BERGOGLIONOMICS - IL PAPA ANCORA NON RISPONDE A VIGANÒ MA CONCEDE UN'INTERVISTA AL 'SOLE 24 ORE': ''I POVERI CHE SI MUOVONO FANNO PAURA A CHI VIVE NEL BENESSERE. NON ESISTE UN FUTURO PACIFICO PER L'UMANITÀ SE NON NELL'ACCOGLIENZA. DOBBIAMO TUTTI CONDIVIDERE IL VIAGGIO DEI NOSTRI FRATELLI''

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Sergio Rame per www.ilgiornale.it

 

"I migranti rappresentano oggi una grande sfida per tutti". È dall'inizio del suo pontificato che papa Francesco lo va ripetendo.

 

 

Ma oggi le sue parole tornano ad accusare i governi, come quello italiano o del blocco Visegrad, che si oppongono all'immigrazione clandestina. In una lunga intervista al Sole24Ore, Begoglio è infatti tornato sull'argomento predicando maggiore accoglienza per gli immigrati che si imbarcano lungo le coste del Nord Africa per raggiungere l'Europa. "I poveri che si muovono - denuncia il Santo Padre - fanno paura specialmente ai popoli che vivono nel benessere".

 

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Per papa Francesco non esiste un "futuro pacifico per l'umanità se non nell'accoglienza della diversità, nella solidarietà, nel pensare all'umanità come una sola famiglia". Un monito netto nei confronti di tutti quegli Stati che hanno iniziato, ormai da tempo, a porre un freno all'immigrazione. Secondo Bergoglio, invece, è "naturale per un cristiano riconoscere in ogni persona Gesù".

 

"Cristo stesso ci chiede di accogliere i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati con le braccia ben aperte", spiega nell'intervista al Sole 24Ore riproponendo l'iniziativa che aveva lanciato nel settembre dell'anno scorso Share the Journey - Condividi il viaggio. "Il viaggio si fa in due - argomenta - quelli che vengono nella nostra terra, e noi che andiamo verso il loro cuore per capirli, capire la loro cultura, la loro lingua, senza trascurare il contesto attuale".

 

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Nell'intervista al Sole 24Ore Bergoglio spiega che l'obiettivo della Chiesa è cercare di essere "aperta, inclusiva e accogliente, una chiesa madre che abbraccia tutti nella condivisione del viaggio comune". Lo stesso, a suo avviso, dovrebbero fare, gli Stati. "Non dimentichiamo che è la speranza la spinta nel cuore di chi parte lasciando la casa, la terra, a volte familiari e parenti, per cercare una vita migliore, più degna per sé e per i propri cari - incalza - ed è anche la spinta nel cuore di chi accoglie: il desiderio di incontrarsi, di conoscersi, di dialogare...".

 

Da qui l'appello del Pontefice ai fedeli affinché non abbiano paura di condividere il viaggio e la speranza. "La speranza - conclude - non è virtù per gente con lo stomaco pieno e per questo i poveri sono i primi portatori della speranza e sono i protagonisti della storia".

PAPA BERGOGLIO E LA LAVANDA DEI PIEDI NEL CARCERE DI REGINA COELI PAPA BERGOGLIO E LA LAVANDA DEI PIEDI NEL CARCERE DI REGINA COELI

 

 

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