procura di Palermo. Una storia, nel suo caso, di richieste di favori per assecondare le esigenze di alcuni amici. Una questone di potere e non di soldi.

 

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