1- IL BANANA AVRÀ RESO COMICA L’ITALIA, OBAMA LO VEDE COME IL KU-KLUX-KLAN, MA DI SICURO UN ALLEATO PIÙ \"CAMERIERE\" EL NEGRITO DI WASHINGTON NON LO TROVERÀ MAI PIÙ - 2- SCRIVE L’AMBASCIATORE SPOGLI: \"L’ITALIA È DIVENTATA LA BASE DEL PIÙ IMPORTANTE DISPOSITIVO MILITARE SCHIERATO FUORI DAGLI STATES\". E OBAMA IN PERSONA SALVA IL CAVALIERE DEL BUNGA BUNGA QUANDO IL G8 DELL’AQUILA RISCHIA DI TRASFORMARSI NELLA SUA DISFATTA. PERCHÉ GLI AMERICANI HANNO UNA CERTEZZA: NON ESISTE ALTERNATIVA A BERLUSCONI, NON CI SONO FIGURE IN GRADO DI SOSTITUIRLO - 3- \"NON È IN SINTONIA CON I NOSTRI RITMI E SCARSAMENTE CREDIBILE, MA IL SUO RITORNO AL GOVERNO CI HA DATO MODO DI CONCRETIZZARE RISULTATI OPERATIVI IMPORTANTI\" - 4- SPOGLI RACCOMANDA: \"NEI MESI A VENIRE BERLUSCONI AVRÀ BISOGNO DI UNA COPERTURA AL MASSIMO LIVELLO DA PARTE DEL GOVERNO USA\". ALLA FACCIA DI CHI CREDEVA CHE FINI AVESSE UN FEELING CON LA CASA BIANCA: IN PIÙ DOCUMENTI, IL PRESIDENTE DELLA CAMERA VIENE VISTO COME D’OSTACOLO AI LORO INTERESSI - 5- C’È SOLO UN NERVO SCOPERTO, I LEGAMI STRETTI E PERSONALI CON IL CREMLINO -

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Stefania Maurizi e Gianluca Di Feo per L\'Espresso

WikileaksWikileaks

Il ritratto spietato di Berlusconi. Il salvataggio del \"premier pagliaccio\" nel G8. E le sue debolezze sfruttate dagli Usa per realizzare i loro piani. Rivelati dai documenti di WikiLeaks

Silvio Berlusconi? \"Le sue frequenti gaffe e la povera scelta di parole hanno offeso praticamente tutte le categorie di cittadini italiani e molti leader europei... Ha danneggiato l\'immagine del Paese in Europa e creato un tono comico alla reputazione italiana in molti settori del governo statunitense\".

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Non è un giudizio a caldo, ma una sintesi ponderata fin nell\'ultimo aggettivo e destinata a rimanere segreta. L\'ha scritta Ronald Spogli, l\'ambasciatore americano a Roma, nel lasciare l\'incarico e raccontare il nostro Paese a Hillary Clinton e Barack Obama. Un ritratto spietato del premier che \"è diventato il simbolo dell\'incapacità e inefficacia dei governi italiani nell\'affrontare i problemi cronici del Paese: un sistema economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito crescente, la corruzione endemica\".

BERTOLASOBERTOLASO OBAMA BERLUSCONI

Nonostante questo, il Cavaliere quando viene \"portato per mano\" e \"fatto sentire importante\" si dimostra il migliore alleato possibile: basta ottenere udienza per far bloccare leggi che danno fastidio a Washington, come è accaduto nel 2003 con il divieto alle coltivazioni ogm voluto dal ministro Gianni Alemanno (vedi box).

E soprattutto la sua debolezza interna e internazionale viene sfruttata dall\'amministrazione Obama per strappare concessioni insperate: più soldati in Afghanistan, nuove basi militari in Veneto e Sicilia, sostegno totale nel braccio di ferro con l\'Iran, appoggio alle iniziative statunitensi \"anche all\'interno delle istituzioni Ue\". Di tutto, di più.

BerlusconiBerlusconi e Obama

Per realizzare i suoi obiettivi, la Casa Bianca offre \"copertura al massimo livello\" nei momenti di difficoltà politica che nascono anche \"dalla crescente rivalità del presidente della Camera Gianfranco Fini\". E Obama in persona salva Silvio quando - come scrivono in rapporti sempre più allarmati - il G8 dell\'Aquila rischia di trasformarsi nella sua disfatta. Perché gli americani hanno una certezza: non esiste alternativa a Berlusconi, non ci sono figure in grado di sostituirlo.

E in fondo va bene così, perché \"quando lo agganciamo ai nostri obiettivi ci fa arrivare a risultati concreti\". C\'è solo un nervo scoperto, che diventa sempre più doloroso: i legami stretti e personali con il Cremlino. Una liaison che aumenta la potenza della principale arma di Mosca - il gas di Gazprom - e nel gennaio 2010 spinge la Clinton a scatenare un\'inchiesta sulle relazioni segrete tra i due premier: \"Silvio asseconda i peggiori istinti di Putin\".

FotoFoto di gruppo - Berlusconi in mezzo ai leader del G20 posa con Obama

Questa è l\'analisi che emerge dai documenti dell\'ambasciata americana di Roma ottenuti da WikiLeaks e che \"L\'espresso\" comincia a pubblicare da questa settimana: oltre 4 mila cable che riscrivono la storia dei rapporti tra Italia e Stati Uniti dal 2002 all\'aprile 2010, analizzando ogni snodo della vita del nostro Paese grazie a colloqui diretti con ministri, parlamentari, funzionari, manager, giornalisti e a frequenti ispezioni sul campo.

Per esempio, i diplomatici Usa visitano alcuni uffici chiave della polizia e volano fino a Lampedusa per sancire \"l\'inefficacia del contrasto all\'immigrazione\". Sono documenti eccezionali che testimoniano il crollo di credibilità dell\'Italia e delle sue istituzioni, con pochissime eccezioni: il presidente Giorgio Napolitano, i carabinieri e le Fiamme gialle, i soldati impegnati in missione.

BERLUSCONI-MICHELLE-OBAMABERLUSCONI-MICHELLE-OBAMA

IL PREMIER CLOWN E LE SUE GAFFE
\"Berlusconi è incline alle gaffe ed è un po\' clown\", la definizione regalata da un anonimo dirigente del Pdl ricorre spesso nelle relazioni spedite a Washington, informata di tutti gli incidenti verbali del premier, inclusi \"Obama abbronzato\" e qualche \"salace\" barzelletta.

Ma i dossier non danno mai spazio al gossip: gli scandali sessuali, le \"feste disinibite con ragazze veramente molto giovani\", le \"registrazioni con una prostituta\", le accuse di \"promiscuità sessuale fatte dalla moglie\" occupano poche righe trattate con estrema cautela. Agli americani importa invece capire quanto il Cavaliere potrà essere utile ai loro disegni.

La sintesi migliore è quella di Spogli, l\'ambasciatore mandato a Roma da George W. Bush, che a febbraio 2009 consegna un quadro drammatico alla nuova amministrazione Obama: \"L\'Italia non sempre si è dimostrata un partner ideale. Il lento ma reale declino economico minaccia la sua capacità di avere un ruolo nell\'arena internazionale. La sua leadership manca spesso di visione strategica - una caratteristica che nasce da decenni di coalizioni instabili o di vita breve. Le istituzioni non sono adeguatamente sviluppate come ci si aspetterebbe da un moderno Paese europeo\".

RonaldRonald Spogli Georg Geinswein e Gianni Letta - Copyright Pizzi

Spogli insiste sui limiti dei leader: \"La non volontà o l\'incapacità di dare risposte a molti dei problemi cronici creano apprensione tra i partner internazionali e danno l\'impressione di un governo inefficace e irresponsabile\".

Silvio Berlusconi è diventato il simbolo di questa Italietta, con un ritratto degno del \"Caimano\": \"La sua volontà percepita di porre gli interessi personali prima di quelli dello Stato, la sua preferenza per soluzioni a breve termine invece che per investimenti di lunga durata, il suo frequente uso di istituzioni e risorse pubbliche per conquistare vantaggi elettorali sui suoi avversari politici hanno danneggiato l\'immagine dell\'Italia in Europa e hanno creato un tono disgraziatamente comico alla reputazione italiana in molti settori del governo statunitense\".

A fronte di questa diagnosi, però, le conclusioni sono machiavelliche: la situazione offre chiari vantaggi per gli Usa. \"La combinazione tra declino economico e idiosincrasia politica ha spinto molti leader europei a denigrare il contributo di Berlusconi e dell\'Italia. Noi non dobbiamo farlo. Noi dobbiamo riconoscere che un impegno di lungo termine con l\'Italia e i suoi leader ci darà dividendi strategici ora e nel futuro\".

berlusconiberlusconi hillary clinton

Ed elenca questi profitti, a partire da una questione fondamentale per Washington ed ignorata in casa nostra: Africom, il nuovo comando che da Vicenza guiderà le operazioni militari in Africa, terra promessa della rinascita quaedista. Perché in fondo alla Casa Bianca hanno la stessa visione di Mussolini: l\'Italia è una portaerei naturale nel Mediterraneo.

\"È una piattaforma strategica unica per le truppe Usa, permettendoci di raggiungere facilmente le aree turbolente del Medio Oriente, dell\'Europa orientale e dell\'Africa. Grazie a questa posizione è diventata la base del più importante dispositivo militare schierato fuori dagli States. E con Africom sarà partner ancora più significativo nella nostra proiezione di forza\". In più il governo \"ha dimostrato la volontà anzi la bramosia di collaborare con noi\".

berlusconiberlusconi hillary clinton

Insomma, deboli, screditati ma molto comodi: \"Berlusconi vuole essere nostro amico: è genuinamente e profondamente devoto alle relazioni con noi. Non è in sintonia con i nostri ritmi e scarsamente credibile, ma il suo ritorno al governo ci ha dato modo di concretizzare risultati operativi importanti\". E raccomanda: \"Finché manterrete contatti stretti incasserete grandi risultati in Italia\". Insomma, come sentenziavano già nel 2003, \"Roma è un posto eccellente per fare i nostri affari politici e militari\".

IL G8 DELL\'AQUILA A RISCHIO FALLIMENTO
L\'ambasciatore Spogli è lo stesso che solo sette mesi prima, nel maggio 2008, aveva parlato di \"partenza impressionante\" del Cavaliere tornato al potere dopo il crollo di Prodi: il premier toglie la spazzatura dalle strade di Napoli (anche \"senza che ci sia una soluzione definitiva del problema\"), vara misure economiche e leggi anticrimine. Lo presenta a Washington come \"uno statista che può risolvere alcuni dei problemi più seri\".

GIANNIGIANNI ALEMANNO

Ma questa immagine di successo si logora in fretta: l\'assenza di risposte allo tsunami finanziario, le riforme che latitano, le liti nella maggioranza, le indagini giudiziarie e, dal compleanno di Noemi Letizia in poi, gli scandali sessuali dissolvono la luna di miele. Nel luglio 2009 Silvio è già al tappeto e il suo destino si gioca nel G8 dell\'Aquila.

Da Roma inviano un rapporto dettagliato a Obama. Sono convinti che difficilmente si arriverà a un successo diplomatico, anzi temono il peggio: i cable a ridosso dell\'evento trasmettono il brivido delle cancellerie internazionali, \"a partire da Sarkozy e Brown molto critiche verso questo G8\".

\"L\'Italia ha messo sul tavolo un\'agenda oltremodo ambiziosa... anche in questo caso pensa più all\'immagine che alla sostanza. Manca una leadership e si è mossa in modo disorganizzato. C\'è uno sviluppo caotico di temi, risultato degli interessi in competizione di ministri e protagonisti politici, tutti in cerca di un colpaccio attraverso un\'iniziativa importante ma pianificata in modo pessimo\".

finifini

Commentano con una certa ironia \"la proliferazione di inviti alle delegazioni di numerosi Paesi\": il vertice degli Otto - scrivono - rischia di essere più allargato di uno dei Venti. Tutte le premesse per un disastro, almeno dal punto di vista diplomatico. Tanto più che Berlusconi appare \"vulnerabile anche sulle questioni economiche, vista la sua incapacità di misurarsi con i problemi reali\". Ed elencano: \"Il calo del Pil, l\'aumento della disoccupazione, il peso delle tasse, la crescita del debito pubblico\".

MA LA CASA BIANCA SALVA IL SOLDATO SILVIO
Il problema principale è proprio lui. \"In Italia tutti gli occhi sono puntati sul premier e su come gestirà il vertice, che comincia mentre la stampa italiana e straniera è piena di accuse sensazionalistiche (\"lurid allegations\") sulla sua vita privata. Membri del suo partito temono che altre accuse usciranno durante il G8 o subito prima\". In genere, spiega il dossier redatto per Obama, agli italiani la politica estera non interessa e preferiscono \"le cronache piccanti degli scandali\". Ma questa volta è diverso: in ballo c\'è la credibilità del premier.

SILVIOSILVIO BERLUSCONI GIANFRANCO FINI

\"La salacità delle accuse e la crescente impressione che non sia preso sul serio all\'estero hanno resa estrema l\'importanza di questo evento. Alla luce di questo, il G8 ha assunto enorme rilievo per motivi interni: la stampa darà tremenda attenzione a ogni sua gaffe o a ogni sgarbo che riceverà dagli altri leader. Berlusconi vede il summit come l\'occasione per risollevare la sua immagine pubblica... Spera di usarlo per dimostrare che è un leader rispettato dai Grandi e mostrare in modo teatrale il suo ruolo di statista internazionale in patria\".

Perché aiutarlo? La chiave è in una frase: \"I dirigenti italiani sono ansiosi di sostenere le priorità del governo statunitense, desiderano essere in sintonia con la nostra politica in ogni modo\". E il lungo rapporto firmato da Elizabeth Dibble - allora reggente dell\'ambasciata, oggi consigliere politico della Clinton - si conclude con una raccomandazione per il presidente: \"La sua visita ha un significato speciale per il governo e il pubblico italiano\". Insomma, la Casa Bianca può salvare Berlusconi o condannarlo, basta una battuta: il futuro del governo è nelle mani del presidente americano.

La fine è nota. La foto simbolo del G8 è quella che mostra Obama in maniche di camicia camminare sottobraccio a Silvio, ostentando confidenza tra le macerie dell\'Aquila. Un trionfo per l\'immagine del Cavaliere, subito registrato dai cable che informano Washington della velocissima resurrezione: \"Dopo mesi di scandali sessuali e finanziari, è emerso dal vertice più forte. Non ci sono state nuove accuse serie, né problemi logistici: Silvio è stato capace di presentarsi come leader che conta\".

BerlusconiBerlusconi e Putin

L\'ambasciata scrive che \"membri del suo partito ci avevano preannunciato nuove drammatiche contestazioni, Massimo D\'Alema aveva promesso rivelazioni devastanti durante il vertice. Invece è stato tutto calmo, anche perché il presidente Napolitano ha ricordato che questo era l\'interesse della nazione\".

L\'ultima raffica viene proprio dagli audio di Patrizia D\'Addario e dalle foto delle feste con Giampy Tarantini, tutti pubblicati da \"L\'espresso\": nelle relazioni per la Clinton si parla della registrazione con \"la prostituta che sostiene di avere avuto una relazione con Berlusconi e una voce maschile che si dice sia del premier\".

Ma Silvio è \"very happy\" e ritiene che le rivelazioni su di lui \"ormai stiano annoiando. Infatti per molti italiani Berlusconi si è presentato con successo come vittima di una manovra della sinistra. Ha riconosciuto \"Io non sono un santo\" nelle relazioni con le donne\". Per concludere, \"la caricatura del premier che spopola sulla stampa internazionale non trova credito tra gli opinionisti italiani\".

L\'opposizione è nel panico, \"balcanizzata dalla lotta per il nuovo segretario\", e riconosce il successo del G8. Walter Veltroni dice agli americani \"che ci vorranno 4-5 anni prima che il Pd si riprenda, ammettendo che nel prossimo futuro non sarà un\'alternativa\". E Fini chiosa che \"D\'Alema ha messo Veltroni nel freezer e sta congegnando un modo per farlo fuori\".

BerlusconiBerlusconi e Putin

L\'anonimo consigliere di un esponente di punta del Pdl spiega però che il danno c\'è stato: \"A causa sua la nostra reputazione all\'estero è in declino\". Altre fonti di centrodestra stimano che \"Ormai non può ambire al Quirinale\". Insomma, il governo \"è più debole rispetto a sei mesi prima, per l\'effetto, anche tra gli elettori del centrodestra, delle immagini di feste in cui si mostra disinibito con ragazze giovanissime\". Ma lui \"resta l\'unico ad avere il polso dell\'elettorato, senza minacce credibili alla sua leadership nella maggioranza e nell\'opposizione\".

PARÀ ALL\'ATTACCO NEL NOME DI OBAMA
La Casa Bianca va subito all\'incasso, raccogliendo la risposta di Roma all\'appello per potenziare la missione in Afghanistan, diventata la priorità dell\'amministrazione Obama. Ignazio La Russa, apprezzatissimo dagli americani, e Franco Frattini, il ministro più stimato, fanno a gara per esaudire le richieste. Dai cable di WikiLeaks si scopre che il Pentagono sperava di ottenere rinforzi limitati, circa 500 uomini, mentre l\'Italia li sorprende: manda stabilmente nella regione di Herat altri 1200 militari, portando il totale a 4200 con più mezzi blindati, altri aerei, altri elicotteri da battaglia e da trasporto. Roma promette di cancellare la vecchia abitudine di \"pagare soldi per evitare attentati\". E abbatte tutti i caveat, i vincoli che impedivano ai nostri reparti di combattere al fianco dei marines nei territori caldissimi della zona di Kandahar.

BerlusconiBerlusconi e Putin

Grazie \"alla copertura politica di La Russia\" cambia l\'atteggiamento della Folgore, che passa all\'offensiva contro i talebani. Il presidente del Senato Renato Schifani spiega che \"Berlusconi è visceralmente con Obama\". Il piano viene presentato in Parlamento a dicembre 2009 ma l\'ambasciata teme che si impantani: \"Una lista di crescenti difficoltà politiche - le battaglie legali, l\'aperta rivalità sempre più forte con Gianfranco Fini, le incertezze sul futuro del centrodestra - potrebbero far ritorcere contro Berlusconi l\'impegno in Afghanistan. Chiediamo con urgenza che Washington offra contatti di alto livello a Berlusconi, Frattini e La Russa per assicurarci che questi rinforzi si concretizzino\".

BerlusconiBerlusconi e Putin

L\'ambasciata avvia \"un\'aggressiva\" attività di lobbying incontrando esponenti politici di tutti i partiti. E conclude: \"Nei mesi a venire Berlusconi avrà bisogno di una copertura al massimo livello da parte del governo americano\". Alla faccia di chi credeva che Fini avesse un feeling con la Casa Bianca: in più documenti, il presidente della Camera viene visto come d\'ostacolo ai loro interessi.

IL REGIME IN SIRIA? VERONICA MI HA DETTO...
Gli americani si muovono in Italia perseguendo una serie di obiettivi che vengono enunciati alla vigilia delle elezioni del 2008. I tempi cupi del governo Prodi, alleato frenato dalla componente comunista, sono finiti: \"Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente, se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente\". La lista conta 18 punti e appare \"ambiziosa\" all\'ambasciatore Spogli: ma in meno di tre anni gran parte viene realizzata.

BerlusconiBerlusconi e Putin

Nei colloqui i ministri sembrano ignorare ogni visione strategica e l\'interesse dell\'Italia, concedono senza chiedere contropartite, al massimo sponsorizzano il loro personale riconoscimento con una visita a Washington. Le estenuanti trattative alla Farnesina con D\'Alema, che ribatteva punto per punto a ogni istanza, sono alle spalle. In passato, su alcune questioni cruciali come gli accordi miliardari per il supercaccia Jsf era stato il presidente Carlo Azeglio Ciampi a intervenire per evitare intese troppo svantaggiose accolte da Berlusconi.

Certo, il premier talvolta \"le spara grosse\" e l\'ambasciata è terrorizzata dai suoi tentativi di presentarsi come mediatore mondiale anche per conto degli Usa: \"Bisogna dissuaderlo senza irritarlo\". Spogli resta spiazzato quando senza preavvisi Silvio annuncia a \"Porta a Porta\" il ritiro dall\'Iraq: in piena notte svegliano i generali di Baghdad e spediscono al Pentagono la trascrizione del colloquio con Bruno Vespa e Mario Orfeo.

BerlusconiBerlusconi e Putin

Spesso il Cavaliere appare naïf. Durante i raid israeliani su Gaza, ripropone la vecchia idea di costruire alberghi e resort turistici a Gaza: \"Io potrei trovare gli investitori\". Nel summit con il generalissimo Petraeus, che guida la guerra al terrorismo, racconta il viaggio dell\'allora consorte Veronica a Damasco: \"Ha conosciuto la moglie di Assad, dovremmo coinvolgerla...\".

O quando davanti al segretario della Difesa Robert Gates, che già negli anni Ottanta era al vertice della Cia, parla del viaggio in Cina della figlia \"appena laureata, sconvolta per la crescita dell\'economia cinese\". Note di colore, senza peso. Perché dal 2009 in poi grazie al Cavaliere tutto fila liscio per gli Usa: dall\'Iran alle trattative per il riscaldamento globale, strappano una lunga serie di concessioni, sintetizzate nella tabella qui sotto.

BerlusconiBerlusconi e Putin

OCCHI CHIUSI A ROMA SULLE BASI USA
Noi non ce ne rendiamo conto, ma dal 2008 siamo diventati la più importante roccaforte statunitense del mondo. In Italia ci sono 15 mila militari americani: lo stesso numero dei tempi della Guerra fredda ma con reparti molto più agguerriti e incisivi. Berlusconi ha mantenuto la promessa di eliminare ogni ostacolo per la nuova base di Vicenza, che permette alla 173ma brigata paracadutisti di schierarsi in poche ore in tre continenti.

A Sigonella sta nascendo il nido dei Global Hawk, i ricognitori teleguidati che possono spiare ovunque. A Gricignano d\'Aversa è pronta la caserma costata mezzo miliardo di dollari per il personale della Sesta Flotta, decisiva per presidiare le rotte di terroristi e pirati: gli Usa vorrebbero che l\'installazione venisse dichiarata extraterritoriale, ma la Costituzione non lo permette.

BerlusconiBerlusconi e Putin

La Russa - rivelano i cable di WikiLeaks - ha comunque offerto un patto bilaterale che di fatto la renderà autonoma dalle autorità italiane. Maggiori difficoltà ci sono per la mega-antenna del Muoss di Niscemi, un colossale ponte radio che collegherà tutte le pattuglie di marines sparse per il pianeta. Gli emissari di Washington \"hanno garantito che non provocherà problemi alla salute\", ma Gianni Letta e La Russa si scontrano con le resistenze siciliane.

Il risultato più importante è un altro: in silenzio, sempre a Vicenza, una vecchia caserma è stata trasformata in Africom, il nuovissimo comando che dirigerà le operazioni a stelle e strisce in Africa. La pratica è stata seguita da Letta, a cui gli inviati di Washington hanno detto con chiarezza che servirà anche \"per azioni dirette\" nel continente nero. E agli Usa interessa molto la \"flessibilità di Roma\": la disponibilità a chiudere gli occhi, come è accaduto con Aviano e Camp Darby durante la guerra in Iraq, e non esercitare le prerogative che permettono il veto sulle spedizioni Usa dal nostro territorio: dissuadono Letta dal rendere pubblici questi protocolli e in segreto sperano che neanche il premier se ne renda conto. Perché temono che possa ostacolare iniziative ostili alla Russia, come l\'invio da Napoli di un incrociatore della Sesta Flotta per tenere le navi di Putin lontano dalla coste georgiane.

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ASSECONDA I PEGGIORI ISTINTI DI PUTIN
L\'unica grande sconfitta è la campagna di Russia. L\'asse tra gli interessi di Berlusconi e quegli dell\'Eni si mostra refrattario a ogni pressione e anche alle minacce sempre meno velate. È una questione strategica: l\'energia è l\'arma più potente di Putin, con cui può ricattare l\'Europa.

E l\'Eni è il grande alleato di Mosca: ha barattato con Gazprom l\'accesso ai giacimenti siberiani di gas con concessioni in Libia e Algeria. In più il progetto del gasdotto South Stream, attraverso Mar Nero e Turchia, completa l\'accerchiamento del vecchio continente. Washington agisce su due fronti. Stimola il ritorno al nucleare in Italia, in modo da ridurre la dipendenza dal gas di Putin. Interviene in tutti i modi sul governo, che ha il 30 per cento dell\'Eni, e su Scaroni per convincerli a rompere l\'intesa con Mosca: tenta di far capire che rischiamo di diventare ostaggio dei russi. La passione tra i due premier li stupisce: \"Silvio ha una crescente preferenza per i leader assertivi\".

Per separarli, blandiscono il Cavaliere: \"Bisogna fargli sentire che ha una relazione personale con noi e dobbiamo assecondare la sua convinzione di essere uno statista esperto\". Invano. A gennaio 2010 la Clinton sembra stufa e lancia un\'inchiesta per capire cosa nasconda l\'asse italo-russo. Chiede tutte le informazioni possibili sulle \"relazioni e sugli investimenti personali, se esistono, che legano Putin e Berlusconi e che possono influenzare la politica energetica dei due Paesi\".

gazpromgazprom

Vuole sapere dei \"rapporti tra Scaroni, i top manager Eni e membri del governo italiano, specialmente il premier e Frattini\". Domanda ogni informazione \"sulle istanze in cui il governo italiano ha favorito gli interessi imprenditoriali rispetto alle preoccupazioni sulla politica energetica\".

È il segno che l\'insofferenza ha superato i limiti ed è diventata sospetto aperto. Il database di WikiLeaks si ferma alla prima sommaria risposta, quella fornita da un diplomatico italiano a Mosca che spiega come \"tutto avvenga direttamente tra Putin e Berlusconi\".

RESISTERÀ ANCHE SENZA IL LODO
Fino alla primavera 2010 - data degli ultimi cable - le irritazioni sono ancora secondarie. Perché a Washington sanno che non ci sono alternative a Berlusconi. Le vicende giudiziarie non li preoccupano e il loro giudizio sulla magistratura italiana è lapidario, \"una casta inefficiente e autoreferenziale\", priva di controllo e che impone il suo potere condizionando la vita politica. Anche quando la Consulta abbatte il lodo Alfano non sembrano intimoriti per le sorti di Palazzo Chigi.

NapolitanoNapolitano e Obama

Temono invece gli effetti a lungo termine dello scontro con il Quirinale: \"La sfuriata contro Napolitano, figura molto rispettata, potrebbe essere presa male da molti italiani e determinare più ampie divisioni tra le due istituzioni\". Al momento, però, il Cavaliere \"ha una maggioranza solida ed è ancora popolare, il Pd è disorganizzato, i dissidenti nella sua coalizione non sono così forti da potergli andare contro. Per quanto indebolito, il governo non pare minacciato dal verdetto.

Ma, come ha detto lo stesso Berlusconi, per difendersi nei processi si dovrà distrarre dal lavorare per il popolo italiano\". Tutto ciò, però, non gli impedisce di esaudire i desideri dell\'alleato. Come il mantenimento di un possente contingente in Libano - \"operazione di sinistra non gradita al centrodestra\" e oggi giudicata priva di significato dai nostri generali: Washington invece la ritiene determinante per la sicurezza di Israele e la Clinton orchestra una campagna mondiale per convincere Roma a non ritirarsi. Ormai, riconosce l\'ambasciata Usa, come ai tempi di Cavour sono alpini e bersaglieri a fare la nostra politica estera.

BerlusconiBerlusconi e Bush

E nel 2011 tra Libano e Afghanistan l\'Italia spenderà più di un miliardo di euro. Nell\'\"offensiva\" contro i talebani voluta dal premier sono già morti 25 soldati: ai loro funerali però lui non era presente, perché - come hanno rivelato le intercettazioni di Milano - troppo stanco dopo il bunga bunga di Arcore.

MUOVIAMOCI PRIMA CHE NASCA IL GOVERNO
L\'elenco dei 18 obiettivi da raggiungere in Italia, stilato dall\'ambasciatore Spogli alle vigilia delle elezioni 2008, offre spunti di riflessione interessanti. Gli americani si preparano a muoversi prima che il governo venga formato, sperando di individuare i migliori interlocutori nel nuovo esecutivo. Domina la politica estera. Tra l\'altro, gli Usa vogliono avvicinare Roma ad Israele, dopo i contrasti per la posizione dalemiana sul Libano. Dissuadere dai contatti con Damasco.

Fare pressioni per stroncare l\'asse energetico tra Eni e Gazprom, cosa che richiederebbe \"una nuova dirigenza dell\'Eni\". Grande attenzione alle leggi sulla tutela dei copyright. Sorprende \"l\'urgenza di trovare criteri di meritocrazia nella ricerca universitaria\", con alcuni elementi che ricalcano la riforma poi attuata dal ministro Gelmini. Ripetuti gli stimoli per risvegliare lo sviluppo economico, requisito necessario a far sì che l\'Italia rimanga un alleato affidabile. Uno dei punti su cui Berlusconi si mostrerà più ricettivo è l\'Iran. Il premier confida di temere che Israele \"non voglia fare la fine degli ebrei che negli anni Trenta consideravano le accuse di Hitler solo demagogia. Se Teheran sarà vicina all\'arma nucleare, l\'attaccheranno anche con le atomiche e nemmeno Obama li fermerà. Credo abbiano già un piano di azione pronto\".

AD ABU OMAR CI PENSA ALFANO
Il caso Abu Omar? Il governo Berlusconi è al lavoro per trovare una soluzione. La vicenda dell\'imam, rapito a Milano nel 2003 da una squadra della Cia e trasferito in Egitto per farlo interrogare dai servizi segreti di Mubarak, resta una spina nel fianco delle relazioni Italia-Usa. Le indagini della procura di Milano hanno svelato il rapimento e portato alla condanna degli agenti statunitensi. E da Washington si sono mossi per cercare di ribaltare la sentenza in appello.

SilvioSilvio Berlusconi con George Bush

Anzitutto hanno chiesto che al colonnello Joseph Romano, ex comandante della base di Aviano dove fu portato l\'imam, venga applicato l\'accordo Nato che riconosce la giurisdizione americana sui crimini commessi all\'estero dei militari. Ignazio La Russa è stato in prima fila per sostenere questa domanda e - rivelano i cable di WikiLeaks - \"si è mosso attivamente per convincere il guardasigilli Alfano a scrivere una lettera ai giudici in sostegno dell\'istanza\".

Una mossa considerata irrituale da molti esperti e che si è rivelata inutile. All\'inizio del 2010 la Russa consiglia anche al suo omologo Robert Gates di far \"intervenire direttamente l\'amministrazione Usa nel processo d\'appello, anche per non lasciare isolati gli sforzi del governo italiano\". Ma Gates gli replica che \"non era stato fatto perché in passato ci avete detto il contrario\".

Allo stesso tempo l\'ambasciata teme che il pessimo clima tra Palazzo Chigi e i magistrati milanesi possa influire negativamente sul verdetto. Berlusconi e Gianni Letta però garantiscono che \"il governo sta lavorando duro per la soluzione\". Silvio \"predice che in appello la corte sarà in nostro favore, perché i magistrati di alto livello sono meno politicizzati\". Ma si tratta di una previsione sbagliata: le condanne sono state confermate. Ora la parola passa alla Cassazione.

manifestazionemanifestazione contro base usa vicenza lap1

Alfano è anche attivissimo, su input del Cavaliere e di Frattini, per rispondere a una delle priorità dell\'amministrazione Obama: la chiusura di Guantanamo. L\'Italia è il primo Paese occidentale ad accettare i reclusi islamici catturati in Afghanistan e Iraq, rompendo il muro europeo sullo status giuridico dei terroristi-prigionieri di guerra. I due ministri vanno anche oltre le promesse iniziali, inventando escamotage per accogliere a Milano tunisini richiusi nel penitenziario di Bagram, alle porte di Kabul, senza un chiaro inquadramento legale.

I due primi nomi proposti non hanno mai risieduto nel nostro Paese ma sono coinvolti in procedimenti avviati a Milano. Gli americani suggeriscono \"la formula albanese\", che ha permesso di esportare molte delle tute arancioni da Guantanamo a Tirana: saranno i prigionieri a chiedere di venire in Italia. E così è stato fatto. Ma dall\'intenso carteggio sembra di capire che ci siano altre \"triangolazioni\" di detenuti maghrebini al vaglio del nostro esecutivo.

IL MIGLIOR ALLEATO

Tutti i risultati ottenuti o promessi dalle autorità italiane agli americani durante l\'attuale governo di Silvio Berlusconi emersi dai cablogrammi dell\'ambasciata statunitense di Roma

Afghanistan
Aumento stabile del contingente militare italiano da 2.600 a 4.200 soldati. Potenziamento dei mezzi da combattimento, degli aerei (altri 3) e degli elicotteri (altri 9). Abolizione dei caveat che impedivano l\'impiego delle truppe italiane al fianco dei marines anche nella regione di Helmand. Impegno a condurre operazioni offensive contro i talebani. Condivisione delle informazioni di intelligence. Fine dei pagamenti in denaro a talebani e capitribù per evitare attentati contro i soldati italiani.

SarkozySarkozy e Obama in corsa verso i microfoni per la conferenza stampa alla Casa Bianca

Iran
Impegno delle aziende italiane, garantito dal governo, a non accettare nuovi contratti. Scambio di informazioni di intelligence. Cooperazione attiva e personale dei ministri nel dissuadere istituzioni finanziarie operanti in Italia dalla collaborazione con le istituzioni del regime e in particolare con i Guardiani della rivoluzione.

Libano
Impegno del governo a mantenere un contingente militare consistente anche dopo la fine del comando italiano della missione Onu. La richiesta caldeggiata soprattutto da Israele, viene sostenuta da Washington con una campagna di lobbying mondiale.

ElizabethElizabeth Dibble da Corriere.it

Israele
Miglioramento globale delle relazioni, scambio di informazioni di intelligence anche a favore di singoli ministri italiani.

Paracadutisti
Interventi del governo per garantire il completamento rapido della nuova base di Vicenza per la 173ma brigata americana, il reparto di punta per le operazioni nella guerra al terrorismo. Impegno del governo a non ostacolare interventi in azione delle forze americane.

Africom
Installazione a Vicenza del nuovo comando americano che gestirà tutte le operazioni militari in Africa. Impegno a non ostacolare interventi diretti in azione delle forze americane.

LARUSSALARUSSA - stranamore

Aerei spia
Installazione a Sigonella della nuova base americana per gli aerei da ricognizione strategica a lungo raggio Global Hawk che spieranno il Medio Oriente e l\'Africa
Muoss Niscemi
Impegno a risolvere i problemi per installare a Niscemi la grande antenna del sistema di comunicazioni che collegherà tutti i reparti americani, dalla pattuglia al comando generale, schierati in Europa, Africa e Medio Oriente. La struttura è contestata dalle organizzazioni ambientali che temono l\'inquinamento elettromagnetico

RENATORENATO SCHIFANI

Us navy Gricignano (Caserta)
Impegno del governo a concedere uno status giuridico speciale che garantisca agli americani l\'autogestione della nuova grande caserma della Sesta Flotta costata mezzo miliardo di dollari. Gli americani chiedono che venga dichiarata extraterritoriale.

Abu Omar
Impegno del governo perché nel processo per il sequestro di Abu Omar per riconoscere la giurisdizione americana almeno nei confronti dell\'ex comandante di Aviano. Il ministro Alfano scrive ai giudici, che però in appello confermano la sentenza.

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Guantanamo
Il governo è stato il primo nella Ue ad accettare i prigionieri provenienti da Guantanamo. Oltre ai detenuti inizialmente concordati, il governo ha trovato un escamotage giuridico per accettare altri reclusi che non hanno mai risieduto in Italia ma sono comunque coinvolti in procedimenti penali italiani, incluso un tunisino catturato in Afghanistan.

RobertRobert Gates e Berlusconi

Biotech
Collaborazione personale di alcuni ministri per accogliere posizioni americane su coltivazioni ogm e ostacolare provvedimenti che le contrastino, in Italia e in sede europea.

Ambiente
Impegno a collaborare con Usa per fare da ponte tra istanze americane ed europee negli accordi sulla riduzione delle emissioni di CO2

UNA TELEFONATA BLOCCA LA LEGGE ANTI OGM

Ghe pensi mi. Con una telefonata, senza troppo riflettere, il premier del fare cancella un desiderio di molti italiani e una prospettiva d\'oro per i nostri coltivatori: bandire gli ogm.

lala base di sigonella

Siamo nel 2003 quando l\'allora ministro dell\'Agricoltura Gianni Alemanno annuncia di essere pronto a varare un decreto legge contro le piante geneticamente modificate. Nell\'ambasciata americana scatta il massimo allarme: la diffusione delle sementi biotech è uno dei cardini della loro strategia economica. Il tema è discusso in decine dei cable rivelati da WikiLeaks.

LogoLogo \"Eni\"

La pressione di Washington è continua, persino sul Vaticano: vogliono ottenere l\'appoggio della Santa Sede alla diffusione dei campi ogm nel mondo, presentati come un\'arma per combattere la fame. Ma - come sottolineano - anche una delle entrate per le fattorie degli States. In Italia il problema è Alemanno, nemico del Frankenstein food: \"Non sa niente di agricoltura e di scienza, ma non dobbiamo sottostimare lui e la sua determinazione a fare carriera: è uno che conosce la politica dalla base fino ai vertici\", scrivono nel maggio 2002.

ANGELINOANGELINO ALFANO

Quando poi viene annunciata la legge anti-ogm, si rivolgono direttamente a Gianni Letta e ricostruiscono l\'incontro in un rapporto dell\'13 novembre 2003. Il sottosegretario rassicura l\'ambasciatore Michael Sembler, preoccupatissimo: \"Il decreto legge non è nell\'agenda del Consiglio dei ministri per quella settimana. Non è imminente\". Ma Sembler non è soddisfatto, non si fida del politichese. Allora davanti a lui Letta alza il telefono e chiama Berlusconi, inserendo il vivavoce.

FRANCOFRANCO FRATTINI

E tutto viene risolto: \"Dopo aver espresso il suo continuo appoggio agli sforzi del presidente Bush di diffondere la democrazia, Berlusconi promette che lui non avrebbe permesso al decreto Alemanno di passare al Consiglio dei ministri nella forma in cui gli era stato descritto\". Ed entra in campo l\'abilità di Letta: \"Nel chiudere la discussione, Letta ha previsto che potrebbero essere trovati dei \"meccanismi tecnici o procedurali\" per far deragliare la bozza di Alemanno\". A quel punto, l\'ambasciatore soddisfatto \"offre i suoi ringraziamenti\". Genuini, almeno quelli, e non geneticamente modificati.

 

 

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