UNA TRAGEDIA NELLA TRAGEDIA - A BRESCIA UN OPERAIO DI 19 ANNI, LUCA LECCI, MUORE INCASTRATO NEL TORNIO SOTTO GLI OCCHI DEL PADRE: UNA MANICA DEL MAGLIONE E’ RIMASTA IMPIGLIATA NEL MACCHINARIO E LO HA TRASCINATO VERSO LA MORTE   

-

Condividi questo articolo


Da www.corriere.it

 

La tragedia si è consumata davanti al padre, titolare dell’azienda. Luca Lecci, operaio 19enne di Villa Carcina, è morto nella notte a seguito di un grave incidente sul lavoro avvenuto mercoledì alla Elettrotecnica Lg di Rovato (provincia di Brescia), azienda di famiglia guidata dal papà, Fontano Lecci. Secondo la ricostruzione, il giovane è rimasto incastrato con una manica del maglione nel tornio, che non si è fermato trascinandolo verso la morte.

Luca Lecci morto incastrato sotto il tornio Luca Lecci morto incastrato sotto il tornio

 

IL PADRE NON È RIUSCITO A FERMARE IL TORNIO

A dare l’allarme è stato il padre, che ha assistito alla scena ma non ha potuto far nulla per fermare il tornio. I soccorritori sono tempestivamente arrivati e il giovane è stato trasportato in eliambulanza all’ospedale Civile di Brescia. Una corsa vana, le condizioni di Luca sono apparse subito disperate e il ragazzo è morto nella notte.

 

Sotto choc il padre e i dipendenti presenti nel capannone di Rovato che la Elettrotecnica Lg (fondata in Val Trompia negli anni ‘80 e spostatasi in Franciacorta) condivide con un’altra azienda, la Elettromeccanica Frati. Sul posto sono arrivati, oltre all’elisoccorso, i Carabinieri di Rovato, i Vigili del Fuoco di Chiari e di Brescia, auto medica e l’ambulanza della Rovato soccorso. Presenti anche i tecnici dell’Ats.

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT L’INTELLIGENCE DI USA E IRAN HANNO UN PROBLEMA: NETANYAHU - L'OPERAZIONE “TERRORISTICA” CON CUI IL MOSSAD HA ELIMINATO IL GENERALE DELLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE IRANIANE NELL'AMBASCIATA IRANIANA A DAMASCO E LA SUCCESSIVA TENSIONE CON TEHERAN NON È SPUNTATA PER CASO: È SERVITA AL PREMIER ISRAELIANO A "OSCURARE" TEMPORANEAMENTE LA MATTANZA NELLA STRISCIA DI GAZA, CHE TANTO HA DANNEGGIATO L'IMMAGINE DI ISRAELE IN MEZZO MONDO - NETANYAHU HA UN FUTURO POLITICO (ED EVITA LA GALERA) SOLO FINCHÉ LA GUERRA E LO STATO D'ALLARME PROSEGUONO...

DAGOREPORT – BIDEN HA DATO ORDINE ALL'INTELLIGENCE DELLA CIA CHE LA GUERRA IN UCRAINA DEVE FINIRE ENTRO AGOSTO, DI SICURO PRIMA DEL 5 NOVEMBRE, DATA DEL VOTO PRESIDENZIALE AMERICANO - LO SCENARIO E' QUESTO: L’ARMATA RUSSA AVANZERÀ ULTERIORMENTE IN TERRITORIO UCRAINO, IL CONGRESSO USA APPROVERÀ GLI AIUTI MILITARI A KIEV, QUINDI PUTIN IMPORRÀ DI FARE UN PASSO INDIETRO. APPARECCHIATA LA TREGUA, FUORI ZELENSKY CON NUOVE ELEZIONI (PUTIN NON LO VUOLE AL TAVOLO DELLA PACE), RESTERA' DA SCIOGLIERE IL NODO DELL'UCRAINA NELLA NATO, INACCETTABILE PER MOSCA – NON SOLO 55 MILA MORTI E CRISI ECONOMICA: PUTIN VUOLE CHIUDERE PRESTO IL CONFLITTO, PER NON DIVENTARE UN VASSALLO DI XI JINPING... 

FLASH! - FACILE FARE I PATRIOTI CON LE CHIAPPE ALTRUI – INDOVINATE CHE AUTO GUIDA ADOLFO URSO, IL MINISTRO CHE PER DIFENDERE L'ITALIANITÀ HA “COSTRETTO” ALFA ROMEO A CAMBIARE NOME DA “MILANO” A “JUNIOR”? UN PRODOTTO DELL’INDUSTRIA MADE IN ITALY? MACCHÉ: NELLA SUA DICHIARAZIONE PATRIMONIALE, SPUNTANO UNA VOLKSWAGEN T-CROSS E UNA MENO RECENTE (MA SOSTENIBILE) TOYOTA DI INIZIO MILLENNIO. VEDIAMO IL LATO POSITIVO: ALMENO NON SONO DEL MARCHIO CINESE DONFGENG, A CUI VUOLE SPALANCARE LE PORTE...

DAGOREPORT – ANCHE I DRAGHI, OGNI TANTO, COMMETTONO UN ERRORE. SBAGLIÒ NEL 2022 CON LA CIECA CORSA AL COLLE, E SBAGLIA OGGI A DARE FIN TROPPO ADITO, CON LE USCITE PUBBLICHE, ALLE CONTINUE VOCI CHE LO DANNO IN CORSA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA - CHIAMATO DA URSULA PER REALIZZARE UN DOSSIER SULLA COMPETITIVITÀ DELL’UNIONE EUROPEA, IL COMPITO DI ILLUSTRARLO TOCCAVA A LEI. “MARIOPIO” INVECE NON HA RESISTITO ALLE SIRENE DEI MEDIA, CHE TANTO LO INCENSANO, ED È SALITO IN CATTEDRA SQUADERNANDO I DIFETTI DELL’UNIONE E LE NECESSARIE RIFORME, OFFRENDOSI COME L'UOMO SALVA-EUROPA - UN GRAVE ERRORE DI OPPORTUNITÀ POLITICA (LO STESSO MACRON NON L’HA PRESA BENE) - IL DESTINO DI DRAGHI È NELLE MANI DI MACRON, SCHOLZ E TUSK. SE DOPO IL 9 GIUGNO...