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#1- DRIIIN! C'È IL BANANA AL TELEFONO: "'ANNOZERO', TV OSCENA, HO CHIAMATO CALABRÒ;NON VOGLIO PIÙ VEDERE DI PIETRO". E INNOCENZI RISPOSE 'OBBEDISCO!' - #2- MARTEDÌ SANTORO CONSEGNERÀ AL MAGISTRATO UNA LETTERA DATATA 21 SETTEMBRE 2009, AL CENTRO DI ALCUNE INTERCETTAZIONI TRA BERLUSCONI E INNOCENZI. LA LETTERA - SOLLECITATA DAL PREMIER - È SCRITTA DA MASI, NON CONTROFIRMATA DA CALABRÒ, E SERVIVA A DIFFIDARE SANTORO A MANDARE IN ONDA LA RICOSTRUZIONE DEL PROCESSO MILLS: COME INTIMIDAZIONE, L'AGCOM POTREBBE MULTARE LA RAI CON UNA MULTA PARI A 90 MILIONI - #3 - FA SPALLUCCE "IL GIORNALE" DI FELTRUSCONI: Ué, E SAREBBE QUESTO IL REATO DI B.?

1 - C'È IL BANANA AL TELEFONO: "TV OSCENA, HO CHIAMATO CALABRÒ
NON VOGLIO PIÙ VEDERE DI PIETRO"
Franco Viviano E Giuliano Foschini per La Repubblica

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E' il 12 novembre del 2009. Su Rai 2 è in onda Annozero, si parla del caso del sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, per il quale la procura di Napoli ha chiesto l'arresto. Silvio Berlusconi prende il telefono e chiama il commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi: "Ma la stai guardando la trasmissione? - gli dice - È una cosa oscena! Adesso bisogna concertare una vostra azione che sia di stimolo alla Rai per dire: adesso basta, chiudiamo tutto!". Il presidente chiude.

Poi richiama: "Non si può vedere Di Pietro che fa quella faccia in televisione!" commenta, riferendosi al leader dell'Italia dei Valori ospite di Michele Santoro insieme con il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata (Pdl), il direttore di Libero Maurizio Belpietro e il giudice Piercamillo Davigo.

MICHELE SANTORO SABINA GUZZANTIMICHELE SANTORO SABINA GUZZANTI

Due giorni dopo Berlusconi richiama Innocenzi. Quattordici novembre, ore 14,34: "L'altra sera nel corso di Anno Zero ho fatto una telefonata indignata al presidente dell'Authorithy" confessa il premier. Annota la Guardia di Finanza: "Il riferimento è a Corrado Calabrò". Finanza che ricostruisce anche come Berlusconi non volesse chiudere soltanto Annozero ma anche Ballarò, la trasmissione condotta Giovanni Floris.

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Queste conversazioni sono state depositate nei giorni scorsi dalla guardia di Finanza negli uffici della procura di Trani. Dove, partendo da un'indagine per usura sulle carte di credito dell'American Express (la società smentisce di aver fatto mai pressioni sugli organi di informazione come ipotizza la Procura), si è arrivati a intercettare il commissario dell'Agcom e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini.

E indirettamente anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dall'ascolto delle conversazioni sono emerse le pressioni del premier per chiudere i programmi televisivi a lui non graditi. Un atteggiamento dietro il quale - sostiene la Procura - si leggerebbe il reato di concussione per il quale tutti e tre i protagonisti della vicenda sarebbero stati indagati. Ieri l'Ansa, citando fonti giudiziarie, ha però smentito che Minzolini sia indagato.

Dalla Procura non è arrivata alcuna dichiarazione ufficiale e, anzi, per tutto il resto della giornata fonti assai accreditate hanno confermato l'iscrizione del direttore del Tg1, di Berlusconi e di Innocenzi. Il giallo sarà svelato ufficialmente soltanto la prossima settimana quando - assicurano gli investigatori - verranno depositati i primi atti. E fatte le prime comunicazioni agli indagati.

Tra le persone intercettate dalla procura di Trani ci sono anche una ventina di politici, tra parlamentari e ministri. Anche in questo caso si tratta di intercettazioni indirette: sono state cioè registrate telefonate dei deputati con alcuni degli indagati. Tra le persone ascoltate c'è il senatore Marcello Dell'Utri, i ministri Giulio Tremonti, Bobo Maroni e Sandro Bondi, i sottosegretari Paolo Bonaiuti, Enrico Letta e Rocco Crimi. Le intercettazioni verranno però distrutte perché non penalmente rilevanti. Tutte da valutare, invece, le pressioni - delle quali parla il Fatto - che Berlusconi avrebbe fatto su un componente del Csm.

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Da domani partirà invece una seconda fase dell'indagine di Trani nella quale gli investigatori proveranno a trovare riscontri a quanto ascoltato nelle intercettazioni telefoniche. Martedì verrà ascoltato come persona informata sui fatti, Michele Santoro: il giornalista consegnerà nelle mani del magistrato una lettera datata 21 settembre 2009, al centro di alcune intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e Innocenzi.

La lettera - sollecitata dal premier - è scritta da Masi, non controfirmata da Calabrò, e serviva a diffidare Santoro a mandare in onda la ricostruzione in tv del processo Mills: la Rai, altrimenti, non avrebbe rischiato una multa pari al 3 per cento del suo fatturato, che è di 90 milioni di euro.

Non sarebbe l'unica pressione che Santoro avrebbe subito. Il conduttore di Annozero (la redazione è pronta a costituirsi parte lesa nel procedimento) consegnerà un dossier ai magistrati che proverebbe altre intimidazioni, come quelle ricevute prima della puntata su Marcello Dell'Utri o Gianpaolo Tarantini.

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Quello di Santoro potrebbe non essere l'unico interrogatorio la prossima settimana. Da ieri il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, ha deciso di affiancare al pm Michele Ruggiero tre altri sostituti: Michele Buquicchio, Ettore Cardinali e Marco D'Agostino. Il pool avrà il compito di stringere i tempi e produrre atti nel più breve tempo possibile. Tra gli elementi da vagliare collegialmente, la possibile richiesta di interdizione per Innocenzi che Ruggiero aveva già preparato e che dovrà essere valutata dal gip, Roberto Oliveri del Castillo.

2 - FA SPALLUCCE "IL GIORNALE" DI FELTRUSCONI: SAREBBE QUESTO IL REATO?
Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica per Il Giornale

Tra gli «spiati» eccellenti dell'inchiesta di Trani, che ipotizza pressioni per ostaco- lare programmi tv sgraditi all'esecutivo, non ci sono soltanto Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Min-zolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, ma decine tra parlamentari e componenti del governo. E infatti il Guardasigilli Angelino Alfano parla di «abuso sconfinato di intercettazioni a strascico».

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SPIATI ANCHE MARONI E ALEMANNO Sono state intercettate, tra le altre, conversazioni che avevano come protagonisti i ministri dell'Interno e dell'Economia, Roberto Maroni e Giulio Tremonti, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, Rocco Crimi e Gianni Letta, il senatore Marcello Dell'Utri, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Anche le loro chiacchiere, ascoltate e trascritte dalla Guardia di finanza di Bari, sarebbero finite sul tavolo del pm tranese Michele Ruggiero lo scorso 5 marzo.

Non hanno attinenza con l'indagine in corso, e per questo motivo la procura di Trani starebbe per notificare ai politici interessati l'atto che avvisa della distruzione di quelle chiacchiere «rubate» dall'orecchio elettronico degli inquirenti, anche per evitare che finiscano, attinenti o meno, pubblicate sui giornali.

LE QUATTRO TELEFONATE DEL PREMIER Dove già finiscono, inevitabilmente, quelle di Berlusconi indagato. Possiamo documentare alcune delle conversazioni intercettate al presidente del Consiglio che per gli inquirenti proverebbero il suo fastidio manifestato nei confronti di alcune trasmissioni televisive, in parti- colare Annozero di Michele Santoro. La prima è del 14 novembre 2009, ore 14.34. Berlusconi chiama Innocenzi e dice: «L'altra sera nel corso di Annozero ho fatto una telefonata indignata al presidente della commissione dell'Autorità». «Il riferimento - scrive la gdf di Bari - è al presidente dell'Agcom Calabrò».

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E ancora, sempre il premier: «Sai che gli ho detto? "Ma la sta guardando la trasmissione? È una cosa oscena"». Il riferimento per la Gdf è ad Annozero, e l'interlocutore citato è sempre Calabrò. Terza telefonata, stessi interlocutori: «Adesso bisogna concertare una vostra azione che sia da stimolo alla Rai per dire: "Adesso basta, chiudiamo tutto"». «Il riferimento - ipotizzano le Fiamme gialle - e non solo a Santoro ma a Floris». C'è poi una telefonata del premier che gli inquirenti riportano in grassetto: «Non si può proprio vedere Di Pietro che fa quella faccia in televisione».

IL GIALLO DI MINZOLINI Ma intanto nell'antico palazzo che ospita la procura di Trani è giallo sul ruolo nell'indagine del direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Ieri fonti giudiziarie avrebbero smentito l'iscrizione nel registro degli indagati del direttore del Tg1. Intercettato ma non indagato? Possibile, ma irrituale. A confondere le acque, nelle stesse ore, e negli stessi corridoi, altre voci confermavano che quell'ipotesi di reato - ossia la concussione - sarebbe mantenuta in piedi nella procura pugliese anche a carico del giornalista, oltre che per Innocenzi e per il premier.

Tra tanti dubbi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha annunciato l'invio immediato degli ispettori mi- nisteriali nella procura del nord Barese, accennando con toni polemici a «tre gravi patologie» che colpirebbero l'inchiesta affidata al pm Michele Ruggiero e «che sono chiare allo studente che affronta all'università l'esame di procedura penale», ha spiegato il ministro:

«E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio». Il dettaglio forse più delicato: le trascrizioni delle intercet- tazioni sono state depositate all'ufficio del pubblico ministero il 5 marzo. E meno di una settimana dopo erano di dominio pubblico.

 

 
[14-03-2010]