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A ROTTA DI COLLE - DE MAGISTRIS, MASSACRO NAPOLITANO: "non difende in modo adeguato la Costituzione. È un uomo del sistema, che proviene dall’ala migliorista dal Pci, quella coinvolta in Tangentopoli. Lui è questo, perciò non mi ha deluso" - LA FURIA DEL MIGLIORISTA MACALUSO: "a rendere anormale la vicenda politica italiana non sono solo Berlusconi e i suoi soci ma anche i Di Pietro e i De Magistris"...

1 - DE MAGISTRIS VS. NAPOLITANO: È UN UOMO DEL SISTEMA»...
Fabrizio D'Esposito
per "Il Riformista"

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Luigi De Magistris a ruota libera per più di due ore, tra una portata e all'altra in uno storico ristorante romano sulla Flaminia Vecchia, Ai Due Ponti. L'eurodeputato dell'Italia dei valori è stato infatti l'ospite d'onore del primo Cenacolo di marzo, i salotti conviviali organizzati dal giornalista Marco Antonellis.

GIORGIO NAPOLITANOGIORGIO NAPOLITANO

Ancora una volta De Magistris ha rivendicato il diritto a criticare il presidente della Repubblica, già bersaglio delle critiche giustizialiste per la firma al decreto salva-liste del Pdl: «Napolitano mica è il Papa. E secondo me non difende in modo adeguato la Costituzione. Non sono contento di come interpreta il suo ruolo. Ho avuto modo di rendermene conto già nella mia vicenda di pm quando intervenne in vicende interne alla magistratura. Poi c'è stato il lodo Alfano che avrebbe dovuto rispedire indietro con un messaggio alle Camere e non l'ha fatto. Poi c'è stato lo scudo fiscale. Adesso il decreto interpretativo. Ecco, perché è inadeguato».

BERLUSCONI XBERLUSCONI X

L'invettiva non è finita. Continua così: «Cossiga, che è stato tra i peggiori presidenti della Repubblica, veniva massacrato tutti i giorni da parte della stampa. Perché allora non si può parlare male di Napolitano? Deluso da lui? No, perché non mi aspettavo nulla. È un uomo del sistema, che proviene dall'ala migliorista dal Pci, quella coinvolta in Tangentopoli. Lui è questo, perciò non mi ha deluso».
Verso la fine, però, De Magistris avverte, sulla manifestazione di oggi del Pd: «Guai a trasformarla in una manifestazione contro il capo dello Stato, cui comunque va una critica ferma. Si scende in piazza contro un disegno autoritario». La svolta di Bersani in piazza? «Una mossa elettoralistica. Il Pd ha già pagato un prezzo alto all'Idv in termini di voti. Stavolta non poteva sottrarsi».

Non manca la solita stoccata a Di Pietro: «Il balletto sul palco, chi sale chi scende, chi parla, chi no, non mi interessa. Io starò realmente nella piazza, tra la gente». A proposito della rivalità con il fondatore nonché padre-padrone dell'Idv: «Credetemi, all'inizio la storia del dualismo non c'è mai stata. Poi voi giornalisti avete talmente insistito con questa storia che alla fine qualcosa è successo».

L'occasione conviviale agevola anche una previsione sugli scenari futuri: «Berlusconi governerà fino al 2013 a meno che non esca davvero un'inchiesta pesante, seria su di lui». E il dopo? Risposta: «Fini non conta nulla e non mi piace, soprattutto se dovesse presentarsi con Laboccetta e Bocchino. Comunque in caso di dialogo bipartisan sulle riforme istituzionali, senza Berlusconi tra i piedi e senza questa maggioranza, con lui ci parlerei. Il mio candidato-premier?

Non c'è ancora e sono preoccupato dal fatto che una parte del Pd lavori all'ipotesi Casini, uno che senza Cuffaro non sarebbe in Parlamento. Il sogno? Un'Idv che non si fonda con il Pd, come auspicato da Di Pietro, ma diventi il perno di una federazione con la sinistra radicale e i movimenti. Possiamo arrivare tra il 15 e il 20 cento».

berlusconi finiberlusconi fini

2 - MACALUSO: DE MAGISTRIS COME BERLUSCONI...
Emanuele Macaluso
da www.leragioni.it

Il carattere eversivo del partito dipietrista oggi è sottolineato dalle dichiarazioni del socio di Di Pietro, l'ex magistrato De Magistris. Questo signore (leggo il Riformista di oggi) ha ancora una volta aggredito verbalmente il Presidente della Repubblica definito "un uomo del sistema, che proviene dall'ala migliorista del PCI quella coinvolta in tangentopoli". Una mascalzonata.

Purtroppo nel PD non c'è nessuno dei dirigenti che dica a questo signore di levarsi il cappello quando parla di persone come Napolitano, Lama, Chiaromonte, Bufalini, Perna, Colajanni e con loro tutti gli altri, anziani e giovani, che con l'area riformista, nel PCI e con il PCI, fecero una limpida battaglia politica e culturale e sono un patrimonio politico e morale non solo della sinistra ma della democrazia italiana.

Oggi a Roma c'è una manifestazione del centro-sinistra per rivendicare uno svolgimento normale della vita democratica del nostro paese. Giusto. Ma è bene sapere e dire che a rendere anormale la vicenda politica italiana non sono solo Berlusconi e i suoi soci ma anche i Di Pietro e i De Magistris. E se si tace questa verità, non si dice tutta la verità e quindi non si è credibili.

 

 
[16-03-2010]