CHE SI SONO DETTI TRUMP E PUTIN? – I DUE HANNO PARLATO POCO DEI DOSSIER INTERNAZIONALI E TANTO DELLE PRESUNTE INTERFERENZE RUSSE SULLA CAMPAGNA USA – IL FILOSOFO LIBERAL WALZER: “UNO È AFFARISTA E L’ALTRO È SPIETATO. NESSUNO DEI DUE MERITA FIDUCIA”. PER L’ANALISTA RUSSO SUCHKOV LA RICHIESTA DI COLLABORAZIONE DI PUTIN È “INTELLIGENTE E ASTUTA. HA MESSO IL PROCURATORE SPECIALE MUELLER DI FRONTE A…” – VIDEO

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1 – PUTIN: ZERO INTERFERENZE NEL VOTO USA. TRUMP GLI CREDE E SCARICA L' FBI

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

TRUMP PUTIN PALLONE TRUMP PUTIN PALLONE

L' inchiesta del Super procuratore Robert Mueller «è un disastro per il nostro Paese». Vladimir Putin dirà parole simili, ma questa frase è di Donald Trump. Nella conferenza stampa al termine del vertice di Helsinki, il presidente americano è stato durissimo con l' Fbi, la «corrotta Hillary Clinton» e l'«ostruzionismo» democratico.

 

Il Russiagate, cioè le indagini sull' ipotesi di collusione tra il Cremlino e il comitato di Trump, ha dominato, almeno sul piano della comunicazione, il primo faccia a faccia tra i capi delle due superpotenze.

PUTIN REGALA UN PALLONE A TRUMP PUTIN REGALA UN PALLONE A TRUMP

 

Il leader Usa ha iniziato la dichiarazione ufficiale dal tema più esplosivo: «Abbiamo parlato dell' intromissione russa nella nostra campagna elettorale. Il presidente Putin è stato molto deciso nello smentire ogni manovra».

 

Poi un giornalista americano ha chiesto a Trump se credesse più alla versione dei servizi segreti Usa o a quella di Putin. «I miei mi dicono che è la Russia. Io ho qui il presidente Putin e lui ha appena detto che la Russia non c' entra. E io aggiungo: non vedo alcuna ragione per cui avrebbe dovuto farlo».

ROBERT MUELLER ROBERT MUELLER

 

E «se non è la Russia» allora Trump arriva alla conclusione: «Io neanche conoscevo Putin. Nessuna collusione». In tarda serata il leader Usa cerca di attenuare con un tweet: «Grande fiducia nel mio servizio d' intelligence».

 

Ma in conferenza stampa per il capo del Cremlino era stato facile chiamarsi fuori: «La Russia non ha mai interferito e non interferirà mai negli affari interni americani, compreso il processo elettorale».

 

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Putin aveva poi commentato l' atto di incriminazione firmato da Mueller a carico di 12 agenti del servizio segreto militare, cui si aggiunge, notizia di ieri, un' altra funzionaria «infiltrata» nel voto del 2016, Maria Butina: «Mueller può mandare una richiesta di estradizione, le nostre Corti la valuteranno.

 

Dopodiché noi siamo pronti a consentire al super procuratore di venire a Mosca e interrogare gli accusati. A condizione che anche i nostri inquirenti possano farlo». Per Trump «è una proposta molto importante».

 

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Tutto il resto dell' agenda è passato in secondo piano: anche se c' è stato un confronto su dossier cruciali come il controllo degli armamenti e la Siria. Sull' annessione della Crimea, Putin non ha concesso margini: «Abbiamo fatto il referendum, per noi la questione è chiusa».

 

Ma a Washington l' attenzione è concentrata sul Russiagate. Per Paul Ryan, speaker repubblicano della Camera: «Non ci sono dubbi che la Russia abbia interferito nella campagna elettorale».

 

 

2 – WALZER: "L' AFFARISTA E LO SPIETATO NESSUNO DEI DUE MERITA FIDUCIA"

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

MICHAEL WALZER MICHAEL WALZER

«L' incontro di due presidenti senza testimoni, con i soli interpreti al fianco, è qualcosa di inaudito: nessuno potrà mai davvero sapere che cosa si sono veramente detti. Quanto Trump abbia veramente incalzato Putin, ad esempio: cosa di cui dubito».

 

Michael Walzer, 83 anni, è l' influente filosofo americano, teorico della "guerra giusta".

Professore emerito di Princeton, autore di decine di saggi, è anche condirettore della rivista politico culturale Dissident: considerato una delle figure più influenti della sinistra liberal americana.

NYMAG PRUMP TUTIN NYMAG PRUMP TUTIN

 

A proposito dell' incontro fra i due leader il New York Magazine ha titolato in copertina: "Prump Tutin" a sottolinearne l' affinità. «In effetti l' unica notizia che viene fuori dall' incontro mi è sembrata il buon umore dei due. (…)».

 

L' incontro arriva al termine di una settimana di scompiglio europeo, dove Trump ha attaccato un po' tutti, dalla Nato a Theresa May

«Donald Trump crede davvero che la rottura dell' Unione Europea possa essere una buona cosa per gli Stati Uniti. (…) Ma la mia idea è che dipende dal suo retaggio di affarista. Non (…) gli interessano i valori di quello che noi finora abbiamo chiamato "mondo libero". La sua cultura è quella degli affari. Dove ciascuno insegue il proprio interesse ed è per questo che va d' accordo con Putin».

 

E quale sarebbe l' interesse americano nel frantumare l' Europa?

«(…) un' Europa divisa sarebbe costretta a fare accordi commerciali e di altro genere separati con gli Stati Uniti. Come si fa con le grandi compagnie, insomma: le si distrugge per poi comprare a prezzi stracciati i singoli elementi».

 

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Putin e Trump dicono di avere affrontato la questione delle ingerenze russe sulla campagna americana. E di avere parlato di Siria, Ucraina, nucleare

«Quello a cui abbiamo assistito mi sembra solo un grande show, una messa in scena che non porta risultati. (…) La mia idea, semmai, è che più Trump va avanti con la presidenza, più, sembra godersi il suo potere di distruttore dei vecchi equilibri mondiali».

 

Eppure Putin piace ancora a molta sinistra americana ed europea

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«(…) qualche idiota pensa ancora che essere anti occidentali voglia dire anche essere anti imperialisti. La mia opinione su Putin è pessima. Lo reputo un autoritario che sostiene altri autoritari solo per fare gli interessi del suo Paese.

 

Sogna di riportare la Russia ai tempi del potere sovietico. Ed è spietato nelle sue ambizioni. Qualunque cosa possa aver detto (…) non c' è nulla di cui ci si possa fidare».

 

3 – SUCHKOV: ‘LA MOSSA DEL LEADER RUSSO CHE METTE IN DIFFICOLTÀ IL PROCURATORE MUELLER’

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

 

Robert Mueller Robert Mueller

«In generale la Russia esce a pieni voti da questo summit. Voleva una conversazione onesta su temi spinosi e l' ha avuta». Maksim Suchkov, analista dei prestigiosi think tank moscoviti Russian International Affairs Council e Valdai Club, nonché ricercatore associato di Ispi, sembra tutto sommato ottimista sugli esiti del primo vertice formale tra Donald Trump e Vladimir Putin a Helsinki.

 

Il faccia a faccia a porte chiuse è durato quasi due ore, ma non sembra che i due leader abbiano fatto reali progressi su nessuno dei temi in agenda, come il conflitto in Siria o in Est Ucraina...

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«A quanto pare, i due presidenti hanno trascorso (…) più tempo a cercare di recuperare alla radice le relazioni tra Stati Uniti e Russia.

 

Riguardo a dossier come Siria o Est Ucraina, è stato molto più importante l' incontro tra il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov e il segretario di Stato Mike Pompeo (…)».

 

Che cosa pensa della proposta di Vladimir Putin di avviare interrogatori congiunti per collaborare con gli Stati Uniti all' inchiesta sulle presunte interferenze russe nelle presidenziali americane 2016?

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«Penso che sia una proposta intelligente e astuta. (…) Putin ha messo il procuratore speciale Mueller di fronte a una scelta difficile a doppio binario trovando di fatto la "soluzione miracolosa" per questo caso.

 

CONTE PUTIN TRUMP CONTE PUTIN TRUMP

Se Mueller non accetterà la proposta, il suo rifiuto verrà letto come la dimostrazione che l' intero dossier delle "interferenze russe" è puramente politicizzato e che la Russia è diventata uno strumento nella lotta interna contro Trump.

 

Se accetterà, non solo il suo consenso verrà visto come l' implicito avallo che Putin non è direttamente responsabile delle "interferenze", ma alleggerirà le relazioni bilaterali del peso del cosiddetto Russiagate».

 

(…)

 

Quando Trump si insediò alla Casa Bianca, alla Duma stapparono bottiglie di champagne. L' entusiasmo ha presto lasciato spazio alla disillusione. Il summit può essere un nuovo inizio?

«(…) Quel che è certo è che Trump, invece, si troverà a far fronte a una nuova ondata di critiche negli Stati Uniti per "aver venduto il Paese a Putin"».

 

 

 

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