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BEFFA IN VIGILANZA PER DI PIETRO E VELTRONI, ELETTO IL MARGHERITINO VILLARI - ELETTO CON I VOTI PDL - VELTRONI: "VILLARI MI HA PREANNUNCIATO LE DIMISSIONI" - PER WALTERLOO è UN NUOVO SEGNALE DI SGRETOLAMENTO DELLA SUA LEADERSHIP -

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VELTRONI: "VILLARI MI HA PREANNUNCIATO DIMISSIONI"
(ITALPRESS) -
"Villari mi ha gia' preannunciato che andra' dai presidenti di Senato e Camera a rassegnare le sue dimissioni".
Cosi' il leader del Pd Walter Veltroni, parlando con i giornalisti in Transatlantico alla Camera, sulla Commissione di Vigilanza Rai

1 - VILLARI & VILLANI
Corriere.it - Riccardo Villari del Pd è stato eletto presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai con 23 voti. Un vero e proprio colpo di scena, arrivato dopo che Pdl e Lega avevano annunciato l'intenzione di sostenere l'ex esponente della Margherita. E in effetti, Villari ha ottenuto il voto di 21 commissari della maggioranza, ma anche di due membri dell'opposizione, visto che in totale gli esponenti del Pdl e della Lega in Vigilanza sono 22 e che uno era assente. A Leoluca Orlando, candidato dell'opposizione, sono andati 13 voti. Dura la reazione di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori: «Da Berlusconi un colpo di mano contro la democrazia». Poco dopo, il responsabile Comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni, ha confermato che le dimissioni di Villari, eletto dalla maggioranza, sono «probabili». «La linea del partito non cambia» ha precisato.

INCONTRO - Lo stesso Villari ha spiegato che è stata rotta una «prassi», e che non assumerà posizioni in contrasto «con quello che deciderà il mio partito». «Non volevamo che accadesse - ha aggiunto - ma prendo atto dell'esito della votazione perché credo di avere il dovere di rispettare i presidenti delle Camere e il presidente della Repubblica come rappresentante delle istituzioni». Ma, appunto, Villari rimette la decisione al proprio gruppo parlamentare. Nel frattempo chiederà un incontro al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, «che si era interessato della vicenda», per discutere sul da farsi di fronte alla sua elezione con i voti della maggioranza e solo due dell'opposizione. Allo stesso modo, Villari ha ribadito che incontrerà i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Quanto ai tempi di questi incontri, Villari ha risposto: «Per me anche oggi».

REAZIONI - Marco Beltrandi, componente Radicale della Vigilanza Rai, invita invece Villari a non dimettersi «in quanto ci sono atti dovuti che la Commissione deve adottare senza ulteriori ritardi». «A lui vanno le mie congratulazioni per l'elezione a presidente della Vigilanza Rai - afferma Beltrandi - che pone fine ad un vulnus costituzionale durato oltre sei mesi, per sanare il quale i radicali hanno condotto varie e gravi iniziative non violente». Mario Landolfi, deputato del Pdl e membro della commissione di Vigilanza Rai nella scorsa legislatura, commenta l'elezione con una battuta: «Dopo Obama, Villari Clinton...». Per Maurizio Gasparri, Pdl, «l'elezione di Villari rappresenta una soluzione che sblocca una vicenda che ha una rilevanza istituzionale importante. Villari ha raccolto voti trasversali, e cioè più voti di quelli a disposizione del centrodestra. A questo punto crediamo che la Vigilanza possa funzionare, con un presidente affidato all'opposizione».

DI PIETRO - Non la pensa così Antonio Di Pietro. « Signor presidente Videla - ha esordito in aula il leader Idv rivolto al premier - lei è un capo di governo modello Argentina, umilia ogni giorno il Parlamento con colpi mano. Pochi minuti fa ha promosso e realizzato ultimo atto provocatore di questa deriva antidemocratica, la nomina di una persona scelta dalla maggioranza» alla presidenza della vigilanza. «La maggioranza ha avuto l'arroganza di scegliere chi deve rappresentare l'opposizione: un comportamento tipico delle dittature argentine».

ROSA - In precedenza il leader del Pd, Walter Veltroni, e quello dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, avevano chiesto all'Italia dei valori una rosa di possibili nomi tra cui scegliere il candidato per la presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai: un atto di buona volontà per la situazione di impasse venutasi a crear sul nome di Leoluca Orlando. Dopo una quarantina di sedute andate a vuoto, nella giornata di mercoledì c'era stata la prima votazione valida per la nomina del nuovo presidente. Ma il candidato designato dalle minoranze, l'ex sindaco di Palermo, oggi dipietrista, non aveva ottenuto il quorum necessario, a causa della scheda bianca votata in massa da tutti i consiglieri del Pdl, che da sempre esprime dubbi sul nome avanzato dall'Idv. Non solo: anche due degli esponenti del centrosinistra non avevano votato per il fondatore della Rete, segno che anche all'interno dell'opposizione non c'è unanimità di vedute sul suo nome.

IL VETO DEL PDL SULL'IDV - Il nome del presidente della Vigilanza viene per prassi scelto dall'opposizione, trattandosi di una commissione di garanzia. Tuttavia il centrodestra non ritiene Orlando sufficientemente super partes per poter ricoprire questo ruolo che è al tempo stesso istituzionale e politico. Un giudizio che molti esponenti del Pdl estendono all'intero partito di Antonio Di Pietro, accusato di essere giustizialista. Di qui la nuova mossa di Veltroni e Casini, che oltre a sollecitare il partito dell'ex pm a proporre candidature diverse, avevano diramato una dichiarazione congiunta in cui dicevano no alla discriminazione dell'Idv e invitavano il Pdl a non compiere «gesti provocatori» eleggendo un «presidente di comodo». Poi, a scompaginare le carte, è arrivato il voto su Villari.

2 - CHI E' VILLARI, l'epatologo centrista, tifosissimo del Napoli
Corriere.it -
Napoletano, 52 anni, medico epatologo («Fu grazie a un mio studio che per i neonati arrivò la vaccinazione anti epatite B», dice spesso orgoglioso) e da tre legislature in Parlamento, il senatore Pd Riccardo Villari è stato eletto presidente della commissione di Vigilanza Rai. La sua storia politica inizia alla fine degli anni Ottanta quando viene lanciato da Vincenzo Scotti. È l'epoca di Nello Polese sindaco di Napoli. Di lì a poco sarebbe scoppiato il ciclone di Tangentopoli. Nel capoluogo partenopeo si fa ricorso ad una giunta di salute pubblica. E Villari entra a farne parte in qualità di assessore alla Cultura, ma solo per tre mesi.

Nel 1994 aderisce al Ppi e poi segue Rocco Buttiglione nella diaspora. In seguito lo lascia per Clemente Mastella. Nel 2000 si candida alle regionali e resta nella Margherita, nonostante lo strappo di Mastella, ricoprendo la carica di responsabile per il Mezzogiorno. Qualche ruggine con Ciriaco De Mita per un congresso regionale nel quale Villari si candida in contrasto con il «maestro» di Nusco. Più in là i due faranno la pace. Nel 2005 il suo nome circola come candidato alla carica di primo cittadino di Napoli, ma poi la spunta Rosa Russo Iervolino, che viene riconfermata sindaco. Nella XIV e nella XV legislatura Villari è eletto, sempre in Campania, alla Camera. Alle ultime elezioni trasloca al Senato, entrando a far parte della commissione Lavori pubblici e comunicazioni e della stessa commissione di Vigilanza. Napoletano doc anche per quel che riguarda il calcio, Villari è presidente del Napoli Club Parlamento.

 
[13-11-2008]