SE QUESTO E' UN PADRE - A OSTIA, UN 33ENNE LASCIA IL FIGLIO DI TRE ANNI CHIUSO IN AUTO, PER TRE ORE, PER ANDARE A GIOCARE ALLE SLOT - IL PICCOLO E’ STATO SALVATO DA MORTE CERTA DAI CARABINIERI - L’UOMO E’ STATO ARRESTATO PER ABBANDONO DI MINORE

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Edoardo Izzo per “la Stampa”

 

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Batteva i denti e tremava dal freddo. Il papà lo aveva lasciato chiuso in auto quasi tre ore, nel cuore della notte, con la temperatura sottozero. Ma il bambino ha avuto la forza e l' intelligenza prima di attirare l' attenzione di un passante e poi di seguire le istruzioni degli uomini dell' Arma per riuscire ad aprire dall' interno la vettura e farsi salvare, un' impresa non facile per un piccolo di tre anni terrorizzato e intirizzito.

 

Tragedia sfiorata la scorsa notte a Ostia, la località di mare nel quadrante sud di Roma, dove P. A., un uomo di 33 anni, ha abbandonato in auto al gelo il figlio per andare a giocare in una sala slot. Per fortuna il piccolo è stato salvato dai carabinieri prima che andasse in ipotermia e il padre, un' elettricista originario di Vibo Valentia e con qualche precedente alle spalle (furto e spaccio), è stato arrestato per abbandono di minore.

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I carabinieri della compagnia di Ostia - guidati dal capitano Paolo Del Giacomo - lo hanno rintracciato, tra le 3 e le 4 di ieri mattina, mentre giocava a videopoker all' interno di una sala distante un centinaio di metri dal punto in cui aveva parcheggiato la sua macchina, una Ford.

 

Quando i carabinieri hanno chiesto di chi fosse l' auto col bimbo dentro non ha risposto, solamente in un secondo momento quando i militari dell' Arma non trovando nessuno sono rientrati nel locale ha detto: Sono io, qual è il problema?. A dare l' allarme è stato un passante che ha notato il bambino, tremante per il freddo e che cercava di attirare l'attenzione, all' interno del veicolo. L'uomo lo ha visto e ha fermato una pattuglia dei carabinieri in transito.

 

I militari hanno indicato al bimbo come aprire la portiera della macchina e poi hanno contattato il 118. Prima dell' arrivo degli infermieri un carabiniere ha coperto il piccolo con la sua giacca stendendolo nella gazzella in attesa dell' arrivo dell' ambulanza. Fortunatamente il bambino stava bene ed è stato affidato alla madre.

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Gli investigatori ipotizzano che sia rimasto chiuso nella macchina per circa tre ore, mentre la temperatura esterna oscillava tra i meno quattro e i meno sei gradi, e con il lunotto posteriore coperto con un telo perché senza vetro. Il vento gelido, che sul mare diventa ancora più temibile, penetrava nell' abitacolo e il bambino non avrebbe resistito ancora per molto.

 

Secondo gli investigatori, papà e figlio, che abitano in zona, erano usciti insieme ieri sera. La moglie dell' uomo, non vedendoli rientrare, avrebbe provato a rintracciare il marito telefonicamente fino a l' 1 di notte per più volte senza però riuscirci.

Ma perché? Qual è il problema?, queste le parole di P.A. al secondo sollecito dei militari. E poi ancora: E' successo qualcosa alla macchina?. Il padre - raccontano i militari - sembrava dissociato, quasi inconsapevole della gravità del suo comportamento.

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Un atteggiamento spesso riscontrato nei soggetti ludopatici: l' incapacità di resistere all' impulso di giocare d' azzardo o fare scommesse, nonostante le gravi conseguenze che questo può comportare. Per continuare a dedicarsi al gioco chi è affetto da ludopatia - spiega il Ministero della Salute - trascura lo studio o il lavoro e può arrivare a commettere furti o frodi. È una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita.

 

La Consulta Nazionale Antiusura chiede ora al governo per l' ennesima volta di rompere gli indugi e di assumere una posizione netta ed inequivocabile di contrasto al fenomeno dell' azzardo. E ricorda che la riduzione delle slot machine è stata annunciata, prevista nella legge di bilancio, ma mai attuata.

 

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