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1- IL SOLITO TRANS-TRANS! M’ARRAZZO DI VIADOS BECCATO DI NUOVO CON UN TRANSESSUALE! - 2- ALLE TRE DI NOTTE SULLA TUSCOLANA NELLA MACCHINA INTESTATA ALL’EX MOGLIE ROBERTA SERDOZ DEL TG3, I CARABINIERI LO HANNO FERMATO IN COMPAGNIA DI UN TRANS SUDAMERICANO. “STO RIACCOMPAGNANDO A CASA UN’AMICA”; SI È GIUSTIFICATO L’EX GOVERNATORE, SIMULANDO UN INSOLITO ACCENTO CALABRESE. NESSUNA IRREGOLARITÀ EMERSA: IL TRANS HA IL PERMESSO DI SOGGIORNO E NON COMMETTEVANO REATI. MA LA NOTIZIA È FINITA COMUNQUE IN PRIMA PAGINA DI “LIBERO”, UNA SETTIMANA DOPO IL FATTO, IN PIENO SCANDALO RUBY… - 3- COME LA "CARNE FRESCA" PER IL "SENZAPROSTATA" CAVALIER POMPETTA, IL MONDO TRANS PER PIERO È LA FORMA PIÙ VIOLENTA DELLA PASSIONE EROTICA: È UN’OSSESSIONE -

1 - MARRAZZO CI RICASCA...
Rita Cavallaro per "Libero"

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A più di un anno dallo scandalo che gli è costato la poltrona di governatore, Piero Marrazzo è stato fermato martedì scorso dai carabinieri a un posto di blocco, mentre si trovava in automobile (la Lexus 4000 intestata alla moglie) con un viado sudamericano. Il fatto è avvenuto alle tre di notte, in Via Tuscolana, a Roma.

NataliNatali

Marrazzo, che era alla guida del mezzo, si è giustificato dicendo che stava accompagnando l'amica a casa È passato più di un anno dallo scandalo che gli è costato la poltrona da governatore del Lazio, eppure Piero Marrazzo non cambia abitudini.

Martedì scorso i carabinieri hanno sorpreso il giornalista in macchina con un trans. Intorno alle 3 di notte i militari si sono avvicinati alla Lexus intestata alla moglie di Piero e lo hanno identificato: con lui, dietro i finestrini oscurati, un sudamericano. È avvenuto in via Tuscolana, all'angolo con via dell'Arco di Travertino. A fermare l'ex presidente della Regione, visibilmente imbarazzato per la sfortunata circostanza, è stata una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile della Capitale durante un consueto posto di blocco.

NataliNatali

I militari, che stavano effettuando normali controlli sulle auto in transito a quell'ora sulla Tuscolana, a un tratto si sono imbattuti in una Lexus 4000, con i vetri scuri. Una macchina grossa, che certamente non passa inosservata. E infatti i carabinieri hanno deciso di alzare la paletta e di procedere all'identificazione.

Marrazzo in spiaggiaMarrazzo in spiaggia

BARBA E ACCENTO CALABRESE
Non appena la vettura ha accostato, i militari, stupiti, si sono trovati davanti Piero Marrazzo. L'ex esponente del Pd era alla guida, ma non era da solo: accanto a lui era seduto un trans, con i capelli lunghi e castani, legati con una coda. E prima ancora che venissero richiesti i documenti ai due passeggeri, Marrazzo, barba incolta e abbigliamento molto casual, ha cercato di scusarsi, sfoggiando un insolito accento calabrese. Sperando forse, in questo modo, di non essere riconosciuto.

MARRAZZO CON BERLUSCONIMARRAZZO CON BERLUSCONI marrazzo e serdozmarrazzo e serdoz

Per lui, però, hanno parlato bene i documenti: quelli della Lexus, intestata all'ex moglie Roberta Serdoz, e la patente di guida con il nome, cognome, la data di nascita e la residenza dell'ex governatore. Marrazzo si è subito giustificato, dicendo che stava semplicemente accompagnando l'amica a casa. Il viado, un sudamericano che ha un regolare permesso di soggiorno, infatti vive al Quadraro ma è stato fermato più volte su viale Giotto, in zona Piramide, dove il trans è solito attendere i clienti.

Dal controllo, comunque, non è emersa alcuna irregolarità né penale né amministrativa nei confronti di Marrazzo, il quale aveva tutti i documenti in ordine, rispettava i limiti di velocità consentiti e manteneva un'andatura regolare. Però, come previsto nel caso di posto di blocco, i nominativi dei due occupanti della Lexus sono stati scritti, loro malgrado, nero su bianco sul brogliaccio, il pieghevole a cui i carabinieri hanno allegato una relazione di servizio dove sono riportati i fatti accaduti in quei pochi minuti.

IL PRECEDENTE DI SETTEMBRE
Non è la prima volta che Marrazzo viene fermato in piena notte. Solo quattro mesi fa, nel settembre scorso, l'ex governatore del Lazio era incappato in un equipaggio di una volante della polizia di Stato in zona Due Ponti, proprio la strada dove a ottobre del 2009 era scoppiato lo scandalo che aveva portato Marrazzo a lasciare la presidenza della Regione.

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In quell'occasione stava sfrecciando sulla Lexus in via Bruno Bruni, dove i poliziotti lo hanno fermato. Allora, però, di fronte alla richiesta degli agenti di esibire i documenti, il giornalista non aveva con sé né il libretto di circolazione né il tagliando assicurativo. Era dunque scattata la multa di settantasei euro per le due infrazioni al codice della strada e la vicenda era finita alla ribalta delle cronache.

condominio di via Gradoli 96, a Roma, dove sarebbe avvenuto l'incontro tra il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e un transessuale di origini brasiliane (foto di Benvegnù-Guaitoli)condominio di via Gradoli 96, a Roma, dove sarebbe avvenuto l'incontro tra il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e un transessuale di origini brasiliane (foto di Benvegnù-Guaitoli)

2 - L'INVINCIBILE LEGGE DEL DESIDERIO...
Giordano Tedoldi per "Libero"

Quando scoppiò lo scandalo dei trans di via Gradoli, ci chiedemmo quale demone si fosse impossessato di Piero Marrazzo, quale impulso avesse spinto l'allora governatore del Lazio a sfasciare la sua vita e la sua carriera, la sua immagine di cattolico tutto famiglia e impegno politico, con le folli spedizioni in auto blu nelle squallide alcove di Brenda e Nathalie. Adesso che filtra la notizia che Piero ci è ricaduto, cominciamo a capire che il mondo transessuale per lui è la forma più violenta della passione erotica: è un'ossessione.

Un fantasma del desiderio che gli avrà sussurrato paroline dolci anche quando si dimetteva dalla carica tra gli sberleffi impietosi degli avversari e il vile abbandono dei compari di partito, un brivido di piacere che avrà accompagnato persino il momento in cui scriveva la lettera al cardinal Bertone in cui, si disse, chiedeva scusa al papa. Ma forse non chiedeva affatto scusa, anzi rivolgeva al pontefice una domanda: «E ora, Santità, come posso strapparmi dalla carne questo desiderio irrefrenabile?»

MARRAZZOMARRAZZO Marrazzo e il suo avvocato Luca PetrucciMarrazzo e il suo avvocato Luca Petrucci

Ignoriamo quale sia stata la risposta, ma non è servito a niente. Non serve mai a niente, combattere il desiderio con le armi della pubblica umiliazione, con il ritiro dalle scene, con l'invocare il perdono. Il desiderio ride di queste sceneggiate, e giustamente. Perché il desiderio non gioca la sua partita sul tavolo del pubblico, ma del privato, e del privato è la manifestazione più incorrotta e genuina. Se proprio era pentito e voleva chiedere perdono, Marrazzo doveva chiederlo a Brenda e a Nathalie, per averle ingannate e illuse, per averle abbandonante al loro destino non appena era scoppiato lo scandalo.

Ma il suo era un desiderio vero, non un capriccio, e la fonte del desiderio se si prova a ostruirla prima che sia stata bevuta fino all'ultima stilla, torna a fluire con doppia violenza. La sua logica è imperscrutabile, ma finché è vivo il desiderio esige obbedienza. Marrazzo sta ai trans di via Gradoli come Berlusconi sta alle fanciulle di via Olgettina, come ciascuno di noi sta alle legittime e scandalose geografie dei nostri desideri inconfessabili.

LE PRIME DOTO DI MARRAZZO  DOPO LO SCANDALOLE PRIME DOTO DI MARRAZZO DOPO LO SCANDALOLa trans BrendaLa trans Brenda

"Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate", è l'insegna che campeggia prima della palude del desiderio, dove si gioca d'azzardo con se stessi, si vince o si perde tutta la posta che generalmente è la propria vita. Un argomento così delicato è estremamente imbarazzante quando riguarda un cittadino comune, è diventato stoltamente materia di lotta politica ora che fa comodo ai neopuritani. Li abbiamo visti, questi moralisti dalla vita specchiata, chiamare sprezzanti "puttane" le concupite di Berlusconi, epiteto che non è toccato nemmeno ai trans di via Gradoli.

Le più virulente accusatrici sono donne, che quando c'è di mezzo i trans si fanno filosofe del corpo, si domandano perplesse cos'avrà mai la stangona col birillo più di loro, e quasi si fanno piccine piccine e comunque molto comprensive per le umane debolezze del maschio schizoide contemporaneo, quando invece c'è in gioco un'altra donna (o ovviamente Berlusconi, che ha il merito di rendere ogni cosa diabolica) hanno la risposta pronta: «Ma quali escort, sono puttane! Quell'impotente è costretto a pagarle!» Brave, che classe, che intelligenza.

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Spiace dirlo, ma da tutto questo postribolo a uscirne con le ossa rotte sono soprattutto loro: le donne, smisuratamente incoerenti, pronte a farsi strumentalizzare dal primo guitto della politica o della conduzione televisiva che le arruoli. E adesso che Piero è tornato alla sua guerra persa contro il desiderio, vedrete che le moralizzatrici e i moralizzatori avranno solo parole pietose per il suo caso umano, mentre Silvio, il vecchietto di Arcore che spande la sua bava sulle "puttane" dell'Olgiettina sarà il primo sulla lista del rogo infernale.

E poi ci si chiede perché i sondaggi non registrino variazioni negative di rilievo dopo il caso Ruby. Perché in Italia, non sulla Luna, dietro ogni menzognera retorica pubblica, c'è gente che fa di peggio, molto di peggio del Cavaliere e di Marrazzo messi insieme, sotto le lenzuola, e non chiede scusa né al papa né alla Boccassini.

 

 
[01-02-2011]
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