C’È UN TERRORISTA CHE CRESCE IN ME – AL QAEDA USAVA UN EX DIPENDENTE DELL'AZIENDA DELL'EX MARITO DI ANNA OXA PER RECLUTARE JIHADISTI - IL SUO ARRESTO FECE DEFLAGRARE ANCHE LA POLEMICA SUI…

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Stefano Piazza per “Libero Quotidiano”

 

UMIT YUCE UMIT YUCE

Qualche giorno fa lo svizzero-turco Ümit Yuce, 34 anni, ha visto infrangersi davanti alla camera dei ricorsi del Tribunale penale federale svizzero (TPF), le speranze di lasciarsi per sempre alle spalle la vicenda che lo vide condannato a due anni e mezzo di reclusione, di cui sei mesi da scontare, per aver fatto propaganda jihadista in Svizzera e all' estero per Al Qaeda e il Fronte al-Nusra.

 

Durante il processo terminato lo scorso agosto presso il Tribunale Federale di Bellinzona Ümit Yuce ammise di aver fatto proselitismo per l' islam radicale anche con cittadini italiani come emerso nelle carte processuali, e di essersi adoperato come reclutatore di combattenti.

 

'EX MARITO DI ANNA OXA MARCO SANSONETTI 'EX MARITO DI ANNA OXA MARCO SANSONETTI

Lui stesso avrebbe facilitato anche il viaggio di due persone andate a combattere; "Io volevo farli andare in Siria a combattere Assad, e non per lo Stato islamico".

 

Tra le sue dichiarazioni la più raggelante: "Onestamente, non ho mai obbligato nessuno ad abbracciare le mie idee. Mi sono limitato a veicolarle e trasmetterle".

 

Durante tutta la vicenda, la carcerazione preventiva e la presenza in aula, si potuta notare la compostezza e il distacco anche davanti alla richiesta di risarcimento dei danni (centomila franchi svizzeri).

 

Il processo che venne celebrato con la forma del rito abbreviato (nessuno ha mai capito il perché), durò solo 52 minuti durante i quali Ümit Yuce rispose a tutte le domande del procuratore federale Sergio Mastroianni.

ARGO 1 SECURITY ARGO 1 SECURITY

 

Vista la carcerazione preventiva trascorsa in carcere dopo qualche giorno dalla lettura della sentenza, l' imputato salutò tutti per tornarsene nella sua abitazione.

 

All' epoca dei fatti, Yuce era impiegato come agente di sicurezza presso la ARGO 1 sa di Cadenazzo (Canton Ticino). L' azienda che oggi è stata dichiarata fallita, aveva come responsabile operativo Marco Sansonetti, fra l' altro ex marito della cantante Anna Oxa dal 2006 al 2009).

 

sanremo tanga anna oxa sanremo tanga anna oxa

L' arresto di Ümit Yuce fece deflagare anche la polemica politica in merito ai mandati diretti (3 milioni di franchi svizzeri) concessi con una di serie di leggerezze tecnico-amministrative da Guiness dei primati dal Dipartimento della Socialità e Sanità (DSS) alla ARGO 1 diretta all' epoca da Sansonetti che era attiva in alcuni centri richiedenti asilo del Cantone Ticino vedi Camorino e Peccia.

 

L' ex marito della cantante italiana venne anche arrestato il 23 Febbraio del 2017 con le accuse di usura, sequestro di persona, atti di violenza nei confronti di almeno un richiedente l' asilo e varie infrazioni nel pagamento degli stipendi.

 

Recentemente Marco Sansonetti che ha trascorso diversi mesi di carcere preventivo, ha pubblicato un video dove si è sfogato: "Sono stanco di non aver ricevuto alcun aggiornamento dal Pm. Se per la procuratrice la mia vita è pari a zero, per me la mia vita è tutto". L' indagine che lo riguarda dura da 15 mesi e nessuno sa quanto tempo ancora necessiti alla Procura per accertare i fatti.

ARGO 1 SICUREZZA ARGO 1 SICUREZZA

 

Tornando alle attività di proselitismo dello svizzero-turco, Yuce venne arrestato in una maxi operazione il 17 Febbraio del 2017 nella quale vennero impiegati 100 agenti, ora si interessano e molto anche le autorità italiane che hanno richiesto con successo, l' assistenza giudiziaria alla Svizzera.

 

Gli inquirenti italiani vogliono saperne di più sulle frequentazioni e sulle attività di Yuce in Italia, nello specifico quelle intercorse tra Como e Reggio Emilia dove era in contatto (tra il 2014 e il 2017) con l' islamista italiano Luca Aleotti - autonominatosi la Spada di Allah.

 

valerio scanu anna oxa tale quale show valerio scanu anna oxa tale quale show

Di Yuce si trovavano tracce nell' ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Milano il 19/04/2016 a carico di Mohamed Koraichi e di sua moglie Alice Brignoli (fuggiti in Siria con i tre figli minori). L' accusa fu di «associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell' ordine democratico».

 

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