Roberto Turno Per "Il Sole 24 Ore"
Sempre più soffocato dal sottofinanziamento, a fine 2009 il ministero della giustizia s'è trovato con debiti superiori a 320 milioni soltanto per le spese dell'area civile e penale e per le gestione delle carceri. E per le intercettazioni la massa debitoria ha toccato quota 70 milioni. La cruda analisi finanziaria del "pianeta giustizia" è della Corte dei conti ed è contenuta nella relazione alle Camere sui costi e le spese delle amministrazioni centrali dello stato.
ANGELINO ALFANO
Ai costi delle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, la Corte dei conti dedica un passaggio specifico al paragrafo "spese di giustizia" della missione finanziariamente più importante del ministero: la giustizia civile e penale, che nel 2009 ha fatto registrare uno stanziamento definitivo di 5,4 miliardi (il 62,8% delle spese totali), solo apparentemente cresciuto del 22,1% sull'anno precedente.
In realtà l'aumento include ben 446,8 milioni dei 640,8 milioni totali assegnati nel 2009 al ministero per la copertura dei debiti pregressi relativi al 2007-2008. Finanziamenti al ralenty e col contagocce, dunque. Con tutto ciò che negativamente ne consegue sulla funzionalità complessiva dell'amministrazione, e ovviamente sul formarsi di nuovi debiti.
Corte dei Conti RomaI 70 milioni di rosso per le intercettazioni costituiscono un terzo dei 214 milioni totali della situazione di esposizione a fine 2009 per il programma giustizia civile e penale. Le intercettazioni, nello specifico, rappresentano il 40% di tutti i pagamenti dell'erario per le spese di giustizia: oltre 710 milioni dal 2006 al 2008 su oltre 2,1 miliardi. Con alcune particolarità segnalate dalla magistratura contabile sulla base di dati dell'amministrazione inviati al Parlamento: il 79% degli importi liquidati almeno nell'ultimo anno ha riguardato il noleggio degli apparati, il 13% le fatture emesse e l'8% l'acquisizione dei tabulati.
INTERCETTAZIONI
Ma è soprattutto il sottofinanziamento del pianeta giustizia a preoccupare la magistratura contabile. «La riduzione delle risorse - si legge nel rapporto alle Camere della Corte dei conti - difficilmente si concilia con la tendenziale incomprimibilità delle spese», sia di quelle di giustizia per lo svolgimento delle funzioni giurisdizionali, sia di quelle per il funzionamento degli uffici giudiziari che degli istituti penitenziari. Il formarsi dei debiti, insomma, è la diretta conseguenza dei tagli al settore.
Ma ciò non toglie, avverte la Corte dei conti, che non ci siano spazi per la «razionalizzazione» dei servizi: le procedure contrattuali e «soprattutto l'informatizzazione dell'attività giudiziaria ». Peccato che i progetti pensati anche per velocizzare i processi, si siano dovuti scontrare proprio con la carenza delle risorse indispensabili «per la progettazione e l'implementazione » dei progetti stessi. Le idee ci sarebbero, insomma, ma non hanno le gambe per marciare.