AMATO LANCIA LA VOLATA ALLA BONINO E SE LA PORTA ALLA TRECCANI - MILLY CARLUCCI BALLA, MA IL TEVERE SALE - L'IRAN MAI ISOLATO GRAZIE ALLA CULTURA - CASTELLI SI BECCA L'APPLAUSO DI SANTORO - SUDTIROLESI AMANO LA POLITICA CASINISTA: OGNI ALLEANZA è BUONA...
Pierre de Nolac per ITALIA OGGI
1 - AMATO LANCIA LA VOLATA ALLA BONINO E SE LA PORTA ALLA TRECCANI
L'ex presidente del consiglio Giuliano Amato porterà lunedì mattina Emma Bonino alla Treccani. Nel tempio della cultura italiana, nella sua veste enciclopedica il dottor Sottile aveva deciso, ben prima dell'annuncio della candidatura alla presidenza della regione Lazio della leader radicale, di allestire una mattinata sul tema delle pari opportunità di lavoro e carriera, e «contro gli stereotipi diffusi dai media».
GIULIANO AMATO E EMMA BONINO - COPYRIGHT PIZZI
VIRNA LISI ANNA FENDI
Così dopodomani, nella sala Igea dell'Istituto dell'enciclopedia italiana, verrà presentato il comitato «Pari o dispare», con l'economista Fiorella Kostoris e la vicepresidente del senato Bonino, rispettivamente nelle vesti di presidente e presidente onoraria del suddetto nuovo organismo.
Il comitato sarà un osservatorio sulle discriminazioni nei confronti delle donne: per le pari opportunità di lavoro e di carriera, per il merito, per contrastare gli stereotipi femminili diffusi dai media che influenzano l'accesso e il trattamento nel mercato del lavoro, la segregazione orizzontale e verticale (sic), le retribuzioni.
«Pari o dispare», secondo i propositi cari allo stesso Amato, riunirà donne, uomini, associazioni, professionisti di ogni settore, certi che il raggiungimento della parità sia la vera sfida per la modernità dell'Italia e che le azioni discriminatorie nei confronti delle donne e l'immagine femminile diffusa dai media «ne ostacolano lo sviluppo economico, sociale e politico».
grbe43 emma bonino crollata
E la costituzione italiana e le direttive europee sulla parità sono i pilastri su cui si fonda il progetto «Pari o dispare». Chissà se lunedì mattina si affaccerà anche Renata Polverini, pure lei candidata, ma per il Pdl, alla conquista della poltrona che è stata occupata da Piero Marrazzo.
emma bonino balla twist
E a proposito delle donne (oltre che della regione Lazio), magari qualcuno chiederà ad Amato se per lui l'Unione europea (dove la Bonino ha ricoperto il ruolo, vivamente apprezzato, di commissario) è ancora «ermafrodita»: Emma aveva replicato, dopo aver saputo la battuta dell'ex numero uno dell'Antitrust, che non si trattava «dell'immagine più calzante».
emma bonino mare barca lap
2 - MILLY CARLUCCI BALLA, MA IL TEVERE SALE
Sarà pure un generale, Milly Carlucci, secondo la definizione del direttore di Raiuno Mauro Mazza, ma pure la conduttrice della nuova edizione (la sesta) di «Ballando con le stelle» guarda con apprensione al livello del fiume Tevere. Sì, la trasmissione nasce nell'Auditorium Rai del Foro Italico, e bastano pochi passi (senza danzare) per andare a vedere a che punto è arrivata la cosiddetta «piena».
Stasera apparirà Carl Lewis, il «figlio del vento», ex atleta statunitense, velocista e saltatore, che negli anni ottanta era stato considerato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi. Pelé invece non sarà della partita «per gravissimi problemi di famiglia», mentre gli interpreti principali sono confermati:
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Ronn Moss (lo storico Ridge di Beautiful), Raz Degan, Barbara De Rossi, Margherita Granbassi e Stefano Pantano in rappresentanza della scherma, Maria Concetta Mattei, Maurizio Battista, Lorenzo Crespi, Benedetta Valanzano, Stefano Masciolini e Veronica Olivier, la modella che ha debuttato al cinema col film «Amore 14» di Federico Moccia. La partenza sarà bagnata, quindi fortunata.
3 - L'IRAN MAI ISOLATO GRAZIE ALLA CULTURA
Nessuno riuscirà mai a isolare l'Iran. Grazie alla storia e alla cultura della sua nazione, Mahmud Ahmadinejad sa bene che l'arte persiana ha sempre permesso di aggirare ogni tipo di embargo possibile nei confronti di Teheran: e l'Italia è una delle nazioni preferite per questo tipo di politica diplomatica.
iran
A fine mese, per esempio, a Roma i dignitari del governo iraniano festeggeranno l'apertura di una singolare mostra che verrà allestita nelle sale del palazzo Fontana di Trevi, nella sede dell'Istituto nazionale per la grafica: merito dei tanti italiani che nel corso dell'Ottocento firmarono straordinarie campagne fotografiche in Persia sotto il regno di Naseroddin Shah, della dinastia qajar.
Storie che si legano al risorgimento italiano: come per Luigi Pesce (1827-1864) e Antonio Giannuzzi (1819-1876), entrambi fuoriusciti a seguito dei moti del 1848 e attivi in Persia come istruttori militari al servizio dello Shah. Città, siti archeologici, luoghi sacri: allora nulla scappò agli obiettivi dei connazionali, da Tabriz a Persepoli, passando per Qom, Isfahan, Bastam, Shiraz, Rey.
ian05 roberto castelli agusta iannini
4 - CASTELLI SI BECCA L'APPLAUSO DI SANTORO
«Ormai a Annozero succede di tutto», hanno commentato i fedelissimi di Umberto Bossi, ieri mattina, reduci dalla visione della puntata della trasmissione di Michele Santoro trasmessa la sera precedente su Raidue.
Già, perché Santoro, che alcuni suoi amici definiscono amichevolmente come un «leghista terrone» (alla faccia di chi lo vede intruppato tra i seguaci di Antonio Di Pietro e dell'Italia dei valori), ascoltando Roberto Castelli non ha saputo proprio resistere e in diretta si è prodotto in un applauso tutto dedicato al politico ingegnere della Lega.
Castelli si trovava dalla parte opposta di Nichi Vendola: quest'ultimo riusciva sempre a evitare l'impaccio provocato dalle domande a trabocchetto di Santoro, con l'effetto però di infastidire il leghista. Lui non ha mai apprezzato il «bla bla» dei politici meridionali, e definendosi troglodita e rozzo (Alba Parietti si è messa ad aggiungere un «razzista») ha commentato sinteticamente che non ne poteva più di tutte «'ste menate». E Michele, che non vedeva l'ora di cambiare argomento, ha voluto dare un segnale battendo le mani.
NIKI VENDOLA
5 - SUDTIROLESI COME CASINI, SENZA TABÙ
In Alto Adige Pier Ferdinando Casini sta facendo scuola. Nel senso che il più famoso partito della zona, la Svp, che da sempre tutela la popolazione di lingua tedesca, non dà per scontata nessuna alleanza, a cominciare dal tradizionale appoggio al candidato del centrosinistra per la poltrona di primo cittadino di Bolzano.
Alba Parietti sul gommoneCosì Siegfried Brugger, parlamentare altoatesino, da una parte giudica positivamente l'esperienza del sindaco uscente Luigi Spagnolli, dall'altra punta alla «solitudine» del primo turno. «Non abbiamo tabù, siamo un partito popolare, moderato e pragmatico e quindi stiamo osservando quanto accade nel centrodestra, dove ancora non si capisce se emergerà la candidatura di una destra moderata e che si riconosce pienamente nell'autonomia speciale, come Giorgio Holtzmann, oppure se prevarrà la linea dei falchi del Pdl», afferma Brugger.
L'alleanza arriverà al secondo turno, col candidato dello schieramento che presenterà un programma «adeguato alle specificità della situazione». Sì, anche tra i politici di madrelingua tedesca c'è chi vuole somigliare al leader dell'Udc.







