Pierre de Nolac per "Italia Oggi"
Alemanno Scalata
1- ALEMANNO SCALA UNA PARETE. A ROMA...
Sfoggiava una maglietta rossa, il sindaco Gianni Alemanno. Quella del soccorso alpino e speleologico. Dopotutto, sembrava un'impresa garibaldina: scalare una bella parete, un sesto grado, a Roma. La torre è stata installata nel verde di Monte Mario, nel parco del Rome Cavalieri, quello che tutti continuano sempre a chiamare Hilton, anche dopo il cambio del nome.
GIANNI ALEMANNO - copyright Pizzi
Alemanno si è presentato puntuale, alle nove e mezza del mattino, per cominciare la scalata. È stato velocissimo: ama la montagna, e si nota. Dopo di lui, ecco le comiche: merito di Pino Insegno, che ha voluto imitare Alemanno. La prova del conduttore televisivo (e non soltanto) è stata ardua: la fatica si notava a occhio nudo, con Insegno che a metà strada sembrava voler lasciar perdere.
Poi, dal basso, un amico gli ha urlato: «Pensa a Claudio Lotito»! Improvvisamente, Pino ha ricominciato a salire, stavolta rapidamente, conquistando la vetta in men che non si dica. Subito dopo, però, Alemanno è stato tentato dal piccolo pubblico di amici a ripetere l'operazione: e lui non se lo è fatto chiedere due volte.
Lotito - Copyright Pizzi
2- FRANCESCO GIRO? SAPEVA DELLO STADIO DELLA ROMA...
Le associazioni ambientaliste lo applaudono. Peccato che tra di loro, gli ecologisti, nessuno ha mai pensato (nemmeno per sbaglio) di votare Pdl. Eppure il sottosegretario Francesco Maria Giro Inanella, uno dietro l'altro, polemiche provenienti dal mondo dell'imprenditoria romana, quella che cerca di spezzare la congiuntura economica sfavorevole e crede nello sviluppo della capitale.
Come nel caso dello stadio della Roma, caro alla famiglia Sensi. Giro ha detto che il ministero per i Beni e le attività culturali non era a conoscenza del progetto, ma è stato smentito dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, a margine della conferenza convocata per salutare il nuovo presidente del Palaexpo, Emmanuele Emanuele.
Il laziale doc Pino Insegno - Sonia Tozzi
E il primo cittadino aveva messo nel suo programma elettorale la costruzione dei nuovi poli sportivi di Roma e Lazio. Ma Giro continua a dire di non sapere nulla. Tanto che pure le tv locali private lo bacchettano: su T9, in un editoriale, il direttore Gaetano Pedullà ha detto che un confronto con il sottosegretario «fa impallidire il verde Alfonso Pecoraro Scanio».
3- QUANDO LA RAI FACEVA JOINT VENTURE CON I TEATRI...
La memoria di Carlo Molfese, classe 1934, una delle colonne del teatro italiano, capace di far nascere un successo dal nulla, è prodigiosa. L'altra sera era al teatro dell'Angelo di Roma, quello caro a Bedy Moratti, diretto da Antonello Avallone, e ha ricordato le difficoltà vissute per creare lo storico teatro Tenda.
francesco giro - copyright Pizzi
Lui viene definito «l'enciclopedia vivente del teatro del Novecento», ha raccontato ad alcuni amici, tra attori conosciuti da una vita, che quell'esperienza fu resa possibile dalla Rai. Grande amico di Massimo Fichera, che per tanti anni è stato ai vertici dell'azienda radiotelevisiva di Stato (primo direttore di Raidue nel 1975, fino alla vicedirezione generale), proprio grazie al dirigente di viale Mazzini riuscì a far vivere il teatro, «grazie a una joint venture».
yrm41 i sensi
Negli spettacoli c'erano Roberto Benigni, Gigi Proietti, Renato Zero, Lucio Dalla, Pino Daniele, Massimo Troisi, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo, con la diretta della seconda rete Rai per il suo compleanno. Inutile dire che oggi un'operazione del genere sarebbe impossibile, per il servizio pubblico.
Alemanno e Pino Insegno