(Adnkronos) - Rivendica il suo diritto ad esercitare, come capo della Procura di Roma, le prerogative che gli riconosce l'ordinamento giudiziario nella conduzione dell'ufficio. Ribadisce di aver sempre agito nel rispetto delle regole. E reagisce con querele a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani che hanno pubblicato i verbali dell'interrogatorio fatto giorni fa a Perugia dal pubblico ministero Assunta Cocomello a proposito delle inchieste sui grandi appalti.
giovanni ferrara procuratore di roma
Le querele del procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara sono state fatte al Corriere della Sera e a Repubblica soprattutto con riferimento ai titoli degli articoli che, a suo dire, non rispecchiano il contenuto delle dichiarazioni fatte dalla Cocomello. La querela e' stata anche estesa a due ufficiali dei carabinieri del "Noe", anch'essi interrogati a Perugia.
il magistrato ACHILLE TORO "Hanno detto cose contrarie alla verita' -ha detto Ferrara- io non li ho mai incontrati e loro neppure possono parlare come e' stato scritto dai quotidiani di presunti rallentamenti dell'indagine in conseguenza di 'opportunita' politica'". Della querela Ferrara ha informato gli organi disciplinari e cioe' il Consiglio superiore della magistratura, il procuratore generale presso la Cassazione, il ministro Guardasigilli e anche il procuratore generale della Corte d'Appello.
balducci
Nella informativa inviata agli organi disciplinari Ferrara sottolinea: "con l'occasione mi dolgo del fatto che atti segreti arrivino alle redazioni dei quotidiani, i quali possono costruire, manipolando giornalisticamente le notizie (ignoro per quale scopo) articoli diffamatori. In definitiva, nella vicenda in questione ho preteso rispetto delle regole sulla competenza territoriale, sul coordinamento tra uffici e sul segreto investigativo, oltre ad esercitare il potere-dovere di capo dell'ufficio".
Ferrara, riferendosi a tutta la vicenda, ha aggiunto che e' evidente come a livello di immagine la vicenda Toro "per quanto marginale e circoscritta", si riverberi negativamente su tutto l'ufficio. Ma questo non e' giusto, ha ribadito il magistrato, "perche' danneggiano la mia persona e ribadisco l'immagine dell'ufficio. La mia amicizia con il collega Achille Toro non deve fornire motivo per gettare sospetti sulla Procura di Roma e i titoli dei quotidiani non debbono servire a creare situazioni di disagio. Dall'errore di uno non si puo' coinvolgere l'intero ufficio".