BOIA chi lo molla (disordine nuovo) - HA TRE ERGASTOLI SUL GROPPONE MA il fascista CONCUTELLI SE NE VA A CASA, ASSISTITO DA camerati E PARENTI, PER UN’ISCHEMIA CEREBRALE - L’ASSASSINO DEL GIUDICE OCCORSIO (MITRAGLIÒ AL GRIDO “ANCHE I BOIA MUOIONO”), NON S’È PENTITO - il terrorista DI ‘ORDINE NUOVO’ IN PASSATO AVEVA GIÀ GODUTO DELLA SEMILIBERTÀ E DEGLI ARRESTI DOMICILIARI…

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Roberto Zicchitella per \"il Riformista\"

LaLa copertina di Io, l\'uomo nero

«E famo cose...». Con queste parole nella primavera del 1976, Pierluigi Concutelli si presenta ai suoi amici neofascisti italiani dopo un periodo trascorso all\'estero. «E mo\' famo cose...». Detta da lui, la frase non lascia presagire nulla di buono, anche perché il comandante militare di Ordine nuovo si porta dietro un borsone pieno di armi.

Poche settimane dopo, alle 8,30 di sabato 10 luglio, Concutelli, insieme a un complice, ammazza a raffiche di mitra il giudice Vittorio Occorsio. Occorsio, 47 anni, sposato, due figli, viene ucciso a poche decine di metri da casa, mentre è alla guida della sua auto, una Fiat 125.

l magistrato si accascia in un lago di sangue, i killer fuggono portandosi via la borsa di Occorsio e lasciando sul cadavere nove volantini con la rivendicazione dell\'omicidio. «Anche i boia muoiono» è la frase che spicca in un testo delirante che vuole giustificare l\'ingiustificabile. «Io a Concutelli gli avrei dato la pena di morte», ha commentato ieri un ragazzo di vent\'anni che porta lo stesso nome del giudice massacrato in quel caldo giorno di luglio.

PIERLUIGIPIERLUIGI CONCUTELLI

È Vittorio Occorsio, suo nipote. Il ragazzo ha accolto così la notizia del ritorno in libertà di Concutelli. La pena detentiva del killer, condannato a tre ergastoli, è stata sospesa per ragioni di salute. Concutelli ha 67 anni e sta male a causa delle conseguenze di una ischemia cerebrale. Pare non sia più in grado di parlare. Comunica solo scrivendo. In passato aveva già goduto della semilibertà, poi gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. Ora vivrà assistito da amici in una casa sul litorale romano.

Concutelli è stato uno degli uomini più spietati del terrorismo di destra. Una scheggia impazzita che ha imposto una logica militare, in puro stile brigatista, al mondo del neofascismo italiano. Romano, si trasferisce giovanissimo con la famiglia a Palermo. Lì Concutelli si avvicina agli ambienti neofascisti. Nell\'ottobre del 1969 lo arrestano per detenzione e porto abusivo di armi da guerra mentre si esercita con alcuni camerati sulla collina di Bellolampo, vicino Palermo.

Torna libero nel 1970 e si iscrive alla Facoltà di Agraria, ma diventa presto uno studente fuori corso perché comincia a militare nel Fuan (il movimento universitario di destra), del quale diventa segretario provinciale della sezione di Palermo.

Ma Concutelli non è fatto per la politica. È un uomo di azione. Che fa paura ai suoi stessi camerati. Le pagine di Il piombo e la celtica, un libro di Nicola Rao dedicato al terrorismo nero, sono fitte di testimonianze sull\'impatto che ebbe l\'arrivo di Concutelli negli ambienti del neofascismo. «È fissato per le azioni, per le armi», «Spinge per l\'azione militare fine a se stessa», «È incontrollabile, irascibile, litigioso».

PIERLUIGIPIERLUIGI CONCUTELLI

Fra l\'autunno del 1975 e la primavera del 1976 Concutelli sparisce dall\'Italia. Va in Spagna, dove si unisce ai fascisti rimasti orfani del dittatore Franco. Partecipa ad azioni di «antiguerriglia» contro i militanti baschi dell\'Eta. Poi ritorna in Italia con il suo borsone di armi e quel proposito inquietante: «E mo\' famo cose...». Paolo Signorelli, l\'ideologo di Ordine nuovo, cerca di farlo ragionare per convincerlo che non si sono le condizioni per la lotta armata.

«Allora - ha ricordato Signorelli - comincia ad agitarsi. Sembra una trottola. Recupera dei militanti a Roma, in Umbria, a Catania. È inarrestabile, totalmente fuori controllo. Secondo me lo potevi fermare in un solo modo: stendendolo!». Ma nessuno lo ferma. «Lui venne a Roma e disse: so\' venuto qui per uccidere Occorsio. Voi fateve i cazzi vostri», ricorda ancora Signorelli.

Per il delitto Occorsio, Concutelli viene condannato all\'ergastolo. In carcere trova un suo degno amico e alleato, la primula nera del terrorismo nero Mario Tuti, condannato a due ergastoli. Nel supercarcere di Novara, il 13 aprile 1981, Concutelli e Tuti strangolano a morte Ermanno Buzzi, condannato per la strage di piazza della Loggia a Brescia. Temono possa diventare un delatore.

PIERLUIGIPIERLUIGI CONCUTELLI

Nello stesso cortile del super-carcere, nell\'agosto del 1982, Concutelli uccide con la medesima tecnica da killer implacabile (un filo di nylon stretto at- torno alla gola) un altro camerata, Carmine Palladino. Questi due omicidi costeranno a Concutelli altri due ergastoli.

Negli ultimi anni, in semilibertà, Concutelli ha scritto un\'autobiografia (Io, l\'uomo nero) ed è apparso in televisione intervistato da Antonello Piroso su La7. Davanti alle telecamere è apparso allucinato e confuso. Non si è mai pentito. Ha sempre rifiutato di considerarsi colpevole o innocente, preferendo la definizione di «responsabile». Almeno ci ha rassicurato che, non avendo figli, «tutto questo finirà con Pierluigi Concutelli».

 

 

 

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