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BERLUSCONI, MINZOLINI ED INNOCENZI SUL REGISTRO INDAGATI DELLA PROCURA DI TRANI - DUE I REATI CONTESTATI AL PREMIER: CONCUSSIONE E MINACCIA AD UN CORPO POLITICO - MINZO REO PER AVER COMUNICATO A TERZE PERSONE IL CONTENUTO DEL SUO INTERROGATORIO - A INNOCENZI È CONTESTATO L'ARTICOLO 378 DEL CODICE PENALE. OVVERO FAVOREGGIAMENTO - IL CAINANO SCANDALIZZATO: PALESI VIOLAZIONI DI LEGGE: È UNA INIZIATIVA GROTTESCA - IL CAINANO FUROSO: INVITA GLI ITALIANI A SCENDERE IN PIAZZA PER "DIFENDERE LA DEMOCRAZIA" CONTRO "IL GIOCO SEMPRE PIÙ SCOPERTO E PERICOLOSO CHE VEDE ALLEATI LA SINISTRA, I SUOI GIORNALI E I MAGISTRATI POLITICIZZATI DELLA SINISTRA"

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Silvio Berlusconi è iscritto sul registro degli indagati della Procura di Trani. I reati contestati sono due: 317 Codice penale, ovvero concussione. L'altro reato è l'articolo 338 del Codice penale: Art. 338 Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario.
Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorita' costituita in collegio, per impedirne in tutto o in parte, anche temporaneamente o per turbarne comunque l'attivita', e' punito con la reclusione da uno a sette anni.

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Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessita', qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l'organizzazione o l'esecuzione dei servizi.

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Il riferimento è all'ufficio del Garante per le comunicazioni

A Giancarlo Innocenzi è invece contestato l'articolo 378 del Codice penale. Ovvero favoreggiamento. Innocenzi è stato sentito come persona informata dei fatti dalla polizia giudiziaria. Nel corso della deposizione, Innocenzi ha dichiarato il falso e dunque gli viene contestato il favoreggiamento.

Augusto Minzolini, invece, è indagato per l'articolo 379 bis del Codice penale. Il suo interrogatorio era stato secretato e Minzolini ha subito comunicato a terze persone il contenuto dello stesso.

È quindi questo il contenuto della risposta che la procura di Trani ha fornito all'istanza presentata stamani dai legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, che chiedevano se il premier fosse indagato. «Scandalizzato perchè a Trani ci sono state palesi violazioni di legge: è una iniziativa grottesca» che tuttavia «non mi preoccupa affatto» poichè «sono intervenuto a destra e a manca» contro i processi in tv e le mie sono «posizioni non soltanto lecite ma doverose». Così il premier Silvio Berlusconi, intervistato dal Gr1 ha commentato l'inchiesta su Rai-Agcom.

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L'avvocato del premier Niccolò Ghedini sottolinea come «le notizie, se vere, dimostrano l'irrilevanza penale dei fatti, e comunque la totale e assoluta incompetenza territoriale della procura di Trani». A giudizio di Ghedini, però, «ciò che in particolare si deve rilevare è la reiterata e continua violazione del segreto di indagine. Né a un Giudice, né ai difensori, nulla è stato depositato. Tutto è nelle mani della Procura e degli investigatori e, guardacaso, a pochi giorni dalle elezioni, si leggono non solo i contenuti delle intercettazioni, ma perfino i precisi numeri delle stesse e, pur anche, i nomi di chi sarà interrogato nei prossimi giorni».

Accertamenti sulla competenza territoriale e su un eventuale "abuso" delle intercettazioni sono pure il mandato ricevuto dagli ispettori del ministero della Giustizia che da oggi saranno a Trani per verificare eventuali anomalie compiute dalla procura nell'indagine Rai-Agcom. Di fatto gli ispettori sapranno se nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi del premier Silvio Berlusconi e del commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi. Il reato sarebbe quello di concussione. L'invio degli ispettori ha suscitato le proteste dell'Anm di Bari che lo ritiene un «rischio di intralcio all'inchiesta».

«Sono sereno, io sono sempre sereno»: ha detto invece il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, arrivando negli uffici giudiziari. Il procuratore è giunto intorno alle 09.30 e, dopo una capatina al bar, si è diretto al suo ufficio. Ai giornalisti Capristo ha aggiunto: «Comunque non so niente, perchè non ho ancora visto i documenti».

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In contemporanea a Bari, a 50 chilometri più a Sud, sarà in visita il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che consegnerà ai magistrati della procura cinque autovetture sequestrate alla mafia barese. Non è difficile immaginare che l'attenzione sarà tutta per il ministro che due giorni fa aveva denunciato tre «gravissime patologie» nella conduzione dell'inchiesta tranese.

E cioè: «un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio». In attesa dell'arrivo degli ispettori, il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, ha già preso una drastica precauzione: il pm che coordinava le indagini, Michele Ruggiero, da oggi sarà affiancato da altri tre suoi colleghi, i sostituti Fabio Buquicchio, Ettore Cardinali e Marco D'Agostino.

MINZOLINI E BERLUSCONIMINZOLINI E BERLUSCONI

I tre - è scritto nella disposizione di Capristo - dovranno prendere qualsiasi decisione «all'unanimità» e se ci saranno pareri contrari solo il procuratore potrà decidere il da farsi. Una decisione, quella di Capristo, che ha molto infastidito - dicono i ben informati - il pm Ruggiero "commissariato" dal suo capo con il quale, negli ultimi tempi, aveva avuto qualche screzio sugli sviluppi da imprimere alle indagini. Per Ruggiero i tempi erano maturi per chiedere al gip le misure interdittive, per Capristo bisognava invece aspettare. Tutti e due sono invece d'accordo sulla competenza territoriale della procura di Trani, fatto salvo un successivo, eventuale, invio degli atti a Roma. Ora con la coassegnazione del fascicolo sembra inevitabile la dilatazione dei tempi dell'indagine.

I colloqui del premier intercettati sarebbero circa 20, una dozzina con Innocenzi, cinque-sei con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. «Dovete fare qualcosa che consenta alla Rai di dire: chiudiamo tutto», suggerisce il premier a Innocenzi. Il commissario sembra incassare ma, parlando con un componente del Cda della Rai, Alessio Gorla, si sfoga: «il capo» sta «incazzato come una biscia». È addirittura «idrofobo».

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Innocenzi tuttavia si sarebbe in qualche modo attivato per accontentare il premier. Stanco di attende l'intervento dell'Autorità garante - sempre secondo "Il fatto" - Berlusconi si sarebbe lamentato ancora con Innocenzi. «'Non fate nulla?», chiede il premier, che dopo qualche giorno inveirà contro l'Agcom (definendola una «barzelletta») e contro Annozero (questo non è «servizio pubblico»). Il pressing di Berlusconi sfinisce Innocenzi che, parlando con un amico, si lascia andare all'ennesimo sfogo. Da Santoro - dice - stanno per esplodere «le bombe atomiche». E ancora: Berlusconi «mi manda a fare in c... ogni tre ore».

Aprire un fascicolo in prima commissione per verificare se l'ispezione disposta dal Guardasigilli, Angelino Alfano, presso la Procura di Trani, possa portare interferenze alle indagini. È quanto chiedono numerosi consiglieri togati e laici del Csm al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli.

 

 

 
[15-03-2010]