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ACCERTATO CHE ORMAI GLI ASSASSINATI IN TAVOLA SONO DUE – SALVO TERRORI/ORRORI PROSSIMI VENTURI – SORGE SPONTANEA LA DOMANDA: COME MAI MARRAZZO ERA COSÌ CONVINTO DI SOPRAVVIVERE POLITICAMENTE AL RICATTO SESSUALE? SECONDO: CHI, DALL’ALTO, GLI AVEVA ASSICURATO TALE “IMMUNITÀ/IMPUNITÀ” DI RICANDIDARSI A GOVERNATORE DEL LAZIO? QUALE ORGANO ISTITUZIONALE, OLTRE AI CARABINIERI, ERA A CONOSCENZA DEL FATTACCIO DI VIA DE-GRADOLI? PERCHé MARRAZZO SI è CHIUSO IN CONVENTO E NON CHARISCE TUTTO? - CHI HA UCCISO PER OVERDOSE RINO CAFASSO, PAPPONE DI TRANS E SPIA DEI CARABINIERI? NON è STRANO CHE UN COCA-PUSHER NON SAPPIA RICONOSCERE LA COCA BUONA? -

1 - DAGOREPORT
Accertato che ormai gli assassinati in tavola sono due - salvo orrori prossimi venturi - lo scandalo M'arrazzo di trans va riletto, magari seguendo i dettami del poliziottesco più classico. E subito sbucano alcuni quesiti che l'ex governatore del Lazio dovrebbe chiarire. Per dissipare la cortina del ‘sessassassino' in cui è avvolto il pasticciaccio brutto di via de-Gradoli.

Il Quartiere del Giallo MArrazzo - BrendaIl Quartiere del Giallo MArrazzo - Brenda

Cominciamo dal 3 luglio scorso allorché un Marrazzo smutandato viene ‘intercettato' da quattro carabinieri capitanati dal pusher-pappone Rino Cafasso in casa della sua "fidanzata" Natalì. Armati di telefonino impostato su modalità video, costruiscono l'arma del ricatto.

brenda marrazzobrenda marrazzo

A questo punto, un politico in scadenza di mandato fa un brevissimo ragionamento e annuncia ai media e al suo partito di rinunciare a ricandidarsi alla guida della Regione Lazio. Un ‘avvertimento' di quel tipo non lascia grandi speranze. Invece, nisba. Marrazzo non solo è convinto di farla franca ma dopo la misteriosa morte per overdose letale di Cafasso (12 settembre), è sempre più sorridente e sicuro di restare attaccato alla poltrona di governatore. Roma potentona lo intercetta al fianco della moglie Roberta Serdoz alla festa del cinema di Alemanno, sbaciucchiante destra e sinistra. Tranquillo come un pisello nel proprio baccello.

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A questo punto sorge spontanea la domanda: come mai Marrazzo era così convinto di sopravvivere al ricatto? Secondo: chi, dall'alto, gli aveva assicurato tale "immunità/impunità"? Quale organo istituzionale, oltre all'Arma dei Carabinieri, era a conoscenza del fattaccio di via de-Gradoli?

Perché non esiste nella natura della politica che un rappresentante al vertice delle istituzioni colpito da un pesantissimo ricatto sessuale non abbandoni subito la partita. Per dedicarsi al bricolage domestico o ad aprere una pizzeria. Invece, il Marrazzo continua imperterrito ad essere ottimista fino al punto che ci vuole una telefonata di Berlusconi - avversario politico per eccellenza! - ad aprirgli gli occhi: guarda che il trans-video l'hanno già visto in tanti, in troppi lo hanno in mano e sono interessati a bruciarti i culo sui giornali. E proprio nel giorno stesso in cui l'ex giornalista di Rai3 si doveva recare a Milano per trattare l'acquisto del filmatino presso l'Agenzia Foto Masi che arrivano i fulmini del giudizio.

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2 - «IL GOVERNATORE FU CHIAMATO IN UFFICIO A LUGLIO»
Corriere della Sera - «Marrazzo mi ha più volte ribadito di non essere stato ricattato. Fino a quando l'ha chiamato Berlusconi è stato convinto di averla fatta franca; ne era convinto perché quando chiamò in Regione un uomo che si presentò come Giorgio il poliziotto, quest'ultimo non riuscì mai ad andare oltre la segreteria». Lo ha detto il difensore di Piero Marrazzo, Luca Petrucci ieri sera a «Porta a porta». Secondo il legale dell'ex governatore del Lazio anche il transessuale Brenda avrebbe chiamato in Regione ed esattamente tra il 7 e il 17 luglio. Questo perché, ha sottolineato il legale, chi ha risposto a quella telefonata è andato poi in ferie.

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«Ritengo che Brenda - ha aggiunto il legale - abbia chiamato in Regione perché era in contatto con gli stessi carabinieri» accusati di estorsione nei confronti di Marrazzo». L'avvocato ha anche contestato quanto affermato da China, un'amica di Brenda, ossia che Marrazzo abbia pagato 30 mila euro a Natalie: «Non ha mai pagato cifre di questo tipo. Ha sempre parlato di mille euro, comprensivi della prestazione sessuale e del consumo occasionale di cocaina».

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3 - CHI HA UCCISO RINO CAFASSO, COCA-PUSHER E PAPPONE DI TRANS, CONFIDENTE DEI CARABINIERI E RICATTATORE DI MARRAZZO?
Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

«Ero lì con lui quando ha comin¬ciato a sniffare cocaina. L'abbiamo assaggiata, ma io ho sentito subito che era amara e non l'ho più voluta. Non mi piaceva». È il 12 settem¬bre scorso. Gianguerino Cafasso, detto Rino, è morto da poche ore nella stanza dell'hotel Ro¬mulus, sulla via Salaria a Roma. Il transessuale che era con lui racconta agli investigatori che cosa è accaduto. Ha 27 anni, si chiama Adriano Da Motta, ma tutti lo conoscono come Jenni¬fer. È disperato. Con Rino, pusher dei viados della Cassia, convive da tempo. Nessuno in quel momento pensa che l'uomo sia vittima di un omicidio. Nessuno sa che due mesi prima ha cercato di vendere a due giornaliste del quo¬tidiano Libero un video che riprende Piero Mar¬razzo insieme al transessuale Natalie.

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LA SNIFFATA DEL PUSHER
Adesso tutto è cambiato. Perché in Procura appaiono convinti che Rino sia stato ucciso. Proprio come Brenda, trovato cadavere nel suo monolocale in via dei Due Ponti quattro giorni fa. Si conoscevano bene. Entrambi erano nel «giro» dei carabinieri poi arrestati perché accu¬sati di aver ricattato il governatore. Entrambi potrebbero aver «gestito» video e foto dei clien¬ti.

Vite parallele che si intrecciano in un epilo¬go tragico. E allora diventa cruciale ricostruire le ultime ore di vita di Cafasso, scoprire chi ha incontrato e soprattutto chi può avergli fornito la dose mortale. Coca tagliata con eroina, que¬sto dicono i primi esami tossicologici. Ora si cerca lo spacciatore, un nordafricano che la coppia conosceva e, sembra, li rifornisse abi¬tualmente.

il capo della mobile vittorio rizzi   by gmt mezzelaniil capo della mobile vittorio rizzi by gmt mezzelani

È stato proprio il comportamento del «pu¬sher » straniero, così come l'ha descritto Jenni¬fer, a insospettire i magistrati. «Quel giorno- ha ricostruito il transessuale - siamo rimasti in albergo fino al pomeriggio e poi siamo usci¬ti per andare a cercare la droga. Siamo entrati in una casa dalle parti sulla Flaminia, tra Saxa Rubra e Tor di Quinto. Lì c'era questo nero che ci ha dato la cocaina. Rino non sembrava con¬vinto, era come se non si fidasse. Invece l'uo¬mo è riuscito a convincerlo perché l'ha assag¬giata davanti a lui. Gli ha detto che la sniffava per dimostrargli che era roba buona». Cafasso era uno spacciatore, di cocaina si intendeva. Che cosa l'aveva insospettito? perché aveva de¬ciso poi di comprarla?

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LA SERATA IN ALBERGO
Quando tornano al Romulus salgono subito in camera. In albergo vivono dal 27 agosto. «Prima - chiarisce Jennifer - avevamo una casa all'Ostiense. Me l'aveva data una donna russa, ma poi siamo dovuti andare via e abbia¬mo cominciato a vagare. Al Romulus avevamo deciso di rimanere fino al 13 settembre». Cafas¬so muore poche ore prima. Appena rientrato comincia subito a sniffare. Jennifer invece non ne ha voglia. «La coca era cattiva e così mi so¬no messa a guardare la televisione», ha ricorda¬to. In realtà l'esperto era Rino, possibile non si sia accorto che gli avevano dato droga tagliata male?

la casa di brendala casa di brenda

Poco dopo aver «tirato» l'uomo si addor¬menta. La mattina successiva Jennifer cerca di svegliarlo ma non ottiene risposta. Per sua stes¬sa ammissione, non si insospettisce. Scende al¬la reception, poi torna su in camera. Rino è già morto, ma il convivente dà l'allarme soltanto qualche ora dopo. «In realtà - spiega poi agli investigatori - avevo capito che stava male ed ero andata a cercare un medico. Io l'amavo. Sta¬vamo insieme da tempo ed è sempre stato buo¬no con me».

gianguerino cafassogianguerino cafasso

Non ci sono sospetti sul suo con¬to. Ma molti interrogativi riguardano il ruolo che potrebbe aver avuto nella vicenda che ha coinvolto il presidente della Regione. Sapeva Jennifer che Rino aveva cercato di vendere il video di Marrazzo? Sapeva che era un confiden¬te dei carabinieri arrestati per il ricatto a Mar¬razzo e sospettati di aver taglieggiato da alme¬no un paio d'anni altri viados?

LE «SOFFIATE» SUGLI INCONTRI
Le giornaliste di Libero hanno raccontato che il 15 luglio, dopo aver mostrato loro il fil¬mato, «Cafasso ci disse che sarebbe andato via perché qualcuno voleva farlo fuori». I carabi¬nieri finiti in galera sostengono che sia stato proprio lui a fare le riprese con il telefonino. Il suo avvocato - sia pur tra molte incertezze e omissioni - sostiene il contrario: «Mi raccon¬tò che loro gli avevano soltanto chiesto di ven¬derlo ».

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L'indagine sta cercando di ricostruire come sia andata real¬mente, ma quanto è già stato accertato ba¬sta a comprendere lo stretto rapporto che esi¬steva tra Rino e i milita¬ri. E soprattutto i segre¬ti che Rino custodiva. Perché di numerosi transessuali era il «pap¬pone ». Portava la cocai¬na poco prima dell'arri¬vo del cliente e al termi¬ne dell'incontro passa¬va a ritirare la sua par¬te. Dunque conosceva perfettamente i nomi di chi entrava in quegli appartamenti.

Informazioni prezio¬se che spesso avrebbe «girato» a carabinieri e in particolare a Nicola Testini, arrestato e poi scarcerato dal tribunale del Riesame, ma tut¬t'ora accusato di aver tentato di estorcere dena¬ro al governatore. Racconta il legale di Cafasso: «Quando mi chiese aiuto per vendere il video, mi disse che Marrazzo aveva dato 50.000 euro ai carabinieri». Per cedere le immagini Rino ne aveva chiesti 500.000.

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Ben prima che la vicen¬da diventasse pubblica con gli arresti per estor¬sione, Rino aveva manifestato timori per la sua vita. Di che cosa aveva paura? Dopo il suo in¬contro con le giornaliste di Libero , la trattativa è passata nelle mani dei militari che hanno atti¬vato diversi canali per cercare acquirenti. Rino era fuori gioco, ma continuava a frequentare l'ambiente dei viados, a carpirne i segreti. E la procura è convinta che qualcuno abbia deciso di farlo tacere per sempre.

 

 

 
[24-11-2009]