TRAGEDIA ALLA SOLFATARA DI POZZUOLI: PADRE, MADRE E FIGLIO MUOIONO IN UN CRATERE – IL BIMBO ERA ENTRATO IN UNA ZONA PROIBITA: I GENITORI HANNO SEGUITO IL PICCOLO PER SALVARLO – IL DRAMMA DAVANTI AGLI OCCHI DELL'ALTRO FIGLIO, Di 7 ANNI, SOPRAVVISSUTO - UN TESTIMONE: "HO VISTO UN BIMBO CORRERE PIANGENDO"

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Irene De Arcangelis,Anna Laura De Rosa, Antonio Di Costanzo, Stella Cervasio per napoli. repubblica.it

 

 

Sono caduti nel fango bollente, in una voragine profonda tre metri, che si è aperta mentre padre e madre stavano inseguendo il figlio. Sono morti nel cratere della Solfatara di Pozzuoli, a Napoli, mentre cercavano di salvare il ragazzino undicenne, deceduto invece  assieme ai genitori sotto gli occhi del fratellino più piccolo, di 7 anni, che si è salvato.

 

Le sabbie mobili hanno ingoiato tutti e tre, e l'esalazione dei gas sarebbe stata letale. Secondo la prima ricostruzione verso le 12 il bambino, Lorenzo, avrebbe oltrepassato una zona proibita, scavalcando una recinzione seguito dal padre, Massimiliano Carrer di 45 anni, e poi dalla madre, Tiziana Zampella di 42, nel tentativo di fermarlo. Il minore è rimasto indietro, salvandosi. La famiglia, di Torino e residente a Meolo di provincia di Venezia, si trovava in vacanza in Campania: prima di ritornare sui banchi di scuola i genitori avevano deciso di far visitare ai figli il vulcano dei Campi Flegrei.

 

 Ad estrarre i corpi delle tre vittime sono stati i vigili del fuoco. Sul posto sta andando il magistrato di turno.

 

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Una volta caduti, genitori e figlio potrebbero essere stati uccisi dalle esalazioni, ma solo l’autopsia potrà confermare questa ipotesi. Tutta l’area della solfatara – gestita da privati – resterà chiusa per oggi. In seguito all'incidente le persone che si trovavano all'interno sono state fatte uscire. La zona è isolata mentre sono in corso le ricognizioni sull'incidente. Chiusi gli accessi all'area.

 

I medici del 118: "L'ambulanza medicalizzata è arrivata subito, ma non abbiamo potuto fare nulla".

 

"Ho visto un bambino correre piangendo, non pensavo di trovarmi di fronte alla più brutta tragedia della mia vita, sono padre anche io" racconta  Diego Vitagliano, pizzaiolo di Pozzuoli, che la prossima settimana avrebbe dovuto cucinare una pizza geotermica nell'ambito della manifestazione di Malazé ed era alla Solfatara per un sopralluogo.  "Ero alla Solfatara per lavoro, insieme ad altri visitatori abbiamo capito che era successo qualcosa e ci siamo avvicinati al cratere - raconta ancora il testimone - Non immaginavo....cosa avrei visto. L'area era recintata e i soccorsi sono stati immediati. Una tragedia.

 

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Hanno estratto due corpi, poi ci hanno fatto allontanare. Continuo pensare a quella famiglia e a quel povero bambino che piangeva e chiedeva aiuto". "Sono sconvolto per quanto accaduto all'interno del vulcano Solfatara. Dolore profondo per l'immane tragedia che vede coinvolti tre turisti. Esprimo la piena vicinanza dalla comunità di Pozzuoli alla famiglia delle vittime", commenta a caldo il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia.

 

"Sono qui da quarant'anni e un incidente del genere non è mai accaduto". A parlare è Armando Guerriero, titolare dell'omonimo bar che dal 1931 sorge a poca distanza dall'ingresso della Solfatara dove oggi hanno perso la vita tre persone. Guerriero riferisce che poco dopo la tragedia il piccolo, l'unico sopravvissuto della famiglia,

 è stato portato all'interno del suo bar.

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"Abbiamo cercato di tranquillizzarlo, ovviamente era molto scosso", aggiunge Guerriero. "Di continuo ci ha chiesto dei suoi familiari", prosegue il titolare del bar.

 

Il bambino di 7 anni è stato affidato temporaneamente agli assistenti sociali del Comune di Pozzuoli, che lo seguono insieme ad una psicologa.

Da Torino, sono attesi nel pomeriggio i nonni del bimbo.

 

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