BIANCA BERLINGUER E IL PD NEL CAOS: QUANDO C’ERA PAPÀ ALMENO L’INCOLUMITÀ DEGLI INVITATI ALLE FESTE ERA GARANTITA - I TIPINI FINI PAZZI PER NICHI: VENDOLA COME IL MITO SIMON LE BON - FIGLI E FIGLIASTRI A CASA BOSSI E L’ANSA CONFONDE RICCARDO COL TROTA - ALL’EX GOLDMAN BOY DRAGHI SERVONO 7 CONSULENTI E 620MILA € PER TRADURRE IN INGLESE I DOCUMENTI DI BANKITALIA… - DA CARLEA A GUGLIELMI, VALZER DI PROVVEDITORI CHEZ MATTEOLI
da Italia Oggi
1 - LA TENTAZIONE DI BIANCA PER L'ORDINE DEL VECCHIO PCI...
«Quando mio padre Enrico Berlinguer era segretario del Pci certe cose non accadevano, con il servizio d'ordine organizzato da Botteghe Oscure». Sì, Bianca Berlinguer si deve essere morsa lingua, guance e bocca, pur di non pronunciare questa frase, a Linea Notte, su Raitre.
FLAVIA PERINA BIANCA BERLINGUER
Il direttore del Tg3 non ha detto il nome del suo augusto genitore, ma durante l'intero dibattito notturno è stata capace di far capire ai telespettatori, più volte, che l'attuale Partito democratico non è in grado di garantire l'incolumità degli invitati alle sue feste, come è accaduto al leader della Cisl Raffaele Bonanni a Torino (e prima, al presidente del Senato Renato Schifani).
Issata su scarpe zatterate, evocatrici delle piattaforme petrolifere off shore, e indossando un innocente vestito da marinaretta (messaggio subliminale: siamo con l'acqua alla gola), Bianca pronunciava le sue contumelie nostalgiche mentre l'ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, grazie a un collegamento esterno, offriva le espressioni facciali più amate dal suo pubblico: corrucciato, poi attonito, quindi disincantato.
Bonanni contestato
Il culmine è stato raggiunto dopo la lettura del titolo del fondo del Riformista, affidato alla penna di Giuseppe Caldarola: «Senza katanga senza politica». Ma sì, Pier Luigi Bersani e compagni non solo non sanno guidare il partito, ma ne affossano continuamente l'immagine offrendo la visione di quattro scalmanati che si presentano alle feste offendendo l'ospite di turno: oltre tutto, utilizzando i fumogeni, roba da stadio, quindi politicamente scorretta.
Bonanni contestatoTanto che Mieli, scivolando clamorosamente sul terreno della violenza, ha ricordato che una volta alle manifestazioni gli operai ci andavano con i bulloni, un'altra classe rispetto agli scalmanati di oggi che non lavorano e non hanno mai visto una fabbrica: e dopo aver pronunciato un peana a favore degli articoli proposti nei negozi di ferramenta, il numero uno di Rcs libri ha ingranato la retromarcia per dissentire dalle sue stesse opinioni. Ai tempi di Enrico Berlinguer certe trasmissioni televisive non sarebbero mai andate in onda. (Pierre de Nolac)
2 - MATTEOLI SPENDACCIONE...
Il governo di Silvio Berlusconi è impegnato a tagliare le spese, il ministro Renato Brunetta striglia i dipendenti pubblici, i manager guadagnano di meno ma alle infrastrutture Altero Matteoli si preoccupa di alzare lo stipendio di una carica strategica per gli investimenti statali. Già, perché a Napoli, per la carica di provveditore alle opere pubbliche, il ministro Matteoli ha deciso che il successore di Donato Carlea (destinato a occupare la sede di Roma), in barba a ogni principio di riduzione della spesa pubblica, godrà della stessa fascia e stipendio di quello di Roma.
matteoli, berlusconi
E nel Pdl più di un parlamentare nutre seri dubbi sull'operazione voluta da Matteoli, parlando di un «baratto» tra la poltrona napoletana e quella romana: questo perché nel capoluogo campano arriverà l'attuale numero uno del provveditorato della capitale, Giovanni Guglielmi, che non poteva subire un declassamento del suo ruolo (e della busta paga). Guglielmi lasciando Roma per Napoli darà il posto a Carlea, definito «vicino all'Italia dei valori» di Antonio Di Pietro: e nel Pdl i forzisti sottolineano che il provveditorato della capitale si occupa anche della Sardegna e dell'Abruzzo, regioni entrambe governate dai berlusconiani. E a causa del drammatico terremoto che ha colpito la regione abruzzese, solo in quella zona saranno cinque i miliardi di euro destinati alla ricostruzione: un fiume di denaro affidato alla gestione di Carlea.
FLAVIA PERINA BARBARA PALOMBELLI «Che ci azzecca Tonino con le nomine di Matteoli?», si domandano i forzisti, evocando lo spettro di un patto sotterraneo tra il ministro attuale e l'ex titolare delle infrastrutture, che conosce bene le stanze dove si decidono le sorti delle grandi e piccole opere pubbliche. Un patto di non belligeranza? Un accordo tra gentiluomini? Certo è che il valzer dei provveditori è previsto per la prossima settimana: l'aumento della spesa dedicata al titolare dell'ufficio di Napoli sembra l'ultimo atto prima di dare il via all'operazione. E pensare che Matteoli non ha scelto di passare con Futuro e libertà... (Stefano Di Giovanni)
3 - VENDOLA PIACE AL SECOLO...
«Vendola come Simon Le Bon? Anche un film per il mito», ha titolato Il Secolo d'Italia. La passione dei finiani di Futuro e libertà per il presidente della regione Puglia sfrutta la presenza al festival cinematografico di Venezia del cortometraggio «Sposerò Nichi Vendola», firmato dal regista barese Andrea Costantino e, sottolinea il quotidiano di via della Scrofa, «finanziato dal ministero della cultura».
Nichi Vendola
Diciotto minuti applauditi anche dal Secolo, spiegando che «la chiave di volta è uno sguardo differente sul Sud», dove la trama «è un intreccio originale che mischia reminiscenze del fascismo, le difficoltà di arrivare alla fine del mese per le famiglie meridionali e la speranza di cambiamento che passa dalla politica». E la prossima settimana Costantino sarà a Roma, per festeggiare i successi veneziani. (Pierre de Nolac)
4 - NON E' IL TROTA, SCIVOLONE DELL'ANSA SU BOSSI JR...
È vero che il Trota, da quando si è diplomato e si è messo alle calcagna dell'augusto padre per carpirne i segreti della sua arte politica, ha calamitato le attenzioni di tutti i media. Ma Renzo non è l'unico figlio maschio di Umberto Bossi. C'è anche Riccardo, pilota di rally, che, tra un matrimonio molto paparazzato e qualche tensione con il padre, cerca di conquistarsi il suo spazio.
Ma non c'è riuscito ieri con l'Ansa, che attribuiva le dichiarazioni sull'importanza dell'autodromo di Monza, nella battaglia con la nuova pista di F1 a Roma, al Bossi jr Renzo. «L'unica cosa che ho dichiarato è che il Gran premio di Monza deve restare a lungo. Quello che riportano le agenzie non l'ho mai detto», ha poi precisato Riccardo Bossi (e non Renzo...). (Alessandra Ricciardi)
5 - TRADURRE DRAGHI COSTA 670 MILA EURO...
Un mucchio incredibile di carte, tra studi, analisi, proiezioni, bollettini. La produzione della banca d'Italia, si sa, è mastodontica. E naturalmente ha bisogno di essere tradotta, principalmente in inglese, ma non solo. Per questo palazzo Koch, a ridosso dell'estate, ha assegnato un pacchetto di nuove consulenze sotto la dicitura «attività di comunicazione». Si tratta di sette incarichi, affidati ad altrettanti consulenti, per un totale di 672 mila euro. Quasi 100 mila euro a testa di media, ma per fare cosa, di preciso?
Bossi versa l'acqua del Po in testa al figlio Renzo, a sinistra Cota
Per tradurre in inglese, ma anche in tedesco, la corposa documentazione messa a punto dagli uffici della banca centrale guidata da Mario Draghi.Questa attività, di base, viene sempre affidata da palazzo Koch a esperti esterni. Quest'anno si è deciso di assegnare l'incarico agli stessi consulenti dell'anno scorso (vedi ItaliaOggi del 22 luglio 2009). Si tratta, quindi, di un rinnovo, che però costerà alle casse di via Nazionale circa 200 mila euro in più di quello che era stato sborsato per il 2009, anno in cui sul piatto erano stati messi 455 mila euro. A tutti e sette i consulenti, infatti, palazzo Koch ha deciso di aumentare il compenso. Un incremento che, va detto, in buona parte è spiegato da un allungamento della durata temporale della consulenza: mentre nel 2009 era annuale, da adesso coprirà un anno e mezzo.
I sette incarichi sono stati assegnati a partire dai primi di luglio e quindi si esauriranno il 31 dicembre del 2011. I beneficiari hanno più o meno nomi di estrazione anglosassone, a riprova di come sia prioritaria le traduzione dei documenti di via Nazionale in inglese. A incamerare il gettone più corposo sarà John Christopher Smith, che vede salire il suo compenso da 100.297 a 120.550 euro. A seguire Roger Thomas Meservey, che sale da 76.535 a 111.767 euro, Daniel Harry Dichter, da 71.752 a 93.139, Christine Stone, da 61.326 a 97.100 (diventa quindi la terza per valore), Alice Mary Agnes Chambers, da 56.555 a 90.771, Christiane Rhein, da 48.947 a 81.768, e per finire Jennifer Ann Parkinson, che sale da 40.123 a 77.380. Calcolati i totali, quindi, si scopre che mentre le precedenti sette consulenze erano state pagate con 455 mila euro, i loro rinnovi (per un anno e mezzo) costeranno 672 mila euro.
mario-draghi
A ogni buon conto gli incarichi rinnovati dalla banca d'Italia ai sette traduttori si vanno ad aggiungere a una mole di rapporti che, al 9 settembre 2010, è arrivata a toccare le 340 consulenze. Il numero, va precisato, riguarda singoli incarichi che possono risultare affidati in più occasioni anche a una stessa persona.
E va pure ricordato che le griglie di palazzo Koch, sempre in riferimento agli incarichi di volta in volta assegnati, comprendono consulenze assegnate da via Nazionale parecchio tempo fa, alcune a partire dai primi anni '90 e progressivamente rinnovate. Per molte di queste, inoltre, la Banca d'Italia non fissa nemmeno una scadenza, facendo semplicemente riferimento all'espressione «data non determinabile». (Stefano Sansonetti)







