1- IL PASTICCIACCIO BRUTTO DI MONTECARLO SI APRE A NUOVI SCENARI (ALTRO CHE LA CASETTA) - 2- I RAPPORTI ’HARD’ TRA I TIPINI FINI E LA SOCIETà DI GIOCHI D’AZZARDO ATLANTIS DI FRANCESCO CORALLO, COINVOLTO E ASSOLTO IN DUE INCHIESTE PER DROGA E RICICLAGGIO - 3- L’ATLANTIS OTTIENE LA LICENZA DI SPACCIARE IN TUTTA ITALIA LE SLOT MACHINES GRAZIE A UNA FIRMA DEL FINIANO MARIO BALDASSARRI, NEL 2004 VICE MINISTRO ALLE FINANZE - 4- è AMEDEO LABOCCETTA, GIÀ PARLAMENTARE DI FINI (E ORA NEL PDL) ED EX RAPPRESENTANTE PER L’ITALIA DELLA ATLANTIS DI CORALLO, CHE PORTÒ AL RISTORANTE DEL CASINÒ BEACH PLAZA DI SAINT MARTEEN ANCHE GIANFREGNONE FINI, NEL 2004, PER UNA CENA A CUI PARTECIPÒ ANCHE CHECCHINO PROIETTI, BRACCIO DESTRO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA E UOMO CHE, PER LA PROCURA DI POTENZA CHE INDAGÒ SULLA VICENDA (LA CORTE DEI CONTI CONSTATÒ UN AMMANCO NELLE CASSE DELL’ERARIO DI OLTRE 31 MILIARDI DI EURO), SI SPESE CON I MONOPOLI ITALIANI PER EVITARE CHE L’ATLANTIS PERDESSE LA LICENZA PER IL GIOCO LEGALE IN ITALIA

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1- I MISTERI DEL PROCURATORE WALFENZAO TRA LABOCCETTA E IL RE DELLE SLOT-MACHINE - OLTRE CHE NELL´AFFAIRE MONTECARLO, IL RAPPRESENTANTE DELLA PRINTEMPS È COINVOLTO IN ALTRE VICENDE ITALIANE
Corrado Zunino per \"la Repubblica\"

JamesJames Walfenzao

Il giorno del rogito della casa di Montecarlo, l´11 luglio del 2008, l´uomo vestito con un impeccabile blazer esordì: «Salve, sono Walfenzao James». Il legale rappresentante dell´ormai mitica Printemps Ltd, la società che acquisto i 55 metri quadrati di Boulevard Princess Charlotte, è certo un signore dallo spirito pronto. E i suoi affari sono difficilmente penetrabili. Lo conosce il tesoriere storico di Alleanza nazionale, Franco Pontone: incassò da lui i 300mila euro per il pianoterra da ristrutturare.

giancarlogiancarlo tulliani

Lo conosce Giancarlo Tulliani, e nello staff di Gianfranco Fini molti temono che quello sia il contatto che possa provocare nuovi guai al «cognato» aprendo scenari inediti alla vicenda Montecarlo. Nei ritratti che vengono dedicati al broker internazionale, alla sua casella non c´è mai una fotografia. È un legale dell´off-shore che si muove tra Miami, Panama e Montecarlo (dove ha la residenza), esperto nel creare società appoggiate a paradisi fiscali.

James Walfenzao è rappresentate unico del Francesco Corallo Trust, società che ha le sue quote al 99,9 per cento nell´isola di Santa Lucia. Sì, è la stessa isola dove sono state create - il 30 maggio 2008, a un minuto di distanza una dall´altra, con una spesa di 300 dollari e un capitale sociale di mille - le due società schermate proprietarie della casa di Montecarlo: la Printemps Ltd e la Timara, entrambe con sede negli uffici antillani della Corpag del nostro Walfenzao. Ma chi è Francesco Corallo?

È il proprietario del gruppo Atlantis che, con sedi ad Amsterdam e Londra, controlla slot machine e videopoker in tutto il mondo. Corallo possiede tre casinò a Saint Martin (sempre Antille), due a Santo Domingo e uno a Panama. Corallo, 50 anni, catanese, è un uomo incensurato che ha visto archiviare due processi a suo carico per traffico di droga e riciclaggio sostenuti dalla Procura di Roma sulla base di informative di finanza e polizia che lo volevano legato al boss del narcotraffico boliviano, l´ex parà Marco Marino Diodato. È figlio di Gaetano, che ha scontato sette anni e mezzo per associazione a delinquere e affiancò Nitto Santapaola nella scalata (fallita) ai casinò italiani negli anni Ottanta.

GIANFRANCOGIANFRANCO FINI

Ecco, Walfenzao, l´uomo a cui Giancarlo Tulliani portò l´affare della casetta di An a Montecarlo, è il procuratore di un signore del gioco d´azzardo mondiale. Per anni l´amministratore di Atlantis World Giocolegale (il braccio italiano del gruppo, oggi ribattezzato Bplus) è stato Amedeo Laboccetta, vecchio missino napoletano, storico amico di Fini che nell´agosto del 2004 portò il leader di An a immergersi nei mari antillani di Saint Martin (L´espresso lo immortalò a cena con Laboccetta nel ristorante del casinò di Corallo). Un mese prima Atlantis aveva ottenuto una delle dieci concessioni per il «gioco a distanza» grazie a un decreto del ministro Siniscalco (governo Berlusconi) e in breve si prenderà un terzo del mercato delle «new slot» italiane.

AmedeoAmedeo Laboccetta

Successivamente la Guardia di finanza scoprirà l´evasione della Atlantis di Corallo-Walfenzao da 31 miliardi di euro. Laboccetta di recente ha lasciato l´incarico della società, dove, però, lavora il figlio. E ha lasciato il vecchio amico Fini: è rimasto nel Pdl, che potrebbe candidarlo a sindaco di Napoli.

Questa storia di gioco d´azzardo e paradisi fiscali, di cui ha parlato anche il giornalista-imprenditore Walter Lavitola, oggi tocca Giancarlo Tulliani. Il cognato di Fini, che ha preso la residenza a Montecarlo il 20 febbraio 2009, ha sorprendentemente domiciliato le sue residenze monegasche proprio a casa del broker James Walfenzao, in Avenue Saint Roman.

2- SALVE, SONO WALFENZAO E RISOLVO PROBLEMI
Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica per il Giornale

MarioMario Baldassarri

Da un lato «fonte» (del governo di Saint Lucia), dall\'altro «ponte» (tra gli affari del gruppo Atlantis e la compravendita monegasca). Nel suo messaggio video, Gianfranco Fini ha citato il cognato, Giancarlo Tulliani, e il tesoriere «galantuomo» Francesco Pontone. Ma dei protagonisti off-shore dell\'affaire immobiliare ha fatto un nome che ha un ruolo centrale in tutta la vicenda: quello di James Walfenzao.

Un accenno quasi casuale, riferito al rogito dell\'11 luglio 2008, quando An vendette per appena 300mila euro la casa di boulevard Princesse Charlotte a Printemps. E Walfenzao, quel giorno, firmò proprio come rappresentante dell\'acquirente.

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Ma dalla diffusione della lettera del governo di Saint Lucia che individua in Tulliani il «beneficiario effettivo» di Timara, è emerso un nuovo sorprendente ruolo di Walfenzao, che di parti in questa lunga storia ne aveva già interpretate tante.

La missiva, infatti, indica proprio in Walfenzao la «fonte» delle indagini preliminari. L\'uomo al cui indirizzo monegasco Giancarlo Tulliani ha domiciliato le bollette della luce, dunque, è anche quello che, su pressione delle autorità della nazione insulare, ha indicato nel «cognato» di Fini il proprietario di fatto delle fiduciarie off-shore e, quindi, della casa nel Principato.

L\'uomo citato da Fini è dunque quello a cui il dipartimento delle Finanze di Saint Lucia, guidato da Isaac Anthony, e su input del primo ministro Stephenson King, chiede lumi sulla vicenda. E Walfenzao risponde, «in relazione agli obblighi degli agenti registrati a Saint Lucia», in quanto rappresentante della Corpag Service Usa.

IsolaIsola di Santa Lucia

La lettera lo spiega esplicitamente: «I corrispondenti, tramite Walfenzao hanno risposto di aver fatto un\'indagine sulla vicenda e ordinato una visita a Monaco al notaio Paul-Louis Aureglia (...) per determinare perché il prezzo di vendita fu così basso rispetto al prezzo di mercato dell\'immobile all\'epoca».

E sono sempre i documenti forniti dai «corrispondenti» della Corpag, dunque da Walfenzao, che hanno reso possibile alle autorità di Saint Lucia accertare sia che Tulliani era il «beneficiario effettivo» della Timara, sia che il «cognato» si era avvalso dei servizi della Jason Sam di Montecarlo (la società di Tony Izelaar e Suzi Beach, gli altri consulenti finanziari protagonisti dell\'affaire) e della Corpag Usa di Walfenzao.

casacasa montecarlo

Ma dai registri di Saint Lucia, Walfenzao risulta anche come «contact» della Corpag locale, quella che ha sede in Manoel street, 10, nello studio legale di Michael Gordon. Al cui indirizzo, tra l\'altro, risultano le sedi legali di tutte le fiduciarie off-shore che si sono rimbalzate la proprietà della casa che An ereditò da Anna Maria Colleoni: Printemps, Timara, Janom Partners e Jaman Directors.

finifini laboccetta in vacanza

Walfenzao è dunque «presente» a Saint Lucia, dove è tra i riferimenti della Corporate Agent Saint Lucia ltd. È presente negli Usa, come corrispondente della Corpag di Miami, al 999 di Brickell Avenue. Ma come è noto è anche a Montecarlo, dove abita con la moglie in avenue Princesse Grace, a un solo portone di distanza dalla sede della Jason Sam. Una quasi ubiquità anche più impressionante, considerando che Walfenzao controlla, per conto dell\'imprenditore italiano di gioco autorizzato (in Italia) e casinò (ai Caraibi) Francesco Corallo, la Uk Atlantis Holding Plc, una delle società del gruppo.

FrancescoFrancesco Pontone

Ed è qui che, incrociando la struttura societaria del gruppo Atlantis con quanto scritto nella lettera del governo di Saint Lucia, vien fuori un link piuttosto clamoroso proprio con l\'affaire di Montecarlo.

ManifestoManifesto elettorale Stephenson King

Perché Walfenzao controlla la Uk Atlantis attraverso due società - la Corporate Management St. Lucia ltd e la Corporate Management Nominees, inc - che la missiva del ministro della Giustizia Francis cita come società che controllano Printemps e Timara, e che detengono le azioni della Jaman directors, una delle altre off-shore.

E le due società legate ad Atlantis, secondo la lettera, «agivano su ordine» sia di Walfenzao che di Izelaar. Dunque, c\'è un legame diretto tra la compravendita della casa di Montecarlo e il gruppo di Corallo. Vicino all\'ex An, tanto che Amedeo Laboccetta, già parlamentare del partito di Fini (e ora nel Pdl) ed ex rappresentante per l\'Italia della Atlantis World di Corallo, portò al ristorante del casinò Beach Plaza di Saint Marteen anche Gianfranco Fini, nel 2004, per una cena a cui partecipò anche Checchino Proietti, braccio destro del presidente della Camera.

FrancescoFrancesco Proietti Cosimi

E uomo che, per la procura di Potenza che indagò sulla vicenda (la Corte dei Conti constatò un ammanco nelle casse dell\'erario di oltre 31 miliardi di euro), si spese con i monopoli italiani per evitare che l\'Atlantis perdesse la licenza per il gioco legale in Italia.

Solo coincidenze? Nel frattempo, proprio sull\'entourage finanziario di Walfenzao, preannuncia novità clamorose l\'editore de l\'Avanti, Walter Lavitola, l\'uomo etichettato da Bocchino come «faccendiere» e dal deputato finiano ritenuto l\'ispiratore della divulgazione della lettera del ministro della giustizia di Santa Lucia.

LorenzoLorenzo Rudolph Francis - ministro di giustizia dell\'isola caraibica di Santa Lucia

Lavitola, che ha respinto accuse e insinuazioni, ribadisce di essersi occupato solo marginalmente dell\'affaire di Montecarlo perché impegnato su una connection di più largo respiro tra l\'Italia e il Sudamerica. «Cercando riscontri per quest\'altra storia d\'interesse giornalistico - ha detto - sono incappato in un collega free lance che mi ha mostrato una mail che ritengo di massima importanza per questa vicenda. All\'epoca non ci ho fatto troppo conto ma oggi, dopo quel che è successo, giornalisticamente sono molto interessato a recuperarla».

LAVITOLALAVITOLA

La mail, sempre secondo Lavitola, farebbe luce sul proprietario della società che acquistò da An l\'appartamento monegasco. «La mail è stata passata a questo giornalista da una persona a cui era stata fatta un\'intervista e che, per provare che quel che diceva era vero, gli aveva mostrato la lettera inviata via internet.

In questa mail il gestore di una società che stava a Montecarlo diceva all\'agente concessionario delle società a Santa Lucia, che è un alto magistrato, che in Italia era in corso uno scontro molto duro tra Fini e Berlusconi basato sulla proprietà di un immobile di una delle due società, scriveva, «da me gestite».

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In merito a questo dettaglio, proseguiva la mail, si sarebbe fatto riferimento a Tulliani e alla decisione eventuale di rescindere l\'incarico a seguito della «pubblicità negativa relativamente anche alla mia persona». Se la mail esista davvero, se sia autentica e se l\'autore della stessa corrisponda a Walfenzao (o a qualcuno del suo ristretto entourage) lo scopriremo presto.

 

 

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