Pierre de Nolac per "Italia Oggi"
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE E FANCIULLA
Ora il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone sa che il suo nemico numero uno si chiama Francesco Giro.
E nella stessa famiglia di origine siciliana anche Edoardo non può ridere, così come i gruppi in mano ai vari Santarelli, Parnasi, Bonifaci, Scarpellini, Toti. Il sottosegretario dei Beni e attività culturali ha dichiarato guerra al cemento, dall'alto del colle capitolino: nemmeno i Verdi sono mai stati capaci di blindare così il territorio. E la tensione era palpabile, ieri mattina, nella basilica romana dell'Ara Coeli, dove si festeggiava il restauro della Madonna «Advocata».
Come cuneo tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno (munito di fascia tricolore) e Giro è stato inserito un francescano, all'insegna di «pace e bene». Ma il sottosegretario del ministero guidato da Sandro Bondi voleva dire la sua liberamente: al punto che non ha saputo resistere a lungo al clima pseudopacifista che si respirava nel luogo sacro, e senza attendere la fine della cerimonia è uscito dalla chiesa per dare il via a una conferenza stampa volante, sotto gli occhi del portavoce Luigi Pepe: qui Giro ha parlato del piano regolatore di Roma, non escludendo altri vincoli, e comunque indicando la necessità di attuare forti riduzioni delle cubature, criticando i costruttori capitolini.
FRANCESCO GIRO
Giro ha detto che «a suo tempo il ministero dei beni culturali guidato da Francesco Rutelli presentò 121 osservazioni critiche relative al piano paesaggistico territoriale regionale, che riguardavano molte aree del piano regolatore romano, tra le quali quelle attualmente interessate dal vincolo tra la Laurentina e l'Ardeatina e anche la zona tra l'Aurelia e la Cassia, le quali furono tutte respinte in busta chiusa da Marrazzo. Quindi, il ministero ha la facoltà in ogni momento di avviare un procedimento di vincolo nelle zone individuate da queste 121 osservazioni».
DOMENICO BONIFACI E SIGNORA
Roba da mettere in ginocchio l'Acer, l'associazione dei costruttori romani: e in primo luogo Caltagirone. Sì, perché nel mirino di Giro è finita quella che ha eufemisticamente definito come la «qualità» delle case edificate a Roma, con «lo stesso progetto che viene replicato ovunque»: una polemica lanciata innanzitutto per colpire il suocero di Pier Ferdinando Casini.
IMMOBILIARISTA MARIO SCARPELLINI - Copyright Pizzi
Quindi, stoccata alla società calcistica Roma e alla «boutade pubblicitaria» relativa al progetto per la costruzione del nuovo stadio: «A me non risulta nulla, neanche il progetto della Monachina, non ho visto nulla e questa è una farsa, una tragicommedia», ha attaccato. E ha pure definito la storia come un «boomerang micidiale» per chi l'ha proposta.
Claudio Toti
Ma Giro ne ha avute per tutti, senza dimenticare di frenare la corsa del segretario generale dell'Ugl Renata Polverini alla candidatura alla presidenza della regione Lazio (lui stesso nel mese di maggio aveva proposto la sindacalista Ugl, autodefinendosi come il suo «principale sponsor»), imponendo una seria e meditata riflessione dopo le dichiarazioni antiberlusconiane fatte dal numero uno di Montecitorio Gianfranco Fini. E dire che era appena stato in una chiesa.